Galaxy S26: Samsung conferma chip custom di seconda generazione e sensori fotografici inediti

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Tre mesi prima della presentazione ufficiale, Samsung ha scelto di svelare alcune carte sulla sua prossima ammiraglia. Durante la conference call dedicata ai risultati finanziari del terzo trimestre 2025, Daniel Araujo, vicepresidente della divisione Mobile Experience, ha confermato che la serie Galaxy S26 porterà intelligenza artificiale di nuova generazione, un processore personalizzato di seconda generazione e sensori fotografici completamente inediti. Cosa distinguerà davvero questa generazione dalle precedenti?

Il dilemma del processore: Exynos 2600 o Snapdragon 8 Elite Gen 5?

La questione del chip rappresenta uno degli aspetti più dibattuti attorno ai futuri flagship coreani. Quando Araujo parla di “processore personalizzato di seconda generazione”, il riferimento più immediato va all’Exynos 2600, che dovrebbe essere il primo System on Chip a 2 nanometri prodotto dalla fonderia Samsung. Tuttavia, l’espressione “custom AP” lascia spazio a interpretazioni multiple: potrebbe trattarsi di un Exynos proprietario oppure di una nuova versione Snapdragon For Galaxy, sviluppata in collaborazione con Qualcomm.

Sul fronte chip, le indiscrezioni convergono verso una strategia a doppia fornitura. L’Exynos 2600 potrebbe animare i modelli Pro e Plus nella maggior parte dei mercati globali, inclusa l’Europa, mentre lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 resterebbe riservato a Galaxy S26 Ultra e agli stessi modelli Pro e Plus destinati a Stati Uniti e Cina.

Durante lo stesso incontro con gli investitori, però, Araujo ha aggiunto che la valutazione del processore per Galaxy S26 è ancora in corso, quindi nulla può dirsi definitivo. Il colosso coreano sta evidentemente ponderando quale equilibrio trovare tra prestazioni, costi di produzione e aspettative del pubblico. Negli ultimi anni i chip Exynos hanno sofferto di una reputazione controversa, specialmente per questioni legate all’efficienza termica e al consumo energetico.

Le specifiche tecniche dell’Exynos 2600

L’Exynos 2600 dovrebbe adottare un’architettura deca-core in configurazione 1+3+6: un core prime ad altissime prestazioni, tre core performance e sei core efficiency. Secondo i benchmark trapelati su Geekbench, il nuovo SoC avrebbe raggiunto punteggi pari a 3.455 in single-core e 11.621 in multi-core, risultati che lo pongono allo stesso livello dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 e del Dimensity 9500 di MediaTek.

Progressi nella gestione termica

Un elemento distintivo dell’Exynos 2600 sarà la tecnologia Heat Pass Block, una soluzione termica innovativa che integra un dissipatore in rame direttamente all’interno del chip. Questo componente, posizionato sopra CPU, GPU, RAM e altri elementi principali, dovrebbe assorbire il calore in modo significativamente più efficace rispetto alle generazioni precedenti, risolvendo una delle criticità storiche dei processori Samsung.

La produzione di massa dell’Exynos 2600 sarebbe già iniziata nel settembre 2025, segno che il colosso coreano sta accelerando per rispettare i tempi di lancio. Resta da vedere se le prestazioni reali confermeranno le promesse sulla carta, soprattutto nell’uso prolungato e nelle situazioni più impegnative come gaming e registrazione video in 4K.

Fotocamere: finalmente qualcosa si muove oltre l’Ultra

Per anni, Samsung ha concentrato le innovazioni fotografiche quasi esclusivamente sui modelli Ultra, lasciando pressoché invariate le configurazioni dei modelli base e Plus. Con Galaxy S26, questa strategia potrebbe cambiare radicalmente. Araujo ha parlato esplicitamente di “nuovi sensori fotografici”, una dichiarazione che ha riacceso l’interesse degli appassionati dopo mesi di indiscrezioni contrastanti.

Le prime analisi del firmware suggerivano che Samsung avrebbe mantenuto gli stessi sensori del Galaxy S25, suscitando critiche immediate. Nelle ultime settimane, però, sono emersi riferimenti a configurazioni hardware completamente diverse.

Quale configurazione per i modelli base?

I test condotti su prototipi di Galaxy S26 hanno rivelato la presenza di diversi sensori mai visti prima. Per i modelli Pro e Plus, si ipotizza l’adozione di un sensore principale Samsung ISOCELL S5KGNG da 50 megapixel, attualmente non ancora annunciato ufficialmente. Questo componente sostituirebbe l’S5KGN3 utilizzato dal Galaxy S22 in poi.

Parallelamente, il sensore ultra-grandangolare potrebbe passare dal Sony IMX564 da 12 megapixel all’ISOCELL S5KJN3 da 50 megapixel, già impiegato quest’anno sul Galaxy S25 Ultra. Un salto notevole, considerando che la risoluzione quadruplicherebbe, migliorando sensibilmente la qualità delle riprese panoramiche e permettendo maggiore flessibilità nel ritaglio post-scatto.

Il teleobiettivo resterebbe invariato a 10 o 12 megapixel con zoom ottico 3x, mentre la fotocamera frontale dovrebbe mantenere i 12 megapixel. Tutti i sensori menzionati sono stati individuati esclusivamente su prototipi, quindi Samsung potrebbe ancora modificare le sue scelte finali.

Galaxy S26 Ultra: aperture più luminose e modulo più sporgente

Sul fronte Ultra, le novità puntano verso aperture ottiche più generose. La lente principale dovrebbe passare a un’apertura f/1.4, garantendo maggiore ingresso di luce rispetto all’f/1.7 dell’attuale generazione. Anche il teleobiettivo periscopico da 5x beneficerebbe di un’apertura più ampia, ottimizzando le prestazioni in condizioni di scarsa luminosità.

Alcune voci parlano di un comparto completamente rinnovato per l’Ultra, con una configurazione da 200 + 50 + 200 megapixel e un singolo teleobiettivo periscopico. Potrebbe inoltre tornare l’apertura variabile, caratteristica vista l’ultima volta sul Galaxy S9, che consentirebbe di regolare automaticamente l’ingresso di luce in base alle condizioni ambientali.

Il prezzo dell’innovazione fotografica

Tutti questi miglioramenti avranno conseguenze estetiche evidenti. Il modulo fotografico posteriore del Galaxy S26 Ultra dovrebbe sporgere di circa 4,5 millimetri dalla scocca, quasi il doppio rispetto ai 2,4 millimetri del Galaxy S25 Ultra. Nonostante questo, il corpo del dispositivo dovrebbe assottigliarsi fino a 7,9 millimetri, tre decimi in meno rispetto al predecessore.

Il camera bump più pronunciato rappresenta il compromesso ingegneristico per ospitare lenti di maggiore qualità e sensori più grandi in uno chassis complessivamente più sottile. Una scelta che potrebbe dividere il pubblico tra chi apprezza le prestazioni fotografiche e chi preferisce profili più discreti.

Come cambierà l’intelligenza artificiale su Galaxy S26?

Samsung ha promesso un’intelligenza artificiale “di nuova generazione, centrata sull’utente”. Sebbene i dettagli restino vaghi, l’azienda intende integrare l’AI in modo ancora più profondo nell’esperienza quotidiana. Non si tratterà solo di elaborazione fotografica o assistente vocale, ma di ottimizzazioni che toccheranno prestazioni, autonomia, connettività e gestione delle risorse.

Galaxy S26 debutterà con One UI 8 basata su Android 16, portando funzioni di AI generativa evolute, un assistente Galaxy AI potenziato e nuove capacità di elaborazione delle immagini in tempo reale. La velocità di processamento dovrebbe aumentare sensibilmente, mentre strumenti come l’editing generativo, l’assistente al disegno e l’audio eraser riceveranno perfezionamenti significativi.

L’obiettivo dichiarato è trasformare l’intelligenza artificiale da funzionalità aggiuntiva a componente nativa del sistema, capace di anticipare le esigenze dell’utente e adattarsi dinamicamente ai diversi contesti d’uso.

L’AI richiede più memoria: quali conseguenze sui prezzi?

Durante la stessa conference call, Samsung ha anticipato aumenti nei costi dei componenti chiave, in particolare le memorie. L’azienda prevede che i dispositivi della serie Galaxy S26 integreranno la nuova memoria LPDDR6, che debutterà proprio con questi flagship garantendo performance superiori rispetto all’attuale LPDDR5X.

Tuttavia, questa evoluzione tecnologica avrà probabilmente un impatto economico. Samsung ha ammesso che i rincari su memoria e altri componenti potrebbero tradursi in listini più alti per gli smartphone. Una prospettiva che potrebbe pesare sul mercato, soprattutto se sommata alla corsa verso funzioni AI sempre più complesse e costose da implementare.

Quanto dovremo aspettare per vedere Galaxy S26?

Tradizionalmente, Samsung presenta i suoi flagship di inizio anno a gennaio. Con Galaxy S26, però, potrebbero esserci modifiche al calendario. Alcune indiscrezioni parlano di un possibile rinvio a marzo 2026, dovuto a ritardi nella produzione e a ripensamenti sulla strategia di lineup.

Il colosso coreano avrebbe infatti cancellato definitivamente il Galaxy S26 Edge, modello ultrasottile che non ha convinto dopo il lancio del predecessore S25 Edge. Al suo posto, Samsung avrebbe riportato in gamma il modello Plus, creando una lineup composta da Galaxy S26 Pro (al posto del tradizionale modello base), Galaxy S26+, e Galaxy S26 Ultra.

Questo riposizionamento richiederebbe tempo aggiuntivo per finalizzare design, componenti e strategie produttive. Un lancio a marzo permetterebbe inoltre a Samsung di avere maggiore disponibilità di chip Exynos 2600 e di evitare colli di bottiglia nelle forniture.

Il rischio di arrivare dopo Apple

Se il rinvio dovesse concretizzarsi, Samsung rischierebbe di lasciare campo libero ad Apple. Circolano voci secondo cui Cupertino potrebbe modificare il calendario dell’iPhone 18, con alcuni modelli (base ed “e”) che potrebbero anticipare i rivali coreani. Una situazione inedita che modificherebbe le dinamiche competitive del primo trimestre 2026.

Parallelamente, lo slittamento dei Galaxy S26 avrebbe effetti a cascata sui pieghevoli: Galaxy Z Flip 8 e Galaxy Z Fold 8 potrebbero vedere la loro presentazione posticipata alla seconda metà dell’anno, avvicinandosi pericolosamente al presunto lancio del primo iPhone pieghevole.

I modelli in arrivo: cosa sappiamo sulla gamma

La composizione esatta della serie Galaxy S26 ha subito numerosi ripensamenti. Inizialmente si parlava di tre modelli standard (S26, S26+ e S26 Ultra), poi dell’introduzione del S26 Edge al posto del Plus, quindi del ritorno del Plus con l’aggiunta di un modello Pro. L’analisi del firmware One UI 8 ha rivelato riferimenti a dispositivi denominati “M1”, “M2” e “M3”, corrispondenti rispettivamente a Galaxy S26 Pro, Galaxy S26 Edge e Galaxy S26 Ultra.

L’assenza di riferimenti a un modello “M0” o “M4” suggerisce che Samsung potrebbe eliminare completamente il modello base così come lo conosciamo, riposizionando il Pro come nuovo punto d’ingresso della gamma flagship. Una strategia che segnerebbe una rottura netta rispetto alle generazioni precedenti.

Differenze estetiche tra i modelli

Dal punto di vista del design, la serie Galaxy S26 dovrebbe mantenere un’identità visiva coerente ma con variazioni specifiche. Tutti i modelli adotteranno display Dynamic AMOLED 2X con refresh rate LTPO a 120 Hz, ma le diagonali varieranno: 6,27 pollici per il Pro, 6,7 pollici per l’Edge (se confermato), fino a 6,9 pollici per l’Ultra.

Il modulo fotografico abbandonerà i camera ring visti di recente, adottando una disposizione a capsula che ricorda il Galaxy S25 Edge e il Z Fold 7. Solo l’Ultra manterrebbe supporto completo alla S Pen, mentre gli altri modelli ne sarebbero privi. Tutti i dispositivi dovrebbero offrire certificazione IP68 per resistenza ad acqua e polvere.

Vale la pena aspettare Galaxy S26?

Chi possiede un Galaxy S23 o precedenti troverà certamente ragioni valide per considerare l’upgrade: processore di nuova generazione, fotocamere migliorate, AI più evoluta e maggiore supporto software. Per chi ha già un Galaxy S24 o S25, il calcolo diventa più complesso.

Se i sensori fotografici risulteranno effettivamente aggiornati, l’investimento potrebbe valere la pena per chi utilizza intensamente la fotocamera. Allo stesso modo, chi cerca le massime prestazioni apprezzerà i progressi nell’elaborazione AI e nella potenza di calcolo.

Bisognerà però verificare quanto peserà il dualismo Exynos-Snapdragon. Se l’Exynos 2600 dimostrerà performance realmente alla pari del chip Qualcomm, Samsung avrà finalmente risolto un problema che la affligge da anni. In caso contrario, gli utenti europei potrebbero trovarsi nuovamente con un dispositivo meno performante rispetto alle controparti statunitensi e cinesi.


Fonti:

Android Authority

HDBlog

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