La notizia era nell’aria da mesi, ma oggi è ufficiale: Fastweb ha siglato una partnership con Starlink per portare in Italia la tecnologia Direct to Cell, il servizio satellitare che promette di eliminare le zone d’ombra della rete mobile.
L’annuncio arriva il 16 luglio 2026 da Fastweb + Vodafone, il brand corporate con cui opera Fastweb S.p.A. dopo la fusione con Vodafone Italia, diventata operativa dal 1° gennaio 2026. È il primo accordo di questo tipo firmato da un operatore italiano, e apre una fase sperimentale che partirà in un’area dell’Appennino centrale.
Non è una sorpresa totale. Già a marzo 2026 Fastweb era comparsa, poi sparita, tra i partner elencati sul sito di Starlink Mobile: un’anteprima involontaria di un accordo che a quanto pare era ancora in fase di definizione.
L’accordo tra Fastweb e Starlink: cosa prevede la sperimentazione
Grazie all’intesa, Fastweb + Vodafone diventa l’unico operatore mobile italiano ad avere una partnership attiva con Starlink Mobile, il servizio che SpaceX mette a disposizione degli operatori di telecomunicazioni per integrare la propria rete terrestre con la costellazione satellitare in orbita bassa.
La sperimentazione, riservata per ora agli addetti ai lavori, testerà la tecnologia Direct to Cell in condizioni reali, in una delle zone italiane storicamente più penalizzate dalla copertura mobile tradizionale.
“Siamo molto entusiasti della partnership con Fastweb nello sviluppo di questo servizio satellitare per il mobile”, ha dichiarato Stephanie Bednarek, Vice President of Commercial Sales di SpaceX. Marco Raimondi, Head of B2C Products di Fastweb + Vodafone, ha parlato di un progetto che posiziona l’azienda “all’avanguardia dell’innovazione nel panorama delle telecomunicazioni in Italia”.
Come funziona il Direct to Cell targato Starlink Mobile
Il Direct to Cell è una tecnologia che permette ai comuni smartphone di comunicare direttamente con i satelliti Starlink, senza antenne dedicate né dispositivi speciali. Quando lo smartphone perde la copertura 4G o 5G ed è all’aperto con visuale libera sul cielo, si aggancia automaticamente al satellite, che smista i dati attraverso un gateway fino alla rete di Fastweb.
Il passaggio è trasparente per l’utente: nessuna configurazione, nessun accessorio da installare. Sul display comparirà semplicemente il nome della rete satellitare, e i servizi torneranno disponibili nel giro di pochi secondi.
Va detto con chiarezza, perché è il punto che più genera confusione: il servizio funziona solo all’aperto. In un capannone, in galleria o dentro un edificio, la connessione satellitare non arriva.
Cosa si potrà fare (e cosa no) con la connessione satellitare
Durante la fase sperimentale saranno attivi l’invio e la ricezione di SMS e MMS, oltre all’utilizzo di alcune applicazioni compatibili come WhatsApp, Google Maps, Messenger, X e AccuWeather. Fastweb pubblicherà un elenco di smartphone ottimizzati per sfruttare tutte le funzionalità; i modelli non presenti in lista potranno comunque usare almeno la messaggistica via SMS.
Le chiamate vocali tradizionali, comprese quelle ai numeri di emergenza, restano fuori dal perimetro di questa prima fase. È un limite che non va sottovalutato: chi immagina un sostituto integrale della rete cellulare nelle zone remote dovrà attendere ulteriori sviluppi della tecnologia.
Quando arriverà il servizio: tempi e prospettive
Sul fronte tempistiche, Fastweb resta volutamente vaga: la pagina ufficiale dedicata al progetto parla di “servizio fortemente innovativo, in questo momento in fase sperimentale”, senza indicare una data di lancio commerciale.
Non stupisce. Sperimentazioni di questo tipo richiedono mesi di test tecnici prima di poter essere aperte al pubblico, e la stessa Starlink Mobile è ancora agli inizi anche nei mercati dove è già attiva. Fastweb + Vodafone gestisce oggi oltre venti milioni di linee mobili e circa 20.000 siti radiomobili, con una copertura 5G che supera l’87% della popolazione: numeri che rendono la sperimentazione satellitare un tassello aggiuntivo, non una necessità immediata per la maggioranza degli utenti urbani.
La vera partita si gioca altrove, nelle aree montane, costiere e nelle zone a fallimento di mercato dove la fibra e le antenne tradizionali arrivano con difficoltà. Se il test nell’Appennino centrale darà i risultati sperati, l’Italia potrebbe diventare uno dei primi Paesi europei con un servizio Direct to Cell pienamente operativo.
Fonti:
Fastweb — Sempre connessi, anche dove la rete terrestre non arriva