Bonus elettrodomestici, 300mila voucher erogati: spunta l’emendamento per la proroga fino al 2027

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Il bonus elettrodomestici 2025 ha superato ogni aspettativa. A poco più di una settimana dal lancio avvenuto il 18 novembre, l’incentivo governativo ha registrato oltre un milione di richieste da parte delle famiglie italiane, confermando l’esistenza di una domanda latente di rinnovamento tecnologico ben più ampia del previsto.

I dati ufficiali parlano chiaro: dei 48,1 milioni di euro stanziati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, circa 300mila voucher sono già stati erogati. La quota più consistente, pari al 60% del totale, è stata destinata ai nuclei familiari con ISEE inferiore ai 25mila euro, che hanno potuto accedere allo sconto massimo di 200 euro. Il restante 40% ha beneficiato del contributo standard di 100 euro.

L’impatto sociale dell’incentivo

Stefano Pasini, presidente di Applia Italia (l’associazione che rappresenta i produttori di elettrodomestici), ha definito la misura “un grande successo” sottolineando come “è andata a incentivare soprattutto le classi meno abbienti, evidenziando in maniera clamorosa la sua valenza sociale”.

Le famiglie con redditi più bassi, secondo quanto emerso dall’analisi delle domande, sono quelle che possedevano in media gli apparecchi più obsoleti e quindi caratterizzati da un’incidenza energetica più elevata. Una problematica che rispecchia una criticità strutturale del mercato italiano: il parco elettrodomestici installato nel nostro Paese risulta essere il più obsoleto d’Europa, con un’età media di circa quindici anni.

I prodotti più richiesti e il sostegno all’industria europea

Lavatrici, frigoriferi, piani cottura e forni hanno dominato le scelte degli italiani, confermando che le famiglie hanno colto l’opportunità per sostituire gli elettrodomestici essenziali. Una caratteristica distintiva della misura riguarda i requisiti di ammissibilità: i prodotti incentivati devono essere nuovi di fabbrica e realizzati in stabilimenti situati nell’Unione Europea.

Secondo i dati forniti da Applia, su sedici aziende che hanno aderito all’iniziativa, undici possiedono stabilimenti produttivi in Italia. “È la prima volta che in un settore come il nostro viene introdotta una misura a sostegno di una filiera non solo nazionale, ma proprio europea”, ha spiegato Pasini, sottolineando come questo rappresenti “un primo passo a sostegno di un’industria che rappresenta una parte importante del PIL italiano ed europeo”.

La corsa alla proroga: emendamento in manovra

L’enorme successo della misura ha messo in evidenza il suo principale limite: le risorse stanziate si sono rivelate insufficienti rispetto alla domanda effettiva. Centinaia di migliaia di famiglie sono rimaste escluse, alimentando immediatamente il dibattito parlamentare sulla possibilità di rendere l’incentivo strutturale.

Tra gli emendamenti segnalati al disegno di legge della manovra 2026, figura infatti la proposta a prima firma della senatrice leghista Elena Testor di riproporre il bonus elettrodomestici, con uno stanziamento di 50 milioni di euro sia per il 2026 che per il 2027. L’iniziativa troverebbe il sostegno del ministro delle Imprese Adolfo Urso, che aveva già espresso l’intenzione di stabilizzare la misura.

Anche Andrea Scozzoli, presidente di Aires (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati), si è espresso favorevolmente: “Siamo davanti a un vero plebiscito. A questo punto la conferma dell’incentivo nella legge di bilancio 2026 non è soltanto auspicabile: è ormai necessaria”.

Le opportunità per chi è rimasto escluso

Per chi non è riuscito a ottenere il voucher durante il click day del 18 novembre, potrebbero aprirsi nuove opportunità a partire dal 4 dicembre 2025. In quella data, infatti, dovrebbero tornare disponibili i voucher non utilizzati dai beneficiari entro i 15 giorni previsti dal regolamento.

Chi desidera provare ad accedere al bonus può iscriversi alla lista d’attesa attraverso il portale bonuselettrodomestici.it oppure tramite l’app IO, utilizzando SPID o CieID. La procedura è identica a quella prevista per la richiesta originale del contributo.

Obiettivi ambientali e industriali

Al di là dei numeri, l’incentivo persegue un duplice obiettivo strategico. Da un lato, favorisce il risparmio energetico attraverso la sostituzione di apparecchi obsoleti con modelli ad alta efficienza. Dall’altro, sostiene la filiera produttiva europea in un momento di forte competizione globale, particolarmente intensa nel settore degli elettrodomestici.

L’obbligatorietà della rottamazione di un vecchio elettrodomestico della stessa categoria, ma di classe energetica inferiore, garantisce inoltre benefici in termini di circolarità e corretto smaltimento dei prodotti a fine vita.

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