Amazon Leo sfida Starlink: internet veloce dallo spazio, tutti i dettagli della nuova costellazione

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Il 13 novembre 2025 Amazon ha archiviato definitivamente il nome in codice Project Kuiper, presentando al mondo Amazon Leo: la piattaforma ufficiale con cui il colosso di Seattle intende competere direttamente con Starlink di SpaceX nella battaglia per la connettività satellitare globale. Dopo sette anni di sviluppo sotto traccia, oltre 150 satelliti già operativi in orbita e partnership strategiche con aziende come JetBlue e L3Harris, Amazon dichiara apertamente guerra a Elon Musk per il controllo dell’internet orbitale.

Il cambio di denominazione non è solo questione di marketing: segna il passaggio dalla fase sperimentale a quella commerciale, con l’obiettivo di iniziare l’erogazione del servizio entro la fine del 2025 per poi ampliarsi progressivamente nel 2026.

Da Project Kuiper ad Amazon Leo: perché il cambio di nome

Il progetto era nato nel 2019 con un nome in codice ispirato alla fascia di Kuiper, l’anello di asteroidi ai confini del sistema solare. Come molte iniziative Amazon, l’idea iniziale prevedeva un piccolo team di ingegneri e qualche prototipo su carta. Nel corso degli anni, il programma ha raggiunto traguardi fondamentali: autorizzazioni dalla Federal Communications Commission, la firma di contratti di lancio per oltre 10 miliardi di dollari con ULA, Arianespace, Blue Origin e persino SpaceX, e il dispiegamento dei primi satelliti operativi nell’aprile 2025.

Il nuovo nome “Leo” rappresenta un riferimento diretto alla Low Earth Orbit, l’orbita terrestre bassa dove viaggiano i satelliti della costellazione. Rajeev Badyal, presidente di Amazon Leo (ex vicepresidente di Starlink licenziato da Musk nel 2018), ha spiegato che l’identità definitiva serviva per accompagnare l’ingresso sul mercato commerciale. La missione resta invariata: portare connettività veloce e affidabile a miliardi di persone ancora prive di accesso internet stabile, oltre a fornire servizi a imprese, governi e organizzazioni in aree remote o mal servite dalle infrastrutture tradizionali.

I numeri della costellazione: 3.236 satelliti previsti, 1.618 entro metà 2026

Amazon ha ottenuto dalla FCC l’autorizzazione a dispiegare una costellazione di 3.236 satelliti suddivisi in cinque fasi operative. L’azienda deve rispettare scadenze precise: metà della costellazione (1.618 satelliti) deve essere in orbita entro il 30 luglio 2026, mentre l’intera rete dovrà essere completata entro il 30 luglio 2029.

Ad oggi, Amazon Leo conta oltre 153 satelliti operativi lanciati tra aprile e ottobre 2025 attraverso razzi Atlas V, Falcon 9 di SpaceX e altre missioni programmate con Vulcan Centaur e Ariane 6. Il ritmo di lancio è accelerato significativamente: da aprile 2025 sono state completate oltre 80 missioni, segnando l’inizio di un dispiegamento massiccio che dovrebbe intensificarsi ulteriormente nei prossimi mesi.

Tre terminali per tre esigenze: da 100 Mbps a 1 Gbps

Amazon ha progettato internamente una gamma di terminali utente equipaggiati con antenne phased array, tecnologia che permette di mantenere connessioni stabili anche in movimento adattando dinamicamente la direzione del segnale.

Leo Nano è il modello ultra-compatto (circa 18×18 cm), pensato per uso residenziale e mobilità. Offre velocità fino a 100 Mbps, sufficienti per streaming, videoconferenze e gaming occasionale. Ideale per chi cerca una soluzione portatile senza rinunciare a prestazioni dignitose.

Leo Pro rappresenta l’opzione standard (28×28 cm) con velocità fino a 400 Mbps, adatta a famiglie, piccole aziende e uffici che necessitano di banda consistente per operare senza interruzioni.

Leo Ultra è il terminale enterprise (50×76 cm) capace di raggiungere 1 Gbps, progettato per applicazioni professionali, governative e industriali. Può gestire centinaia di dispositivi IoT, sensori industriali e flussi video in alta definizione simultaneamente. Durante i test condotti a settembre 2025, alcuni dirigenti Amazon hanno confermato il superamento della soglia del gigabit al secondo, posizionando il servizio tra i più avanzati del settore.

I partner già attivi: aviazione, telecomunicazioni, difesa

Diversamente da Starlink, che ha puntato inizialmente sul mercato consumer, Amazon Leo sembra concentrarsi prioritariamente su clienti enterprise e istituzionali. Le partnership già annunciate lo confermano.

JetBlue Airways è stata la prima compagnia aerea a firmare un contratto, a settembre 2024, per offrire Wi-Fi veloce e gratuito a bordo dei propri velivoli. L3Harris Technologies, gigante della difesa statunitense, collabora con Amazon per sviluppare servizi dedicati a governi e forze armate, sfruttando la bassa latenza della rete satellitare per applicazioni mission-critical.

In America Latina, DIRECTV Latin America e Sky Brasil stanno conducendo sperimentazioni per servizi televisivi e trasmissione dati. In Australia, l’operatore pubblico NBN Co. valuta l’uso di Amazon Leo per raggiungere le comunità rurali più isolate del continente. Questa rete di alleanze suggerisce una strategia meno orientata al consumo domestico rispetto a Starlink, dove la vicinanza con i servizi cloud AWS può diventare un vantaggio decisivo per clienti business.

Il confronto con Starlink: vantaggi e svantaggi

Starlink dispone attualmente di circa 9.000 satelliti operativi e serve oltre 6 milioni di clienti in decine di paesi. Il servizio è pienamente funzionante, con piani tariffari consolidati e una copertura globale già estesa. Amazon Leo parte con un ritardo considerevole: 150 satelliti contro 9.000, nessun cliente consumer ancora attivo, e un servizio commerciale che inizierà solo a fine 2025.

Il vantaggio di Amazon sta nell’ecosistema integrato. L’azienda gestisce una delle linee produttive di satelliti più grandi al mondo nel suo stabilimento di Kirkland, vicino Seattle, con capacità di assemblare fino a cinque satelliti al giorno a pieno regime. La presenza di Amazon Web Services offre sinergie uniche: integrare connettività satellitare, cloud computing e infrastrutture terrestri in un’unica piattaforma potrebbe attrarre clienti enterprise che cercano soluzioni complete. Infine, la potenza finanziaria di Amazon permette di sostenere investimenti miliardari a lungo termine senza preoccupazioni immediate di redditività.

Quando arriverà il servizio e quanto costerà

Amazon non ha ancora comunicato prezzi ufficiali né una data di lancio definitiva per i consumatori. Le informazioni disponibili indicano che il rollout commerciale inizierà in modo selettivo entro la fine del 2025, per poi espandersi gradualmente nel corso del 2026 man mano che la copertura della costellazione aumenterà.

Considerando i costi di Starlink in Italia (che variano da circa 40 euro mensili per piani residenziali base a diverse centinaia di euro per soluzioni enterprise), è probabile che Amazon Leo si posizioni su fasce simili per restare competitivo. L’assenza di annunci ufficiali sui prezzi suggerisce che l’azienda stia ancora valutando la strategia commerciale ottimale, probabilmente in attesa di definire meglio capacità di rete e costi operativi effettivi.

Le sfide operative: lanci, regolamentazione, sostenibilità

Amazon deve affrontare diverse criticità. Sul fronte dei lanci spaziali, nonostante contratti pluriennali con diversi fornitori, i ritardi nei programmi Vulcan Centaur, Ariane 6 e New Glenn hanno costretto l’azienda a ricorrere anche a SpaceX (concorrente diretto attraverso Starlink) per accelerare il dispiegamento.

La regolamentazione satellitare internazionale diventa sempre più stringente man mano che le orbite basse si affollano. Amazon dovrà coordinarsi con autorità nazionali e organismi internazionali per evitare interferenze con altre costellazioni e garantire il rispetto delle normative sui detriti spaziali.

Infine, la sostenibilità ambientale rappresenta un tema crescente: migliaia di satelliti che bruciano in atmosfera dopo 5-7 anni di operatività sollevano interrogativi sull’impatto a lungo termine di queste megacostellazioni orbitali.


Amazon Leo entra ufficialmente nella competizione per l’internet dallo spazio con ambizioni dichiarate e risorse considerevoli. Se Starlink ha il vantaggio dei numeri e dell’esperienza operativa, Amazon risponde con un ecosistema industriale integrato e partnership strategiche che puntano al mercato enterprise. Il 2026 dirà se questa strategia basterà a colmare il divario con Musk.


Fonti:

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