Apple alza i valori di permuta: fino al 30% in più per iPhone, Mac, iPad e Watch

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Apple ha aggiornato, a partire dal 6 agosto 2026, le valutazioni di permuta del programma Trade In per la maggior parte dei modelli di iPhone, iPad, Mac e Apple Watch negli Stati Uniti. Il nuovo listino pubblicato da Cupertino porta alcuni dispositivi a valere fino a quasi il 30% in più rispetto alle cifre fissate a maggio, con gli aumenti più consistenti concentrati sulla gamma Mac e sull’iPhone 16 Pro.

Per chi in Italia sta valutando l’acquisto di un nuovo dispositivo Apple nei prossimi mesi, la notizia ha un peso concreto anche se, per ora, riguarda ufficialmente solo il listino statunitense. Il programma Trade In italiano, calcolato in euro, ha una sua tempistica autonoma e storicamente recepisce gli aggiornamenti americani con un certo ritardo. La revisione arriva comunque in un momento tutt’altro che casuale: Apple si prepara al lancio della nuova generazione di iPhone atteso in autunno, e nel corso dell’anno ha già alzato i prezzi di diversi modelli di Mac e iPad.

Quanto sale il valore di permuta per iPhone

L’iPhone 16 Pro è il modello che guadagna di più in valore assoluto: la valutazione massima passa da 560 a 630 dollari, un aumento di 70 dollari pari a circa il 12,5%. Segue l’iPhone 16 Pro Max, che sale da 695 a 720 dollari, mentre iPhone 16 e iPhone 16 Plus ottengono rialzi più contenuti, intorno ai 20 dollari ciascuno.

Anche i modelli delle generazioni precedenti beneficiano della revisione. L’iPhone 15 Pro Max arriva a 530 dollari (era 490), l’iPhone 14 Pro Max sale a 405 dollari (era 375) e l’iPhone 13 Pro tocca 285 dollari (era 260). Il rialzo prosegue, con importi via via più contenuti, fino ai modelli più datati: iPhone 12 e iPhone 11 guadagnano tra 10 e 15 dollari, mentre iPhone X e iPhone 8 Plus restano invariati. L’elenco completo, modello per modello, resta consultabile sulla pagina Trade In di Apple.

Un dettaglio che vale la pena spiegare: queste cifre sono valori massimi ottenibili, non un prezzo fisso. La valutazione finale dipende dalle condizioni effettive del dispositivo, dalla capacità di archiviazione e dalla presenza di eventuali danni estetici o funzionali. Chi spedisce un iPhone con lo schermo rigato o la batteria molto usurata riceverà quasi sempre una cifra inferiore a quella pubblicizzata: è il motivo per cui, dopo l’invio, Apple sottopone il dispositivo a una verifica e può proporre un valore rivisto, che l’utente è libero di accettare o rifiutare.

Mac e iPad: qui gli aumenti percentuali sono più marcati

Se sull’iPhone il rialzo più vistoso si aggira sul 12%, sulla gamma Mac si arriva molto più vicino al 30% annunciato. Il Mac mini passa da 375 a 480 dollari, un balzo del 28%. Il Mac Studio sale da 1.045 a 1.305 dollari (+25%) e il MacBook Pro da 690 a 855 dollari (+24%). Aumenti più contenuti, ma comunque significativi, per MacBook Air (da 520 a 580 dollari), iMac (da 355 a 380 dollari) e Mac Pro, che sfiora i 2.200 dollari.

Sul fronte iPad, il modello che cresce di più in percentuale è l’iPad mini, che passa da 265 a 300 dollari (+13%), seguito dall’iPad di fascia base, salito da 235 a 260 dollari. L’iPad Pro, pur restando il modello con il valore assoluto più alto (720 dollari), registra un incremento più contenuto in termini percentuali.

Perché proprio Mac e iPad ricevono il trattamento più generoso? La spiegazione, per quanto Apple non la dichiari esplicitamente, si intuisce dal contesto: sono le due categorie su cui l’azienda ha alzato maggiormente i prezzi di listino negli ultimi mesi, giustificando la mossa con il forte rincaro dei componenti di memoria. Durante l’ultima presentazione dei risultati finanziari, l’azienda ha parlato di una situazione senza precedenti nell’approvvigionamento dei chip di memoria, un problema che sta interessando l’intero settore tecnologico e non solo Cupertino. Alzare il valore delle permute su questi prodotti significa, in pratica, restituire ai clienti sotto forma di credito una parte di quell’aumento, rendendo meno traumatico il passaggio a un modello nuovo.

Apple Watch e smartphone Android: le altre novità

Anche l’Apple Watch riceve un ritocco, seppure più contenuto. Il Series 10 sale da 150 a 165 dollari, il Series 9 da 130 a 135 dollari e il Series 8 da 90 a 95 dollari. Apple Watch Ultra 2 e Ultra restano invece invariati, rispettivamente a 305 e 205 dollari.

La novità più curiosa dell’aggiornamento riguarda però l’ecosistema Android: Apple ha inserito per la prima volta nel programma diversi modelli Samsung Galaxy S22, Google Pixel 9 e OnePlus 13, offrendo per alcuni di essi valutazioni superiori ai 300 dollari. È un segnale che va letto nel contesto della battaglia per gli utenti in procinto di cambiare ecosistema: includere smartphone concorrenti nel Trade In significa abbassare, anche per chi oggi possiede un telefono Android, la barriera economica d’ingresso verso un iPhone.

Come funziona davvero il Trade In e quando conviene

Il meccanismo, per chi non lo avesse mai utilizzato, è più semplice di quanto sembri. Si parte da una stima online, inserendo modello e condizioni generali del dispositivo tramite il numero di serie o, su iPhone e iPad, il codice IMEI. Quella cifra diventa un credito da scalare direttamente sul prezzo del nuovo acquisto, oppure può essere convertita in una gift card da spendere in un secondo momento. Chi preferisce affidarsi a un negozio fisico può portare il dispositivo in un Apple Store, dove uno specialista lo valuta sul posto: se le condizioni reali non coincidono con quanto dichiarato online, il credito finale può essere più basso, e in quel caso l’utente ha sempre la possibilità di rifiutare il nuovo valore e farsi restituire il dispositivo.

Qui si inserisce la domanda che si pone chiunque stia per liberarsi di un iPhone o di un Mac ancora funzionante: conviene davvero? La risposta onesta è che dipende dalle priorità. Il Trade In di Apple funziona come un pagamento anticipato: riduce subito il costo del nuovo acquisto, senza bisogno di trattare con nessuno né di attendere l’esito di un annuncio online. Storicamente, però, le valutazioni restano inferiori a quelle ottenibili vendendo lo stesso dispositivo a un privato o attraverso una piattaforma specializzata nell’usato, dove il venditore può negoziare il prezzo in base alle condizioni reali. Chi cerca il massimo guadagno economico, quindi, tende a trovare offerte migliori fuori dal circuito Apple; chi invece privilegia la rapidità, la sicurezza della transazione e l’assenza di rischi legati alla vendita tra sconosciuti trova nel Trade In uno strumento comodo, soprattutto ora che i valori sono più alti che in passato.

E in Italia? Valori in euro, tempistiche diverse e un dettaglio sui dati personali

Il programma Trade In italiano esiste da anni, ha una pagina dedicata su apple.com/it ed esprime le valutazioni direttamente in euro, non come semplice conversione delle cifre statunitensi. Questo aspetto è tutt’altro che marginale: quando in passato Apple ha aggiornato i valori negli Stati Uniti, il mercato italiano ha ricevuto revisioni proprie, spesso con importi che, includendo l’IVA nel credito riconosciuto, non coincidono con una traduzione diretta del dato in dollari. In altre parole, chi legge queste cifre americane deve considerarle un’anticipazione della direzione che Apple sta prendendo, non il valore che otterrà consegnando il proprio dispositivo a Milano o a Roma.

Un dettaglio che riguarda da vicino chi in Italia si appresta a fare un Trade In riguarda i dati personali. Prima di consegnare o spedire un dispositivo, è sempre necessario effettuare il ripristino delle impostazioni di fabbrica e scollegarlo dal proprio Apple ID, un passaggio che Apple stessa richiede per completare la permuta. Vale inoltre la pena sapere, leggendo le condizioni contrattuali pubblicate da Apple Italia, che la transazione di permuta è considerata definitiva una volta accettato il valore proposto, e può essere annullata soltanto se la valutazione viene rivista al ribasso dopo il controllo del dispositivo e il cliente decide di non accettare la nuova cifra. Le stesse condizioni prevedono che, in casi previsti dalla legge, i dati identificativi forniti nell’ambito della permuta possano essere comunicati alle forze dell’ordine: una clausola comune a molti programmi di raccolta dell’usato, ma che è corretto conoscere prima di procedere.

Con il lancio della nuova gamma iPhone atteso nelle prossime settimane, il momento per chi ha già in programma un cambio di dispositivo appare favorevole. Resta da vedere se e quando l’aumento arriverà anche sul listino italiano: nei mesi passati Apple ha sempre esteso, prima o poi, le stesse logiche di revisione a tutti i principali mercati europei, ma senza una tempistica fissa o annunciata in anticipo.

Fonti:

9to5Mac — Apple raises trade-in values for most iPhone, iPad, Mac, and Apple Watch models

MacRumors — Apple Raises Trade-In Values for iPhone, Mac, and More

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