Google ha presentato da poche ore Gemini 3.8 Flash e Gemini 3.8 Flash Cyber. È il terzo modello Flash in sei settimane, a tre settimane dalla 3.7. Stessa velocità dichiarata, stesso listino introduttivo, più lavoro interno sul ragionamento. La variante Cyber non finisce nell’app: va a governi e partner del nuovo programma Fairwind.
Tulsee Doshi e Raluca Ada Popa firmano il post ufficiale. Il messaggio è lineare. La linea Pro non si è mossa. La linea Flash, quella economica, continua a salire di versione e di punteggio.
Gemini 3.8 Flash: il cavallo da tiro per codice e agenti
Google la chiama “workhorse”. Serve a ingegneria del software, flussi agentici e ragionamento a più passi in ambiti specializzati. Rispetto alla 3.7 Flash, dice Mountain View, i guadagni arrivano perché il modello lavora di più: esegue passi di reasoning extra e richiama gli strumenti in loop, invece di chiudere al primo tentativo.
Su DeepSWE v1.1, test di software engineering a orizzonte lungo, 3.8 Flash batte gran parte dei modelli frontier più grandi e più cari. Su HLE-Verified Google indica il 54,9%. Guadagni anche su Vals Finance Agent V2 e sul Legal Agent Benchmark di Harvey. Artificial Analysis le assegna 59 sull’Intelligence Index in modalità high, tre punti sopra la 3.7.
Il contesto resta da 1.048.576 token in ingresso e 65.536 in uscita. Accetta testo, immagini, video, audio e PDF. Risponde in testo. Il thinking ha tre livelli: low, medium, high. Il livello “minimal” non c’è e restituisce errore. Restano caching, function calling, code execution, search grounding, output strutturati. Computer use è in preview. Non genera immagini né audio. La knowledge cutoff è a macchia: marzo 2026 su alcuni domini, gennaio 2025 su altri.
Prezzo uguale, conto potenzialmente più alto
Fino al 31 dicembre 2026 l’API resta a 0,75 dollari per milione di token in ingresso e 3,75 dollari in uscita, come la 3.7. Dal 1° gennaio 2027 il listino pieno è il doppio: 1,50 e 7,50 dollari. I token in cache tengono lo sconto del 90%.
Google avverte che sulle attività complesse, soprattutto a effort alto, il modello può consumare più token. Il prezzo unitario non si muove. La fattura sì, se i passi di ragionamento si allungano. Chi vuole spendere poco tiene il thinking basso o resta sulla 3.7, ancora supportata.
Dove si usa già
3.8 Flash è disponibile da ieri per gli abbonati Google AI Pro e Ultra nell’app Gemini, in AI Mode della Ricerca e in Gemini per Fogli. I developer la trovano in Google Antigravity, Google AI Studio, Gemini API e Gemini Enterprise. In AI Mode si sceglie dal tasto “+”, nella fila dei modelli Gemini 3, tra Auto e Pro.
Gemini 3.8 Flash Cyber: trova le falle e propone la toppa
Flash Cyber poggia sulla stessa base e viene addestrata sul lavoro da difensore: scoperta autonoma di vulnerabilità e patch automatiche. Sostituisce la 3.5 Flash Cyber. Google ripete di aver privilegiato la correzione rispetto allo sfruttamento.
Su CyberGym, benchmark di discovery su codice C e C++, Google indica 86,2%, sopra Claude Mythos 5 e GPT-5.6 Sol. Su un test interno con vulnerabilità reali in venti linguaggi il tasso di successo supera il 70%. Su CWE-Bench di Collinear, che misura la qualità delle patch, il pass@1 è 47,2%, a un soffio dal 47,8% di un modello frontier citato come Fable 5, a costo dichiarato più basso.
Il team Chrome parla di 2,6 volte più patch corrette rispetto a modelli commerciali più grandi. In Cloud, una vulnerabilità critica sarebbe emersa in due ore. Wiz, nel perimetro Google dopo l’acquisizione, riporta un recall più alto del 7,5-9,7% e un costo per rollout da 2,3 a 5,2 volte inferiore. Palo Alto Networks e CrowdStrike compaiono tra i partner che hanno già messo le mani sul modello.
Fairwind: 650 enti, niente listino pubblico
Cyber non si attiva da AI Studio come la Flash normale. Entra dal Fairwind Program, aperto a autorità, gestori di infrastrutture critiche e partner di fiducia. Google conta più di 650 adesioni, tra cui CrowdStrike e il Center for Internet Security. Insieme al modello arriva CodeMender, l’harness che cerca, verifica e genera correzioni nel cloud dell’organizzazione.
Qualsiasi cliente Google Cloud può usare CodeMender con i modelli pubblici su Gemini Enterprise. Il checkpoint Cyber resta dietro il cancello Fairwind. È la linea che Google traccia da mesi: il modello da difesa non diventa un prodotto da hobbyist.
Cosa dice il ritmo delle release
Tre Flash in sei settimane, Pro ferma dall’inizio del 2026. Ars Technica nota che a questo punto una 3.5 Pro potrebbe non arrivare. Google risponde con i benchmark della Flash e con il prezzo da discount fino a Capodanno. Il salto vero non è il numero di versione. È che il modello “veloce” si comporta da modello da agenti, e che la variante Cyber nasce già chiusa.
Per chi sviluppa in Italia il pezzo utile è la 3.8 Flash in API e in Antigravity, con thinking regolabile. Per chi gestisce codice in produzione il pezzo utile è un altro: le patch automatiche esistono, ma solo se siete nella lista Fairwind o se accettate CodeMender sui modelli pubblici, con un altro livello di prestazione. Il comunicato alza l’asticella. Non apre il cancello a tutti.
Fonti