Disney+ ha iniziato a testare una funzione di ricerca basata sull’intelligenza artificiale che promette di suggerire film e serie in base all’umore del momento, non solo alla cronologia di visione. L’annuncio è arrivato il 6 agosto 2026 dalla Walt Disney Company, che ha aperto la sperimentazione a un gruppo ristretto di abbonati statunitensi insieme a una funzione gemella pensata per ESPN, dedicata alle domande sportive.
Per ora la novità riguarda solo il mercato americano. In Italia, dove Disney+ è disponibile con i piani Standard con Pubblicità, Standard e Premium, non è stata comunicata alcuna data di arrivo.
Come funziona la ricerca AI su Disney+
La funzione lascia scrivere o pronunciare una richiesta in linguaggio naturale, invece di far scegliere tra generi e categorie fisse, e restituisce una fila di titoli pensata per quel momento specifico. Chi guarda di solito documentari naturalistici ma un venerdì sera ha voglia soltanto di una commedia romantica leggera può semplicemente dirlo, e il catalogo si ricompone intorno a quella richiesta invece che intorno alle abitudini registrate nei mesi precedenti.
Disney+ continua comunque a basarsi sulla cronologia di visione per i consigli di tutti i giorni: quello che cambia è la possibilità di uscire da quel meccanismo quando il gusto del momento non coincide con il solito. L’input può arrivare per iscritto, a voce, oppure toccando un suggerimento proposto direttamente dall’app. La sperimentazione, per stessa ammissione dell’azienda, coinvolge “un piccolo gruppo di abbonati selezionati”: Disney non ha reso pubblico né il numero di partecipanti né una finestra temporale per l’uscita dalla fase beta.
ESPN Search: le statistiche sportive rispondono come un assistente
Su ESPN, il test equivalente si chiama ESPN Search e permette di porre domande sportive in linguaggio naturale, ottenendo una risposta diretta insieme a contenuti correlati e statistiche, invece del solito elenco di link. Chi volesse sapere, per fare un esempio diverso da quello americano diffuso da Disney, quale squadra ha segnato più gol nei derby di Champions League nell’ultimo quinquennio, potrebbe in teoria ottenere una risposta articolata anziché una pagina di risultati da scorrere.
Dietro la risposta lavora un archivio costruito in decenni di attività: dati e statistiche di ESPN Research, sistemi di dati sportivi strutturati, archivi interni di conoscenza, oltre ai testi e ai video pubblicati dalla redazione. È un impianto tecnico pensato per un pubblico e un catalogo sportivo prevalentemente americani. In Italia, dove il grosso dello sport in streaming passa da DAZN, Sky, NOW e TIMVISION, il valore pratico di ESPN Search resta oggi marginale, ma segnala comunque dove sta andando l’intero settore: dalla ricerca per parola chiave alla risposta diretta a una domanda.
Perché Disney rincorre Netflix, Amazon e HBO Max
Disney arriva su questo terreno per ultima tra le grandi piattaforme, non per prima. Netflix ha cominciato a testare una ricerca conversazionale sviluppata con OpenAI nel 2025 e da allora l’ha ampliata progressivamente. Amazon, secondo quanto riportato da Reuters, sta ricostruendo l’intera homepage di Prime Video attorno a consigli generati dall’intelligenza artificiale in un progetto interno chiamato Lighthouse, spinto in prima persona da Jeff Bezos. Warner Bros. Discovery ha lanciato appena due settimane prima dell’annuncio Disney, il 28 luglio 2026, una funzione di ricerca conversazionale su HBO Max chiamata Ask HBO Max, affiancata da un feed verticale di clip in stile social.
La sequenza temporale racconta più di qualsiasi comunicato: nel giro di due settimane tre colossi dello streaming hanno mosso lo stesso passo. Non è un caso isolato, è una corsa collettiva a risolvere lo stesso problema, ovvero cataloghi troppo grandi perché un menu a tendina basti ancora. La vera partita, però, non si gioca su chi arriva prima, ma su chi riuscirà a far funzionare davvero questi strumenti su librerie enormi come quelle di Netflix o Amazon, dove il rischio di consigli imprecisi cresce con le dimensioni del catalogo.
Quando arriva in Italia, e quanto costa già oggi Disney+
Al momento nessuna delle due funzioni ha una data confermata per l’Italia o per qualunque altro mercato fuori dagli Stati Uniti. Chi in Italia paga già un abbonamento a Disney+, quindi, continuerà per ora a cercare film e serie con gli strumenti tradizionali dell’app. I prezzi restano quelli in vigore da agosto 2026: 6,99 euro al mese per il piano Standard con Pubblicità, 10,99 euro al mese per lo Standard, 15,99 euro al mese per il Premium con qualità 4K e audio Dolby Atmos.
Vale la pena notare che HBO Max, la cui funzione di ricerca conversazionale è anch’essa per ora circoscritta agli Stati Uniti, è comunque già attivo in Italia dall’inizio del 2026. Significa che l’intera ondata di ricerca basata sull’intelligenza artificiale sta arrivando prima sulle piattaforme americane di servizi già presenti, e attivi, nel nostro Paese: un doppio binario che lascerà gli abbonati italiani a guardare da fuori, almeno per qualche mese.
Quando queste funzioni arriveranno davvero in Europa, la sfida non sarà solo tecnica. Qualunque sistema che analizza abitudini di visione per generare consigli personalizzati dovrà fare i conti con il GDPR, che impone basi giuridiche chiare per il trattamento dei dati e la possibilità concreta, per l’utente, di rifiutare la profilazione.
Per ora resta un test, condotto su un numero di persone che Disney non ha voluto quantificare. Ma la direzione è tracciata: la ricerca per titolo e genere sta diventando un’opzione tra le tante, non più l’unica porta d’ingresso al catalogo.
Fonti: