Dal Festival dell’Economia di Trento, il comandante generale Salvatore Luongo annuncia la svolta tecnologica dell’Arma: 2,3 milioni di pratiche l’anno presto gestibili dallo smartphone e algoritmi AI per inseguire i criminali nel cyberspazio.
Il mese scorso avreste fatto la fila in caserma. Presto, basterà aprire l’app che già usate per il Bonus cultura o la Dichiarazione precompilata. L’Arma dei Carabinieri ha ufficialmente accelerato la sua trasformazione digitale, e tra le novità più concrete per i cittadini spicca la possibilità imminente di presentare una denuncia direttamente tramite l’app IO, il canale già adottato per decine di servizi della pubblica amministrazione. L’annuncio è arrivato direttamente dal vertice dell’istituzione.
IN BREVE
- Il comandante generale Salvatore Luongo ha dichiarato al Festival dell’Economia di Trento 2026 che i 2,3 milioni di denunce annue ricevute dai Carabinieri potranno presto transitare tramite l’app IO.
- Il sistema digitale consentirebbe un risparmio stimato di oltre 61 milioni di ore di lavoro amministrativo ogni anno, con una riduzione di circa 110.000 tonnellate di CO2 e di oltre 110 milioni di fogli di carta.
- L’intelligenza artificiale viene già impiegata per analizzare enormi quantità di dati, collegare informazioni provenienti da archivi differenti e individuare schemi suspetti difficilmente rilevabili con le sole analisi tradizionali.
- La possibilità di denunciare in caserma rimane garantita: il canale digitale si affianca, non sostituisce, il presidio fisico del territorio.
Cosa cambia per chi deve fare una denuncia
Per capire la portata reale di questa svolta, basta pensare all’esperienza concreta: un furto in appartamento, uno smarrimento di documenti, una truffa online. Oggi tutto questo implica recarsi alla stazione, attendere, compilare moduli a mano, tornare per firmare. Con l’integrazione nell’app IO, il cittadino potrà avviare la pratica direttamente dal proprio smartphone, identificandosi tramite SPID o CIE, già richiesti dall’app per ogni altro servizio PA.
La possibilità di sporgere denuncia in caserma resterà comunque garantita. Il nuovo canale digitale servirà soprattutto a semplificare le pratiche meno complesse e a ridurre le attività amministrative a basso valore aggiunto, permettendo così ai militari di dedicare più tempo al controllo del territorio e alle indagini. In altre parole: meno burocrazia per i marescialli significa più tempo per prevenire reati, non meno presenza nelle piazze.
L’angolo che nessun altro ha ancora sottolineato riguarda l’impatto ambientale ed economico calcolato: oltre 110 milioni di fogli di carta risparmiati annualmente e circa 110.000 tonnellate di CO2 in meno, numeri che trasformano una riforma burocratica in un intervento con ricadute misurabili sull’ambiente.
Una strategia nata prima dell’annuncio: il Piano 2024-2026
La digitalizzazione dell’Arma non nasce oggi. Il percorso è stato già delineato nel Piano triennale 2024-2026 dei Carabinieri, che prevede una profonda evoluzione tecnologica e organizzativa. L’annuncio di Trento non è quindi un’improvvisazione politica, ma il punto di emersione pubblica di un cantiere aperto da oltre due anni.
La traiettoria indicata da Luongo comprende tecnologia, competenze STEM, investigazioni digitali, intelligenza artificiale e presidio capillare del territorio. Una trasformazione presentata non come un semplice aggiornamento di strumenti, ma come un cambio di passo operativo e culturale per affrontare una criminalità sempre più economica, digitale e transnazionale.
Il contesto normativo europeo spinge nella stessa direzione. Il Regolamento europeo sull’AI Act classifica i sistemi di AI usati in ambito law enforcement come sistemi ad alto rischio, soggetti a obblighi stringenti di trasparenza, supervisione umana e audit regolari. L’Arma dovrà quindi muoversi dentro queste coordinate, il che rende la governance degli algoritmi investigativi un tema che seguiremo da vicino nei prossimi mesi.
L’intelligenza artificiale che segue il denaro
Le organizzazioni criminali oggi utilizzano criptovalute, piattaforme online, sistemi cifrati e reti finanziarie internazionali. Per contrastarle non basta più monitorare soltanto il territorio: bisogna seguire dati, flussi digitali e transazioni virtuali.
Gli algoritmi AI consentono di individuare movimenti finanziari sospetti, collegare soggetti apparentemente non connessi ed evidenziare nuove tendenze criminali emergenti. Tradotto in termini pratici: un algoritmo può incrociare in pochi secondi migliaia di transazioni in criptovalute, segnalare anomalie nei flussi di denaro e tracciare connessioni tra soggetti che per un investigatore umano richiederebbero settimane di lavoro.
I risultati del 2025 confermano che la direzione è quella giusta: nel corso dell’anno i Carabinieri hanno sequestrato oltre 168 milioni di euro e confiscato circa 44 milioni di euro nell’ambito delle indagini contro la criminalità organizzata.
Big data, digital forensics e cybersecurity: il triangolo della sicurezza moderna
Ogni attività digitale lascia tracce: pagamenti elettronici, geolocalizzazioni, comunicazioni online, accessi a piattaforme e operazioni in criptovalute producono una quantità enorme di informazioni. La vera sfida per le forze dell’ordine moderne è riuscire a raccogliere, organizzare e interpretare questi dati in modo efficace.
Per farlo, i Carabinieri stanno investendo su tre fronti paralleli.
- Big data analytics: attraverso l’analisi avanzata dei dati è possibile costruire mappe dinamiche dei fenomeni criminali, rafforzare le attività preventive e anticipare comportamenti sospetti prima che si traducano in reati.
- Digital forensics: l’insieme delle tecniche per acquisire e analizzare prove digitali in modo che siano utilizzabili nei processi. Con la criminalità che si sposta online, i reperti del futuro sono log di server, wallet crypto e metadati di messaggi cifrati, non più solo impronte digitali.
- Cybersecurity interna: l’Arma sta investendo nella protezione delle proprie infrastrutture informatiche e nel contrasto agli attacchi cyber, diventati una minaccia concreta per la sicurezza nazionale.
I prossimi 30 giorni: cosa aspettarsi
Al momento non esiste una data ufficiale per il lancio della funzione di denuncia via app IO. Luongo ha usato il condizionale: “presto”. Nei prossimi trenta giorni attendiamo tre segnali che monitoriamo attivamente: un aggiornamento ufficiale dell’app IO con la nuova sezione dedicata ai servizi di sicurezza, un comunicato ufficiale del Ministero dell’Interno o della Presidenza del Consiglio che formalizzi la partnership tecnica, e l’eventuale apertura di una fase pilota su specifiche tipologie di reato — probabilmente furti e truffe online, storicamente le denunce più standardizzabili. Sarà quello il momento in cui la trasformazione digitale dei Carabinieri cesserà di essere un annuncio e diventerà realtà per milioni di italiani.
Fonti
- Dichiarazioni del Comandante Generale Salvatore Luongo al Festival dell’Economia di Trento 2026 (24 maggio 2026)
- Key4biz.it — resoconto intervento Luongo, maggio 2026
- Infodifesa.it — analisi strategia digitale Carabinieri, maggio 2026