Da oggi, 30 aprile 2026, il modello 730 precompilato è disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Oltre 5 milioni di contribuenti italiani presentano ogni anno la dichiarazione in autonomia, e quasi il 60% lo fa attraverso la modalità semplificata. Segno che lo strumento funziona — ma solo se lo si usa correttamente, sapendo dove guardare e cosa verificare.
Questa guida spiega tutto quello che serve sapere: come accedere, cosa controllare, cosa è cambiato rispetto all’anno scorso e, soprattutto, quali sono le date da segnare in calendario.
Come accedere al 730 precompilato 2026
Il punto di accesso è unico: il portale dell’Agenzia delle Entrate, all’indirizzo agenziaentrate.gov.it. Per entrare nell’area riservata servono le credenziali digitali, e qui non ci sono alternative: l’Agenzia non rilascia più credenziali proprie, quindi l’accesso avviene esclusivamente tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica oppure Carta Nazionale dei Servizi.
Chi non dispone di nessuno di questi strumenti deve procurarselo prima di procedere. Non è possibile consultare la precompilata senza autenticazione digitale.
Una volta dentro, il contribuente può scegliere tra due modalità di consultazione.
La modalità semplificata è quella consigliata per la maggior parte dei lavoratori dipendenti e pensionati. L’interfaccia è organizzata per aree tematiche comprensibili — “casa e altre proprietà”, “famiglia”, “lavoro”, “altri redditi”, “spese sostenute” — e guida passo dopo passo nella verifica dei dati. Non serve conoscere i codici del modello né orientarsi tra quadri e righi: i dati vengono mostrati in linguaggio comune, e la conferma o la modifica di una voce viene automaticamente tradotta nel modello dichiarativo sottostante.
La modalità ordinaria è più tecnica, adatta a chi vuole leggere il modello nella sua forma tradizionale o ha esigenze fiscali particolari. Per la maggior parte dei contribuenti, la semplificata è sufficiente.
Cosa contiene la precompilata: i dati già inseriti dal Fisco
La precompilata 2026 è costruita su oltre 1,3 miliardi di informazioni che datori di lavoro, farmacie, banche, studi medici, assicurazioni e altri enti hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate nel corso del 2025. Non è un numero astratto: significa che la maggior parte delle spese sostenute nell’anno è già presente nel modello, senza che il contribuente debba fare nulla.
Le voci più numerose sono le spese sanitarie — con oltre un miliardo di documenti fiscali trasmessi, il primato assoluto — seguite dai premi assicurativi (circa 96,5 milioni di dati) e dalle Certificazioni Uniche (più di 71 milioni). Crescono significativamente rispetto all’anno scorso i dati relativi agli abbonamenti al trasporto pubblico, passati da poche centinaia di migliaia a circa 2,3 milioni: dal 2025 le aziende di trasporto hanno l’obbligo di inviare questi dati all’Agenzia. Crescono anche i dati sui redditi da vendita di energia fotovoltaica al Gestore dei Servizi Energetici, con un aumento del 300%, e quelli sui bonus asili nido, in crescita del 98%.
Tra le voci già presenti nel modello ci sono anche interessi passivi sui mutui, contributi previdenziali, spese funebri, spese per istruzione e asili, previdenza complementare e interventi edilizi o di risparmio energetico.
Le tre novità principali del 2026
Il bonus elettrodomestici entra per la prima volta nella precompilata
Quest’anno debutta una voce nuova: i contributi per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, il cosiddetto bonus elettrodomestici, comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Chi ha acquistato un elettrodomestico con questo incentivo nel 2025 troverà il dato già riportato nel modello.
C’è però un aspetto da non trascurare: il bonus elettrodomestici non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali riferite alla stessa spesa. Se nella precompilata compare questa voce e il contribuente ha anche altre detrazioni potenzialmente collegate allo stesso acquisto — ad esempio detrazioni per ristrutturazione — è necessario valutare con attenzione quale agevolazione conviene applicare. Confermare senza verificare potrebbe portare a errori.
Il tetto alle detrazioni per chi guadagna oltre 75.000 euro
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un limite al totale delle spese detraibili per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro annui. Il meccanismo è progressivo: più alto è il reddito, maggiore è la riduzione del tetto detraibile. Il sistema tiene conto anche del carico familiare — il numero di figli a carico può influenzare la soglia applicabile.
La novità della precompilata 2026 è che questo calcolo viene applicato automaticamente. Il contribuente che supera la soglia non deve fare nulla: il sistema riduce già le detrazioni nel rispetto del limite normativo. Le spese sanitarie sono escluse da questo tetto e restano detraibili senza limiti aggiuntivi.
Chi si trova in questa fascia di reddito deve però prestare attenzione: la riduzione automatica delle detrazioni potrebbe produrre un risultato fiscale diverso da quello atteso. Verificare il calcolo — anche con il supporto di un CAF o di un professionista — resta consigliabile.
Le deleghe si allargano: la persona di fiducia può fare di più
Da quest’anno, la persona di fiducia che ha ricevuto delega da un contribuente può fare qualcosa che prima non era possibile: inviare anche la dichiarazione congiunta, non solo quella individuale. Può inoltre accedere al servizio web per la gestione delle autorizzazioni in capo all’erede, a condizione che sia stata preventivamente abilitata ai servizi online dell’Agenzia.
Questa novità è particolarmente rilevante per i contribuenti anziani, per chi ha difficoltà nell’uso degli strumenti digitali, o per situazioni di successione in cui è necessario gestire la dichiarazione di una persona venuta a mancare. La delega può essere conferita direttamente dall’area riservata online, tramite PEC oppure di persona presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Come si invia il 730 precompilato: i tre passaggi fondamentali
Consultare la dichiarazione e inviarla sono due operazioni distinte, con date diverse.
Da oggi, 30 aprile, è possibile soltanto consultare il modello. L’invio apre il 14 maggio. È un tempo utile — due settimane — per leggere i dati con calma, verificare che siano corretti e decidere se apportare modifiche.
Primo: controllare i dati già presenti. Non date per scontato che la precompilata sia corretta. L’Agenzia lavora sui dati ricevuti da terze parti, che possono contenere errori o essere incompleti. Le voci da verificare con più attenzione sono le spese sanitarie (scontrini o fatture che potreste aver tenuto fuori dal Servizio Sanitario Nazionale), gli interessi sul mutuo e qualsiasi altra spesa per cui avete documentazione cartacea.
Secondo: aggiungere le spese mancanti. Se avete sostenuto spese detraibili che non compaiono nel modello — perché il soggetto che le ha erogate non era obbligato a comunicarle, o perché la trasmissione non è avvenuta correttamente — potete aggiungerle manualmente prima dell’invio. Per farlo vi servirà la documentazione originale.
Terzo: inviare entro la scadenza. Nella modalità semplificata, la conferma dei dati è sufficiente: dopo aver verificato ogni sezione e confermato le informazioni, il modello viene automaticamente compilato e si può procedere all’invio. Nessun passaggio tecnico aggiuntivo.
Il calendario completo della precompilata 2026
Quest’anno, per la prima volta, il calendario è sdoppiato tra modello 730 e modello Redditi Persone Fisiche. Lo slittamento del secondo è conseguenza di una modifica normativa introdotta dal decreto Correttivo bis (Dlgs n. 81/2025): le Certificazioni Uniche dei lavoratori autonomi devono ora essere trasmesse entro il 30 aprile — e per permettere al sistema di usarle, il Redditi PF precompilato viene reso disponibile più tardi.
Per il modello 730:
- Consultazione disponibile: dal 30 aprile 2026
- Invio disponibile: dal 14 maggio 2026
- Scadenza finale: 30 settembre 2026
Per il modello Redditi Persone Fisiche:
- Consultazione disponibile: dal 20 maggio 2026
- Invio disponibile: dal 27 maggio 2026
- Scadenza finale: 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato)
Chi non invia entro queste date rischia sanzioni. Chi vuole correggere una dichiarazione già inviata può farlo tramite la funzione “cambia anno di dichiarazione” nell’applicazione web, purché la dichiarazione originale sia stata presentata attraverso il portale online dell’Agenzia.
Chi non può usare il 730 precompilato
Il modello 730 è riservato a lavoratori dipendenti, pensionati e alcune categorie assimilate. Non è il modello giusto per chi ha situazioni fiscali più articolate — ad esempio chi ha redditi da lavoro autonomo rilevanti, redditi da locazione non a cedolare secca, plusvalenze o partecipazioni societarie. In questi casi il modello corretto è il Redditi Persone Fisiche, con le sue scadenze differenziate descritte sopra.
I titolari di partita IVA in regime forfetario o di vantaggio trovano nella precompilata 2026, per la prima volta, alcune informazioni sui contributi previdenziali comunicati dall’INPS. Non è una dichiarazione completa per loro — dovranno comunque completare i quadri specifici — ma è un passo verso una precompilata più utile anche per i lavoratori autonomi.
Domande e risposte sulla precompilata 2026
Posso consultare la precompilata senza SPID? No. L’accesso all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate richiede obbligatoriamente un’identità digitale: SPID, Carta d’Identità Elettronica oppure Carta Nazionale dei Servizi. L’Agenzia non rilascia più credenziali proprie. In alternativa, è possibile delegare un familiare o una persona di fiducia già abilitata ai servizi online, oppure rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato.
Cosa succede se confermo la precompilata senza modificarla? Se la dichiarazione viene accettata senza modifiche, il Fisco non effettua controlli sui dati trasmessi da terze parti. Se invece vengono apportate modifiche — anche solo una — i controlli possono essere estesi all’intera dichiarazione. Non significa che non convenga modificare: significa che le modifiche devono essere supportate da documentazione adeguata.
Ho il bonus elettrodomestici nella precompilata: devo fare qualcosa? Sì, è necessario verificare se avete altre detrazioni collegate alla stessa spesa. Il bonus elettrodomestici non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali per il medesimo acquisto. Se nella precompilata compaiono più voci riferite allo stesso elettrodomestico, è opportuno valutare quale conviene mantenere — eventualmente con il supporto di un CAF.
Sono un lavoratore autonomo: posso usare il 730 precompilato? Nella maggior parte dei casi no. Il 730 è riservato a dipendenti, pensionati e alcune categorie assimilate. I lavoratori autonomi con partita IVA devono usare il modello Redditi Persone Fisiche, disponibile in consultazione dal 20 maggio e inviabile dal 27 maggio fino al 2 novembre 2026.
Posso delegare qualcuno a inviare la dichiarazione al posto mio? Sì. È possibile conferire delega a un familiare o a una persona di fiducia tramite l’area riservata online, tramite PEC oppure recandosi presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Da quest’anno la persona delegata può anche inviare la dichiarazione congiunta, funzionalità precedentemente non disponibile.
Fonti: