La verifica del profilo gratuita arriva su Facebook, e con essa il tentativo di rispondere a una domanda che chi cerca casa o vende un divano su Marketplace si pone sempre più spesso: c’è davvero una persona dietro quella foto? Meta ha annunciato la novità il 24 luglio 2026, insieme a un secondo cambiamento più vistoso: un’interfaccia a schermo intero, dominata dai video, in fase di test per una parte degli utenti.
Come funziona la verifica gratuita: un selfie al posto del documento
Il meccanismo scelto da Meta è più semplice di quanto suggerisca il nome “verifica di identità”. Non serve caricare una carta d’identità o un passaporto: basta registrare un breve video selfie, che il sistema confronta con le foto già presenti sul profilo per accertare la corrispondenza. È un processo di riconoscimento facciale applicato non a un documento esterno, ma alla cronologia fotografica dell’account stesso, pensato per restare alla portata di chiunque abbia una fotocamera frontale e qualche minuto di tempo.
Per completare la verifica bisogna avere almeno 18 anni ed essere in regola con gli standard di community di Meta, in particolare con le norme contro frodi, truffe e comportamenti non autentici. Il badge non è previsto per le Pagine né per gli account ProMode: resta, almeno per ora, una funzione pensata esclusivamente per i profili personali.
Il rollout comincia da lunedì 27 luglio, ma in modo graduale: Meta ha scelto di partire da un gruppo ristretto di mercati, con l’obiettivo dichiarato di estendere la funzione a livello globale nelle settimane e nei mesi successivi. Non è stata indicata una data per l’Italia, e la cautela è d’obbligo: chi si aspetta il badge da subito potrebbe dover attendere qualche settimana in più rispetto ai primi paesi coinvolti.
Dove comparirà il badge, e cosa non certifica
Una volta ottenuto, il segno di spunta comparirà nei punti in cui, secondo Meta, la fiducia conta di più: Marketplace, Dating, Gruppi e la pagina del profilo, con l’estensione ai post del Feed prevista in un secondo momento. Chi cerca un appartamento in affitto o accetta un primo appuntamento nato online avrà quindi un indizio visivo in più prima di rispondere.
Vale la pena essere precisi su un punto che Meta stessa sottolinea: il badge non equivale a un’approvazione o a una garanzia di affidabilità. Attesta solo che un volto corrisponde alla cronologia fotografica dell’account, non che la persona dietro quel profilo si comporterà onestamente. Chi lo ottiene resta comunque soggetto agli stessi standard di community e alle stesse politiche commerciali di chiunque altro.
Sul piano visivo, Facebook Verified si distingue nettamente da Meta Verified, il badge blu a pagamento con abbonamenti che vanno dai 14,99 ai 499,99 dollari al mese per profilo: il nuovo segno gratuito è un semplice segno di spunta bianco su sfondo pieno, senza colore, proprio per non essere confuso con quello premium. È una distinzione che ha una sua logica commerciale precisa, oltre che grafica: Meta continua a vendere visibilità e strumenti extra con l’abbonamento, mentre affida alla verifica gratuita il compito più modesto, ma più urgente, di certificare l’umanità di chi c’è dall’altra parte.
Resta un nodo che difficilmente Meta potrà evitare di affrontare: puntare di nuovo sul riconoscimento facciale, dopo le contestazioni legali già affrontate dall’azienda per la stessa tecnologia applicata agli occhiali smart, non è una scelta neutra. Che l’obiettivo dichiarato sia difendere gli utenti da profili falsi generati con l’intelligenza artificiale non toglie che, per una parte del pubblico più attento alla privacy, l’idea di affidare un altro selfie ai server di Meta resterà comunque un compromesso da valutare con attenzione.
Il video a schermo intero: il test che cambia la prima schermata
Il secondo annuncio riguarda l’esperienza che si apre nel momento stesso in cui si lancia l’app. Meta comincerà a testare, entro la fine del 2026, un’interfaccia immersiva che porta un sottoinsieme di utenti direttamente dentro un flusso di video a schermo intero, al posto del Feed classico a cui siamo abituati. Il test parte dai mercati dove il consumo di video è già più alto, mentre l’arrivo negli Stati Uniti è previsto solo per il 2027.
Chi non gradisce il cambiamento potrà tornare al Feed tradizionale con un semplice tocco: Meta ha previsto un’opzione di disattivazione, e la scheda Feed classico resterà comunque disponibile come seconda voce dell’app, sempre a portata di clic. È una cautela che tradisce la lezione imparata da precedenti redesign più aggressivi, non sempre accolti bene dagli utenti storici della piattaforma. Un test simile era già stato condotto su Instagram in diversi mercati, segno che la sperimentazione tra le app di Meta procede in parallelo più che per compartimenti stagni.
Perché Meta interviene ora, e quando arriverà in Italia
Le due novità nascono da una stessa preoccupazione, anche se rispondono a esigenze diverse. Da un lato, la diffusione di strumenti generativi ha reso banale creare profili con foto realistiche, biografie credibili e persino messaggi automatizzati su larga scala: la verifica gratuita è la risposta più diretta a questo fenomeno, pensata per restituire un minimo di certezza a chi compra, vende o cerca un incontro. Dall’altro, la spinta verso i contenuti video a schermo intero segue una tendenza che riguarda l’intero settore, con TikTok come riferimento implicito e con Meta che negli ultimi mesi ha già ampliato le funzioni video anche su WhatsApp e Threads.
Per chi legge da questa parte dell’Atlantico, la domanda pratica resta senza risposta definitiva: sia la verifica gratuita sia il test dell’interfaccia video partono da mercati selezionati, senza un calendario pubblico per l’Italia. È plausibile che entrambe le funzioni arrivino nei prossimi mesi, vista la strategia dichiarata di estensione globale, ma fino a un annuncio più specifico conviene prendere con cautela qualunque data circolata online.