Sette chiamate al giorno. Alcune con prefisso greco, altre con numeri italiani che non esistono, altre ancora da fantomatici call center che vogliono vendervi energia, assicurazioni, o semplicemente rubarvi dati. Se avete uno smartphone Android e siete stanchi di essere interrotti mentre lavorate, mangiate o dormite, questa guida è per voi. Non esiste una soluzione unica che cancelli lo spam telefonico dalla faccia della terra, ma combinando gli strumenti giusti potete ridurre drasticamente il problema.
La battaglia contro le chiamate indesiderate si combatte su tre fronti: i filtri nativi di Android, le app specializzate di terze parti, e le soluzioni degli operatori telefonici. Ognuna ha punti di forza e limiti. La strategia più efficace? Usare una combinazione di tutte e tre, costruendo un sistema di difesa su più livelli che fa quello che nessuna singola soluzione può fare da sola.
I filtri nativi di Android: da dove partire
Molti utenti ignorano che Android ha strumenti integrati per bloccare lo spam. Non sono perfetti, ma sono gratuiti, non richiedono app esterne, e soprattutto non sollevano problemi di privacy. Il primo passo è sfruttare quello che avete già.
Google Phone: l’arma più potente che forse non state usando
Se avete un dispositivo Google (Pixel, Nexus) o uno smartphone con Android stock, l’app Telefono di Google è già installata. Altrimenti, potete scaricarla gratuitamente dal Play Store — e dovreste farlo, perché è il migliore strumento nativo disponibile.
Google Phone ha una funzione chiamata “ID chiamante e spam” che identifica automaticamente i numeri sconosciuti, mostra il nome dell’attività commerciale se si tratta di un’azienda legittima, e soprattutto segnala le chiamate spam prima ancora che rispondiate. Quando vi arriva una telefonata sospetta, sul display compare la scritta “Presunto spammer” in rosso. Potete scegliere di rispondere o, più probabilmente, di mandare direttamente al diavolo il chiamante.
Per attivare questa funzione, aprite l’app Telefono, toccate i tre puntini in alto a destra, andate in Impostazioni, e poi in “ID chiamante e spam”. Spostate l’interruttore su ON. A questo punto, se volete una protezione ancora più aggressiva, attivate anche “Filtra chiamate indesiderate” — in questo modo le telefonate spam non faranno nemmeno squillare il telefono. Finiranno direttamente nella cronologia chiamate, dove potrete controllarle quando e se vi va.
C’è un trade-off da considerare: per funzionare, Google Phone invia i numeri che vi chiamano ai server Google per verificarli nel database. Non condivide i numeri della vostra rubrica, ma se la privacy è una priorità assoluta per voi, questa cosa va valutata. La maggior parte degli utenti, però, considera il compromesso accettabile in cambio della protezione dallo spam.
Bloccare manualmente i numeri che vi tormentano
Ricevete chiamate insistenti dallo stesso numero? Potete bloccarlo direttamente dalla cronologia chiamate. Toccate la chiamata, premete sull’icona delle informazioni (la “i”), e selezionate “Blocca/Segnala spam”. Da quel momento, quel numero non potrà più raggiungervi. E se lo segnalate come spam, contribuite ad aggiornare il database di Google — aiutando anche altri utenti.
Questo approccio funziona bene per i call center testardi che usano sempre lo stesso numero. Purtroppo molti spammer cambiano numero continuamente, quindi il blocco manuale da solo non basta. Serve qualcosa di più intelligente.
Samsung Smart Call: per chi ha un Galaxy
I dispositivi Samsung hanno una funzione proprietaria chiamata Smart Call, integrata nell’app Telefono. Funziona in modo simile a Google Phone — identifica numeri sconosciuti, segnala spam, e permette di bloccare intere categorie di chiamate.
Per attivarla, aprite l’app Telefono Samsung, andate in Impostazioni > ID chiamante e protezione spam, e attivate l’interruttore. Smart Call si basa su un database gestito da Hiya (ne parliamo tra poco), quindi l’accuratezza è generalmente buona. Come sempre, leggete l’informativa sulla privacy per capire quali dati vengono condivisi.
Le app di terze parti: quando i filtri nativi non bastano
I filtri nativi funzionano bene, ma hanno limiti. Identificano principalmente lo spam palese — call center noti, numeri già segnalati da migliaia di utenti. Faticano con numeri nuovi o tecniche più sofisticate. Qui entrano in gioco le app specializzate, che hanno database enormi, aggiornamenti continui dalla community, e funzioni avanzate.
Truecaller: il colosso con 350 milioni di utenti
Truecaller è l’app anti-spam più popolare al mondo. Con oltre 350 milioni di utenti e un database di 5,7 miliardi di numeri, identifica praticamente qualunque chiamante. Funziona in due modi: quando ricevete una telefonata, l’app interroga il database e vi dice chi sta chiamando. Se è spam, lo segnala immediatamente. Potete impostare il blocco automatico per categorie intere — telemarketing, robocall, numeri nascosti.
Oltre all’identificazione, Truecaller offre funzioni avanzate nella versione Premium: un assistente AI che risponde alle chiamate al posto vostro (chiedendo “chi è e cosa vuole”), registrazione delle chiamate dove legale, filtri SMS per bloccare messaggi spam, e ricerca inversa dei numeri. Digitate un numero sconosciuto e l’app vi dice se è spam o chi è il proprietario.
Il punto dolente è la privacy. Truecaller si basa su un database collaborativo — quando installate l’app, i numeri della vostra rubrica vengono caricati sui server (in forma crittografata, sostengono). Questo alimenta il sistema ma significa che il vostro numero finisce nel database pubblico. Potete rimuoverlo manualmente dal sito di Truecaller, ma molti utenti non sanno nemmeno che dovrebbero farlo.
In Italia, Truecaller funziona molto bene per numeri italiani e chiamate da telemarketing nazionale. Per spam internazionale o call center che usano VoIP con numeri generati casualmente, l’efficacia diminuisce — nessuna app può bloccare quello che non conosce ancora.
Hiya: l’alternativa più rispettosa della privacy
Se Truecaller vi mette a disagio per il tema privacy, Hiya è un’alternativa solida. Non richiede l’accesso alla rubrica. Gestisce un database di 1,5 miliardi di numeri analizzati e nel 2024 ha bloccato 15 miliardi di chiamate spam a livello globale. L’accuratezza nell’identificazione dei numeri senza ID chiamante è alta, e il sistema di rilevamento delle chiamate fasulle funziona in tempo reale.
Hiya è integrata nativamente in Samsung Smart Call e in alcuni operatori come T-Mobile negli USA. L’interfaccia è più pulita di Truecaller, senza social networking o funzioni extra che complicano l’esperienza. È un’app che fa una cosa sola ma la fa molto bene: bloccare spam.
Il limite? In Italia la community è più piccola di quella di Truecaller, quindi numeri molto locali o nuovi spammer potrebbero non essere identificati immediatamente. Ma se date priorità alla privacy su tutto il resto, Hiya è la scelta giusta.
Should I Answer: la scelta per i puristi
Should I Answer è un’app meno conosciuta ma apprezzata da chi cerca il massimo rispetto della privacy. Non richiede registrazione, non carica la vostra rubrica, non mostra pubblicità nella versione gratuita. Il database è alimentato dalle segnalazioni della community e il sistema di rating permette di vedere quante persone hanno marcato un numero come spam.
L’app è leggera, non sostituisce il dialer nativo (si limita a mostrare una notifica quando arriva una chiamata spam), e vi lascia pieno controllo. Potete creare liste bianche e nere personalizzate. Non ha le funzioni avanzate di Truecaller, ma per chi vuole semplicemente bloccare lo spam senza condividere dati, è perfetta.
Il Registro Pubblico delle Opposizioni: lo scudo legale
Tutti i metodi visti finora sono difese tecnologiche. Ma esiste anche una difesa legale, ed è il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO). È un servizio pubblico gratuito gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che permette di opporsi alle chiamate di telemarketing.
Come funziona il RPO
Quando vi iscrivete al Registro, il vostro numero viene inserito in un database che tutti gli operatori di telemarketing legali devono consultare prima di chiamare. Se un’azienda vi contatta dopo che vi siete iscritti, commette un illecito e rischia sanzioni fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuo.
L’iscrizione annulla automaticamente tutti i consensi alla pubblicità che avete rilasciato in passato — tessere fedeltà, sconti, promozioni online. Le uniche aziende che possono ancora chiamarvi sono quelle con cui avete un contratto attivo (gestore telefonico, fornitore energetico) e quelle a cui darete esplicitamente il consenso dopo l’iscrizione al RPO.
Potete iscrivervi in tre modi: online sul sito registrodelleopposizioni.it, telefonando al numero verde 800 957 766 (per fissi) o al 06 42986411 (per cellulari), oppure inviando un modulo via email. L’iscrizione viene elaborata entro un giorno lavorativo ma diventa effettiva dopo 15 giorni — il tempo che la legge concede alle aziende per aggiornare i propri database.
Perché il RPO da solo non basta
Il Registro ha un’efficacia reale, ma limitata. Blocca le aziende italiane rispettose della legge — e non sono poche. Ma non ferma call center esteri che operano fuori dalla giurisdizione italiana, spammer che usano numeri contraffatti con tecniche di spoofing, o truffatori che per definizione non rispettano alcuna regola.
In pratica, dopo l’iscrizione al RPO noterete una riduzione delle chiamate da operatori nazionali — compagnie energetiche, telefoniche, assicurazioni. Ma continuerete a ricevere chiamate da numeri greci, rumeni, o da sistemi automatizzati che cambiano numero ogni volta. Per questo il RPO va usato insieme alle altre difese, non al posto di esse.
Le soluzioni degli operatori telefonici
Gli operatori italiani stanno iniziando a offrire strumenti proprietari per bloccare lo spam. Abbiamo già parlato di TIM Stop Spam (disponibile su Android tramite app MyTIM), ma non è l’unica opzione.
Vodafone, WindTre, Iliad, Fastweb: cosa offrono
Al momento della scrittura, gli altri operatori non hanno lanciato soluzioni native paragonabili a TIM Stop Spam per bloccare chiamate dall’estero. Vodafone e WindTre permettono di bloccare le chiamate internazionali in uscita tramite codici USSD (rispettivamente *191# e 331password#), ma non offrono filtri per le chiamate in entrata dall’estero.
Iliad e Fastweb, essendo operatori più recenti e agili, potrebbero seguire l’esempio di TIM nei prossimi mesi. Vale la pena controllare periodicamente le app ufficiali degli operatori o i loro siti — il settore si muove velocemente e nuove funzioni vengono aggiunte regolarmente.
La strategia definitiva: combinare più difese
Nessuno dei metodi descritti è perfetto da solo. Ma usati insieme, creano un sistema di difesa solido. Ecco la strategia che consigliamo:
Primo strato — Filtri nativi: Attivate Google Phone con “ID chiamante e spam” e “Filtra chiamate indesiderate”. È gratuito, integrato, e blocca la maggior parte dello spam palese.
Secondo strato — App specializzata: Installate Truecaller se vi interessa l’efficacia massima e non avete problemi di privacy, oppure Hiya se privilegiate la privacy. Should I Answer è la terza scelta per chi vuole semplicità assoluta.
Terzo strato — Registro Opposizioni: Iscrivetevi al RPO per eliminare legalmente le chiamate da aziende italiane. Richiede cinque minuti e vale la pena.
Quarto strato — Servizio operatore: Se avete TIM, attivate Stop Spam. Se avete altri operatori, controllate se hanno aggiunto funzioni simili.
Quinto strato — Blocco manuale: Per i numeri testardi che sfuggono a tutto, blocco manuale dalla cronologia chiamate.
Con questa configurazione, dovreste vedere una riduzione drastica delle chiamate spam — non arriverete a zero, perché è impossibile, ma tornerete a squillare il telefono solo per motivi che contano davvero.
Cosa non fare (e perché è importante)
Prima di chiudere, tre errori comuni da evitare:
Non rispondete mai alle chiamate spam per dirgli di smettere. Rispondere conferma che il numero è attivo e aumenta le probabilità di ricevere altre chiamate. Bloccate e basta.
Non inserite il vostro numero in siti sconosciuti. Concorsi a premi, sondaggi online, promozioni troppo belle per essere vere — sono tutti modi per finire in liste di telemarketing. Leggete sempre cosa state autorizzando prima di dare il consenso al trattamento dati.
Non pensate che un’app “migliore” risolverà tutto. Non esiste l’app magica che blocca il 100% dello spam. Chi vi promette questo sta mentendo. La soluzione è la combinazione di strumenti, non l’app perfetta.