Google sta preparando un nuovo livello di abbonamento per Gemini chiamato Google AI Ultra Lite, con codename interno “Neon”. La scoperta arriva dall’analisi del codice della versione macOS dell’app Gemini, condotta il 5 maggio 2026 dal team APK Insight di 9to5Google. Il piano non è ancora stato annunciato ufficialmente, ma la presenza dei riferimenti nel codice dell’applicazione è un segnale attendibile di sviluppo attivo — e il tempismo non è casuale.
Il problema che Google deve risolvere
Per capire perché questo piano abbia senso, basta guardare la struttura attuale degli abbonamenti Gemini. AI Plus costa 7,99 dollari al mese, AI Pro 19,99 dollari al mese. Il salto successivo? AI Ultra a 249,99 dollari al mese: un abisso da 230 dollari senza nulla nel mezzo.
Non è un problema teorico. È il problema pratico di chiunque usi Gemini con intensità quotidiana — sviluppatori, professionisti creativi, ricercatori — che ha esaurito i limiti di AI Pro ma non è disposto a spendere 3.000 dollari l’annoper l’Ultra. Anthropic ha già risolto questo problema con il piano Claude Max a 100 dollari al mese. OpenAI ha fatto lo stesso il mese scorso con il proprio tier intermedio, anch’esso a 100 dollari. Google è l’ultimo dei tre grandi a non avere nulla in quella fascia — e questa mossa è la risposta.
Cosa conterrà Google AI Ultra Lite
Il codice dell’app non rivela un prezzo definitivo né un elenco completo di funzionalità. Le stime di 9to5Google indicano una forchetta tra 50 e 150 dollari al mese, con la soglia dei 100 dollari come scenario più probabile — esattamente per allinearsi ai competitor. Non è una coincidenza: la guerra per gli utenti AI ad alto consumo si gioca su quella cifra.
L’unica informazione tecnica confermata è che il piano includerà limiti di utilizzo superiori a AI Pro, senza specificare di quanto. Ragionando per analogia: il piano Max di Anthropic offre circa cinque volte i limiti del piano standard da 20 dollari. È plausibile che Google segua una logica simile.
La novità parallela: il dashboard dei token
Insieme ad AI Ultra Lite, nel codice dell’app è emerso un secondo sviluppo rilevante: una dashboard dedicata al monitoraggio dei consumi, accessibile all’indirizzo gemini.google.com/usage. Gli abbonati potranno vedere in tempo reale il proprio budget di token disponibile — inclusi i limiti a breve termine e quelli settimanali.
Sembra un dettaglio tecnico, ma non lo è. Chi usa Gemini intensamente sa benissimo quanto sia frustrante incontrare un muro di limite senza preavviso, senza capire quanto si è consumato né quanto manca alla soglia. Tutti i concorrenti hanno già strumenti analoghi. Google arriva tardi su questo fronte, ma meglio tardi che mai.
Il contesto: il mercato AI è in un momento di pressione sui consumi
C’è un motivo per cui queste novità arrivano tutte insieme in questo momento. Il settore AI sta attraversando quello che alcuni analisti chiamano “token crunch”: l’adozione accelerata di agenti AI e strumenti di coding ha moltiplicato i consumi per utente, mettendo sotto pressione i limiti dei piani standard. Gli utenti di Claude hanno segnalato riduzioni percepite nei limiti di sessione. GitHub Copilot ha rivisto la propria struttura di prezzi per i modelli premium.
Google si sta attrezzando in anticipo — o almeno cerca di farlo. Introdurre un piano intermedio prima che la pressione diventi critica è una mossa difensiva intelligente: evita che gli utenti ad alto consumo migrino verso concorrenti che già offrono quella fascia.
Vale la pena ribadirlo chiaramente: Google AI Ultra Lite non è ancora annunciato. Le funzionalità trovate nel codice non garantiscono il lancio — in passato, Google ha abbandonato feature in sviluppo avanzato. Ma il contesto competitivo e la logica di mercato rendono questo piano quasi inevitabile. Che arrivi con questo nome o con un altro, qualcosa in quella fascia di prezzo sarà necessario.
Google I/O 2026 è previsto per il 20 maggio. Non sarebbe sorprendente se il palco dell’evento servisse anche a formalizzare quello che il codice ha già anticipato.
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