Non serve fare nulla. Se avete diritto al bonus da 115 euro sulla bolletta elettrica, lo troverete direttamente nella prossima fattura — in un’unica soluzione, con evidenza separata rispetto alle altre voci. ARERA ha pubblicato ieri le modalità operative, e il quadro è ora completo.
La misura nasce dal decreto-legge n. 21/2026 — il cosiddetto decreto Bollette — approvato dal Consiglio dei ministri il 18 febbraio 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo. Un provvedimento di emergenza pensato per contenere l’impatto dei rincari energetici su chi è già in difficoltà.
Chi ha diritto al bonus da 115 euro
Il contributo è riservato ai clienti domestici che alla data del 21 febbraio 2026 — giorno di entrata in vigore del decreto — erano già titolari del bonus sociale elettrico per disagio economico.
In concreto, rientrano nel perimetro:
- Nuclei familiari con ISEE 2026 inferiore a 9.796 euro (soglia aggiornata rispetto ai 9.530 euro del 2025)
- Famiglie numerose con almeno quattro figli a carico e ISEE fino a 20.000 euro
- Persone con gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature elettromedicali salvavita, senza limiti di ISEE
I beneficiari stimati sono circa 2,7 milioni di famiglie in tutta Italia.
Un dettaglio importante da sottolineare: il bonus da 115 euro non sostituisce il bonus sociale ordinario già in vigore, ma si somma ad esso. Per le famiglie con quattro o più componenti, sommando il contributo straordinario al bonus sociale già riconosciuto, l’importo complessivo può arrivare a circa 315 euro nell’anno.
Come arriva: nessuna domanda, tutto automatico
Questo è il punto che riguarda la maggior parte dei lettori. Non c’è una procedura da avviare, non c’è un modulo da compilare, non c’è un click day da attendere.
Il contributo verrà riconosciuto automaticamente dal fornitore di energia elettrica — o dall’esercente la maggior tutela — che serviva il cliente alla data del 21 febbraio 2026. Anche chi nel frattempo ha cambiato operatore non deve preoccuparsi: il bonus viene comunque erogato dal gestore precedente, indipendentemente dal cambio di fornitura avvenuto dopo quella data.
La data di riferimento fissa è quella del 21 febbraio 2026: chi aveva diritto in quel momento, ha diritto al bonus. Punto.
Cosa succede se la bolletta è inferiore a 115 euro
ARERA ha chiarito anche questo scenario. Se l’importo della bolletta nella quale viene applicato il contributo risulta inferiore a 115 euro — più precisamente, se la componente “materia prima energia” di quella fattura è inferiore al bonus — la parte residua non viene persa. Viene contabilizzata come credito e scalata automaticamente nelle bollette successive.
Il bonus viene applicato sulla componente materia prima energia, non sull’importo totale della bolletta. Questo significa che in alcuni casi potrebbe essere distribuito su più fatture consecutive, fino a esaurimento dei 115 euro.
Il secondo bonus: fino a 60 euro per ISEE fino a 25.000 euro
Il decreto prevede anche un secondo contributo, pensato per una platea più ampia. Le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro che non rientrano tra i beneficiari del bonus sociale possono ricevere uno sconto in bolletta fino a 60 euro.
C’è però una differenza sostanziale rispetto al bonus da 115 euro: questo secondo contributo è facoltativo per i fornitori di energia, non obbligatorio. I venditori potranno scegliere di applicarlo come leva commerciale, in cambio di un’attestazione ARERA spendibile sul mercato. Non è una misura garantita per tutti.
ARERA ha già comunicato che pubblicherà un successivo provvedimento dedicato, con le modalità operative specifiche per questa seconda misura. I dettagli tecnici non sono ancora disponibili.
Il presupposto che molti rischiano di ignorare: l’ISEE aggiornato
Tutto il sistema dei bonus sociali — sia quello ordinario sia il contributo straordinario da 115 euro — funziona su base automatica solo se l’ISEE è aggiornato. L’automatismo si attiva perché l’INPS trasmette i dati ISEE ad ARERA, che li incrocia con le utenze attive.
Se non avete presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il 2026 — ottenendo quindi l’attestazione ISEE relativa ai redditi 2025 — il sistema non può riconoscervi tra i beneficiari. L’aggiornamento dell’ISEE non è un dettaglio burocratico: è il passaggio che sblocca tutto.
Chi non lo ha ancora fatto e rientra nelle soglie indicate può rivolgersi a un CAF o presentare la DSU direttamente tramite il sito INPS.
Fonti: