Google si appresta a lanciare il suo primo tracker Bluetooth proprietario, chiamato Pixel Tag, colmando una lacuna che l’azienda si trascinava da anni nonostante avesse già costruito, con Find Hub, un’intera rete pensata proprio per ritrovare oggetti smarriti. A rivelarlo è 9to5Google, che il 31 luglio 2026 ha pubblicato la prima immagine del dispositivo insieme al nome commerciale, al numero di modello e a una descrizione di marketing trapelata da alcune inserzioni online europee.
Il numero di modello è GA12506 (in alcune inserzioni GA12506-WW), la colorazione è “Fog Light”, un grigio chiaro. Google non ha ancora annunciato ufficialmente il prodotto, ma la comparsa di listing al dettaglio già completi di nome e immagine, a meno di due settimane dal prossimo evento hardware dell’azienda, riduce sensibilmente i margini di dubbio sulla sua reale esistenza.
Come sarà fatto il Pixel Tag: design e materiali trapelati
La forma è il primo elemento che salta all’occhio, perché si allontana dal disco circolare dell’AirTag di Apple e anche dallo sviluppo orizzontale del Galaxy SmartTag di Samsung. Il Pixel Tag ha una sagoma allungata e stretta, quasi a pillola: 9to5Google lo paragona al corpo centrale di un Fitbit Air privato del cinturino, con una silhouette più alta rispetto ai tracker circolari finora visti sul mercato. Al centro della scocca compare la classica G di Google, con un piccolo LED di stato appena sotto, probabilmente destinato a segnalare l’associazione con lo smartphone o altre notifiche operative. È inoltre visibile una griglia per un altoparlante integrato.
Un dettaglio che ricorda molto da vicino la strategia di Apple riguarda il sistema di aggancio: nelle immagini non compare alcun foro o gancio per attaccare il Pixel Tag a chiavi, borse o valigie. Questo lascia intendere che Google, come Apple con l’AirTag, punterà su custodie e accessori dedicati venduti separatamente per fissare il tracker agli oggetti, piuttosto che integrare un anello nella scocca.
La descrizione commerciale trapelata insieme a una delle inserzioni racconta il prodotto nei termini tipici del settore: un accessorio compatto, leggero e resistente pensato per essere applicato con discrezione a chiavi, portafogli e bagagli, capace di segnalare la propria posizione tramite smartphone grazie alla rete di localizzazione di Google, con un altoparlante per la ricerca ravvicinata e un’attenzione dichiarata alla protezione dei dati di localizzazione dell’utente.
Come funzionerà la rete Find Hub per ritrovare gli oggetti
Il Pixel Tag si appoggerà a Find Hub, il nome con cui Google ha ribattezzato la rete un tempo nota come Trova il mio dispositivo. Find Hub è una rete di localizzazione crowdsourced che sfrutta oltre un miliardo di smartphone Android attivi in tutto il mondo come ripetitori anonimi: quando un dispositivo Android nelle vicinanze intercetta il segnale Bluetooth di un tracker smarrito, ne invia la posizione ai server di Google in forma cifrata, senza che il proprietario dello smartphone che ha effettuato il rilevamento se ne accorga o debba fare alcunché. È lo stesso principio su cui si basa la rete Dov’è di Apple, e che già oggi permette a marchi terzi come Chipolo e Motorola di offrire tracker compatibili con l’ecosistema Android.
Proprio l’assenza di un accessorio proprietario è stata finora la particolarità più curiosa dell’offerta Google: la rete esisteva, i tracker di terze parti pure, ma mancava un prodotto a marchio Google in grado di fare da vetrina per l’intero ecosistema, un po’ come l’AirTag rappresenta per Apple molto più di un semplice accessorio hardware.
Quando arriva e quanto costerà (secondo le prime indiscrezioni)
Il Pixel Tag dovrebbe debuttare il 12 agosto 2026, data in cui Google terrà il suo evento Made by Google con la presentazione della famiglia Pixel 11 (Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold) e del Pixel Watch 5. Va detto con chiarezza che si tratta di una deduzione basata sulla tempistica del lancio e non di una conferma ufficiale: lo stesso 9to5Google sottolinea che l’assenza di indiscrezioni precedenti così vicine alla data dell’evento è insolita, anche se la presenza di inserzioni al dettaglio già attive in Europa suggerisce che il lancio non sia lontano.
Sul prezzo, l’indicazione più precisa arriva dal leaker Evan Blass, noto con l’account @evleaks e storicamente affidabile su render e specifiche hardware di prodotti non ancora annunciati: secondo le sue fonti, il Pixel Tag potrebbe arrivare sul mercato statunitense in una forbice tra 29 e 39 dollari. Altre indiscrezioni, basate sulle prime inserzioni al dettaglio comparse in Europa, indicano invece un prezzo di riferimento vicino ai 30 euro. Entrambe le cifre restano non confermate e vanno lette come indicazioni di fascia più che come prezzi definitivi, in attesa dei dettagli ufficiali che Google fornirà solo in occasione dell’evento di agosto, compresa l’eventuale disponibilità in Italia.
Il confronto con AirTag e Galaxy SmartTag: cosa manca ancora da sapere
Restano scoperti almeno due punti tecnici che faranno la differenza reale nell’esperienza d’uso. Il primo riguarda il supporto alla tecnologia Ultra-Wideband, la UWB: si tratta di uno standard di localizzazione a corto raggio che misura il tempo impiegato da un segnale radio per viaggiare tra due dispositivi, offrendo indicazioni di direzione e distanza molto più precise rispetto al semplice Bluetooth, che invece stima la posizione in base alla sola intensità del segnale. Al momento nessuna fonte ha confermato se il Pixel Tag integrerà questo chip, un’informazione che pesa parecchio nel confronto diretto con rivali come il Moto Tag di Motorola, che la UWB già la offre.
Il secondo punto riguarda l’alimentazione: non è ancora chiaro se Google abbia scelto una batteria sostituibile a bottone, come quella dell’AirTag, oppure una soluzione ricaricabile. Sono dettagli che incidono sia sui costi di gestione nel tempo sia sulla praticità d’uso quotidiana, e che difficilmente trapeleranno prima dell’annuncio ufficiale.
Il quadro che emerge, in ogni caso, è quello di un Google che sembra finalmente pronta a completare un ecosistema costruito per anni attorno al software di localizzazione, ma rimasto per lungo tempo privo di un accessorio capace di rappresentarlo. Se il debutto avverrà davvero il 12 agosto, i prossimi giorni diranno se il Pixel Tag riuscirà a competere non solo sul prezzo, ma anche sulle specifiche tecniche che oggi restano il vero punto interrogativo.
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