Google integra Circle to Search in Gemini: la ricerca visiva diventa conversazionale

Condividi:
Facebook
X
Telegram
Threads
WhatsApp

La funzione Circle Screen trasforma la ricerca visiva in un’esperienza basata sull’intelligenza artificiale generativa. Rollout graduale partito dai dispositivi Samsung, senza sostituire gli strumenti esistenti.

Google ha avviato la distribuzione di Circle Screen, una nuova funzionalità che porta la logica di Circle to Search direttamente nell’overlay di Gemini. La novità consente agli utenti di cerchiare qualsiasi elemento visualizzato sullo schermo dello smartphone e avviare una conversazione con l’assistente AI invece di ottenere una classica pagina di risultati di ricerca. Il rollout è iniziato il 27 novembre 2025 su alcuni dispositivi Samsung, con una diffusione graduale programmata per i prossimi giorni.

L’integrazione rappresenta un ulteriore passo nella strategia di Google per consolidare Gemini come punto di riferimento centrale per l’interazione con l’intelligenza artificiale su Android, in vista della dismissione programmata di Google Assistant prevista per marzo 2026.

Come funziona Circle Screen

L’utilizzo di Circle Screen risulta estremamente intuitivo e ricalca la meccanica già nota di Circle to Search, con una differenza sostanziale nell’attivazione e nella destinazione dei risultati. Per utilizzare la funzione occorre effettuare uno swipe dall’angolo dello schermo per richiamare l’overlay di Gemini, quindi disegnare un cerchio attorno all’elemento di interesse, scarabocchiare l’area o semplicemente toccare la porzione dello schermo che si desidera analizzare.

Completata questa operazione, l’utente può digitare una query specifica per raffinare la richiesta prima dell’elaborazione da parte dell’intelligenza artificiale. Gemini processa l’area evidenziata e avvia una conversazione contestuale, mantenendo la possibilità di porre domande di approfondimento successive senza dover ripetere l’operazione di selezione.

La differenza chiave rispetto a Circle to Search tradizionale riguarda la destinazione finale: mentre la funzione originale porta a una pagina di risultati di ricerca Google con link e snippet, Circle Screen mantiene l’utente all’interno dell’ambiente conversazionale di Gemini, permettendo un’interazione più articolata e contestuale con l’AI.

Capacità analitiche potenziate dall’intelligenza artificiale

La vera innovazione di Circle Screen non risiede nella meccanica di selezione visiva, già consolidata con Circle to Search, ma nelle capacità analitiche abilitate dall’integrazione diretta con i modelli di linguaggio di Gemini. L’assistente AI può fornire analisi approfondite del contenuto cerchiato, effettuare confronti tra prodotti, generare riassunti testuali di contenuti visuali, interpretare grafici e diagrammi, tradurre testo presente nelle immagini e suggerire azioni successive contestuali.

Questa evoluzione trasforma la ricerca visiva da operazione puntuale a esperienza conversazionale articolata. Un utente può cerchiare un grafico complesso e chiedere a Gemini di spiegarne le tendenze principali, quindi proseguire con domande di approfondimento sui dati specifici, richiedere previsioni future o confronti con periodi precedenti, il tutto senza mai uscire dalla conversazione con l’AI.

La funzionalità si appoggia ai modelli della famiglia Gemini, in particolare Gemini 1.5, che dispone della capacità di comprendere contesti estesi, gestire contenuti multimodali e mantenere coerenza attraverso scambi conversazionali multipli. Il sistema ricorda l’elemento originariamente cerchiato, comprende la progressione delle domande e fornisce risposte sempre più sofisticate che si costruiscono sulle interazioni precedenti.

Nessuna sostituzione degli strumenti esistenti

Google ha chiarito attraverso la documentazione tecnica e le prime analisi degli addetti ai lavori che Circle Screen non intende sostituire né Circle to Search né Google Lens, entrambi strumenti ampiamente utilizzati e apprezzati dagli utenti Android. Circle to Search rimane la soluzione più rapida per ricerche visuali immediate che richiedono risultati web tradizionali, particolarmente efficace per identificazioni rapide di prodotti, ricerche shopping e ottenimento di informazioni fattuali sintetiche.

Google Lens continua a offrire funzionalità specifiche per l’analisi di immagini dalla fotocamera e dal rullino fotografico, con capacità dedicate per la traduzione visiva in tempo reale, il riconoscimento di testo e codici, l’identificazione di piante e animali. Gemini Live, dal canto suo, mantiene le sue peculiarità nell’analisi video in tempo reale tramite fotocamera, funzionalità che Circle Screen non replica poiché si concentra esclusivamente sui contenuti già visualizzati sullo schermo.

L’approccio di Google punta a offrire strumenti complementari che rispondono a esigenze diverse, riducendo la frammentazione dell’esperienza utente senza eliminare le opzioni già consolidate. Circle Screen si posiziona come porta d’accesso al motore conversazionale di Gemini per chi già utilizza l’assistente AI nelle attività quotidiane come scrittura email, pianificazione viaggi o riassunto documenti.

Disponibilità limitata e rollout graduale

Al momento del lancio, Circle Screen non risulta disponibile per tutti gli utenti Android. I primi avvistamenti confermati provengono da dispositivi Samsung, in particolare da un utente identificato su X come HHUUEELL che ha documentato il funzionamento della feature tramite video dimostrativi. Test effettuati su dispositivi Google Pixel, incluso il Pixel 10 Pro, non hanno ancora rilevato la presenza della funzionalità, suggerendo un rilascio controllato lato server.

Il pattern di distribuzione indica che Google sta procedendo con cautela, probabilmente limitando l’accesso per account, regioni geografiche e versioni specifiche dell’app. Gli utenti interessati a verificare la disponibilità dovrebbero assicurarsi di avere installato le versioni più aggiornate dell’app Google, dei Google Play Services e naturalmente dell’app Gemini stessa, quindi testare l’attivazione dell’overlay tramite gesture dall’angolo dello schermo.

La strategia di rollout graduale permette a Google di monitorare l’utilizzo reale, raccogliere feedback dagli utenti e perfezionare l’esperienza prima di una diffusione massiva prevista nelle settimane successive.


Fonti:

Per rimanere aggiornato sulle novità e sulle offerte del mondo della tecnologia, seguici su Telegram e Whatsapp

Articoli correlati

Apple Reference Image, in italiano Immagine di riferimento, è la risposta di Cupertino a una domanda che i fotografi si...

Il giorno dopo il keynote, Apple non ha solo messo in vetrina iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max....

Apple ha presentato iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max il 9 settembre 2026, al keynote «Surprise and shine»...

Il Privacy Display non resterebbe un affare da Ultra. Secondo ETNews, ripreso il 9 settembre 2026 da SamMobile, GSMArena e...

Fino a ieri l’elenco chat di WhatsApp, se l’ultimo messaggio era un media, scriveva solo «Foto», «Video» o «Sticker». Tre...

iOS 26.6.2 non aggiunge funzioni. Sistema un solo problema, dichiarato da Apple senza giri di parole: un difetto che impediva...