Dal 19 novembre stop alle chiamate con numeri mobili falsi: AGCOM completa la stretta contro il telemarketing selvaggio

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Mercoledì 19 novembre entra in vigore la seconda fase della delibera AGCOM contro lo spoofing telefonico. Dopo aver bloccato 43 milioni di chiamate da numeri fissi falsi in tre mesi, l’Autorità estende il filtro ai cellulari. Sanzioni fino a un milione di euro per chi non si adegua.

Gli italiani stanno per ottenere una protezione aggiuntiva contro una delle piaghe più fastidiose della vita digitale: le chiamate indesiderate da numeri apparentemente locali che si rivelano essere operatori di telemarketing o, peggio ancora, truffatori. Dal 19 novembre 2025, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni completa il sistema di blocco automatico delle chiamate con numeri falsificati, estendendo la protezione anche ai numeri mobili.

La misura rappresenta il secondo capitolo di una strategia iniziata il 19 agosto scorso, quando è entrato in vigore il blocco per i numeri fissi contraffatti. I risultati della prima fase hanno superato le aspettative: in poco più di tre mesi gli operatori telefonici hanno filtrato circa 43 milioni di chiamate sospette, una media di 1,3 milioni al giorno. Si tratta del 5,74% del totale delle telefonate ricevute dagli italiani nel periodo, con picchi che in alcuni momenti hanno raggiunto il 60% del traffico.

Come funziona lo spoofing (e perché è così efficace)

Lo spoofing telefonico è una tecnica che permette di alterare il numero visualizzato sullo schermo di chi riceve la chiamata. Un call center che opera dall’estero, ad esempio da Albania o Tunisia, può far apparire sul display un numero che inizia con 335, 347 o 02, creando l’illusione che la telefonata provenga dall’Italia. La pratica sfrutta la naturale tendenza delle persone a rispondere quando vedono un prefisso locale o nazionale.

Il meccanismo è particolarmente insidioso perché non si limita al telemarketing aggressivo. Negli ultimi anni sono emersi casi di truffe sofisticate in cui i criminali si spacciano per funzionari bancari, agenti delle forze dell’ordine o tecnici di aziende di servizi pubblici, utilizzando numeri falsificati per aumentare la credibilità. Secondo le stime del Codacons, gli italiani ricevono complessivamente 15 miliardi di chiamate indesiderate ogni anno, circa 500 a testa.

La delibera AGCOM: un doppio filtro tecnico

La delibera n. 106/25/CONS dell’AGCOM introduce un sistema di verifica automatica a livello di rete. Non richiede alcuna azione da parte degli utenti: nessuna app da scaricare, nessuna modifica alle impostazioni del telefono, nessun cambio di piano tariffario. Il blocco avviene durante il transito della chiamata, prima che il telefono del destinatario squillerà.

Per i numeri fissi, già bloccati dal 19 agosto, il sistema funziona così: i gateway internazionali (gli operatori che trasportano le chiamate dall’estero verso l’Italia) devono verificare in tempo reale il numero chiamante. Se una telefonata sembra provenire da un numero fisso italiano ma parte dall’estero, viene automaticamente fermata. L’eccezione riguarda gli italiani che si trovano legittimamente all’estero in roaming, le cui chiamate devono continuare a passare.

Dal 19 novembre il filtro si estende ai numeri mobili, una categoria molto più delicata. Un utente con SIM italiana può trovarsi regolarmente all’estero per lavoro o vacanza, e bloccare indiscriminatamente tutte le chiamate sarebbe controproducente. Per questo gli operatori dovranno consultare database nazionali in tempo reale per verificare se il numero è autentico e, in caso di dubbio, controllare se l’utente è effettivamente in roaming internazionale. Solo le numerazioni certificate e tracciabili, registrate e riconducibili al soggetto chiamante, potranno raggiungere i destinatari.

I primi risultati: 43 milioni di chiamate fermate in tre mesi

I dati comunicati dall’AGCOM a settembre offrono un quadro eloquente dell’efficacia della prima fase. Oltre al volume impressionante di chiamate bloccate, si è registrata una riduzione strutturale dei tentativi di spoofing. I volumi di chiamate sospette calano drasticamente nei fine settimana, coerentemente con la riduzione dell’attività dei call center commerciali nei giorni non lavorativi. Un calo ancora più marcato si è verificato durante il periodo feriale di agosto.

Le percentuali di blocco variano significativamente tra operatori: si va da quelli che hanno filtrato oltre il 97% delle chiamate sospette fino a percentuali più basse del 3-5%, probabilmente dovute alla diversa composizione del traffico in ingresso presso ciascun operatore. Giacomo Lasorella, presidente dell’AGCOM, ha sottolineato che “i call center hanno sempre più difficoltà a raggiungere gli utenti”, un segnale della capacità dissuasiva della normativa.

Sanzioni e controlli incrociati

Chi non si adegua alle nuove regole rischia pesanti conseguenze. Le sanzioni previste arrivano fino a un milione di euro per gli operatori telefonici che non applicano correttamente i filtri. Il coordinamento tra AGCOM, Garante della Privacy e Guardia di Finanza sarà cruciale per verificare il rispetto delle disposizioni, con particolare attenzione verso operatori stranieri e broker che rivendono pacchetti di numeri a società non autorizzate.

I call center che operano nel rispetto delle regole dovranno adattarsi rapidamente: utilizzare numerazioni registrate nel ROC (Registro Operatori di Comunicazione), garantire la trasparenza verso il consumatore, rendere riconoscibile l’origine della chiamata. Chiamare da numeri esteri o non riconducibili all’azienda diventerà una violazione sanzionabile.

Resta attivo il Registro Pubblico delle Opposizioni

Parallelamente al sistema di blocco anti-spoofing, continua a essere operativo il Registro Pubblico delle Opposizioni, lo strumento che consente ai cittadini di bloccare preventivamente le chiamate promozionali indipendentemente dall’operatore. L’iscrizione al registro (gratuita e disponibile su registrodelleopposizioni.it) rappresenta un presidio aggiuntivo a tutela della privacy, complementare ma non alternativo ai nuovi filtri tecnici.

La differenza fondamentale è che il Registro blocca le chiamate commerciali legittime da aziende che operano nel rispetto delle norme, mentre i filtri anti-spoofing intercettano le telefonate fraudolente che utilizzano numeri falsificati.

I limiti della normativa (e cosa non cambierà)

Nonostante l’efficacia dimostrata, il sistema ha dei limiti strutturali. Le chiamate da numeri stranieri reali continueranno a raggiungere gli utenti: se un call center chiama dall’Albania utilizzando effettivamente un numero albanese, il filtro non bloccherà la telefonata. L’AGCOM prevede che i truffatori si sposteranno progressivamente verso numeri internazionali di paesi terzi per aggirare i controlli.

Restano inoltre fuori dal filtro le chiamate online, come quelle effettuate tramite WhatsApp, Telegram o altre app di messaggistica, che potrebbero diventare il prossimo strumento dei truffatori. Le autorità raccomandano quindi di mantenere alta l’attenzione: non fidarsi di presunti consulenti che chiedono dati sensibili e, in caso di dubbio, interrompere subito la conversazione.

Una svolta per la trasparenza

Se la misura funzionerà come previsto, il telemarketing in Italia potrebbe finalmente diventare più trasparente e meno invasivo. Gli operatori commerciali onesti potranno recuperare credibilità, mentre i truffatori vedranno ridotte drasticamente le possibilità di raggiro. Per milioni di italiani assillati dalle telefonate moleste, il 19 novembre potrebbe segnare l’inizio di una nuova tranquillità.


Fonti:

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