Era solo una questione di tempo. Warner Bros. Discovery ha annunciato ufficialmente durante la conference call sui risultati del quarto trimestre 2025 che HBO Max estenderà il blocco alla condivisione delle password a livello globale nel corso del 2026. L’Italia, mercato in cui la piattaforma è sbarcata da pochi mesi, rientra esplicitamente nell’espansione prevista.
La notizia non è una sorpresa, ma è una conferma. E per molti abbonati — quelli che condividono l’account con amici o familiari che non vivono sotto lo stesso tetto — significa che il tempo degli accessi gratuiti sta per scadere.
Come funziona già negli Stati Uniti
La stretta non è una novità assoluta. Negli Stati Uniti HBO Max ha avviato l’applicazione della politica anti-password-sharing già nell’agosto 2025, dopo mesi di test per identificare gli utenti “legittimi” — come li ha chiamati JB Perrette, CEO e presidente della divisione streaming globale di Warner Bros. Discovery. Il meccanismo messo in campo è semplice: chi vuole condividere l’account con qualcuno che non abita nella stessa casa può farlo, ma pagando un supplemento di 7,99 dollari al mese per aggiungere un profilo extra fuori dal nucleo familiare.
Quello che cambia ora è la scala. Perrette ha usato un’espressione diretta per descrivere la fase attuale: “Siamo solo al secondo inning.” Il messaggio è chiaro — l’operazione è appena iniziata e la pressione sugli account condivisi aumenterà progressivamente nel corso dell’anno.
Perché proprio adesso, e perché anche in Italia
Il timing non è casuale. HBO Max ha chiuso il 2025 con 131,6 milioni di abbonati totali — 3,5 milioni in più nell’ultimo trimestre — e punta a raggiungere i 150 milioni entro la fine del 2026. La stretta sulle password è uno degli strumenti principali per arrivarci, perché converte in abbonati paganti chi finora ha fruito del servizio attraverso l’account di un altro.
Il modello è collaudato. Dopo il blocco alla condivisione delle password implementato da Netflix, la piattaforma californiana ha registrato 9 milioni di nuovi abbonati nella prima ondata. Una crescita che poi si è stabilizzata al nuovo livello — ma comunque un salto netto verso l’alto. Warner Bros. Discovery sta seguendo lo stesso manuale.
L’Italia entra nel perimetro di questa espansione globale in un momento particolare. HBO Max è arrivata nel nostro Paese all’inizio del 2026 e si prepara a debuttare anche in UK e Irlanda il 26 marzo. Espandere la base di utenti europei e contemporaneamente rafforzare le regole di accesso è la strategia dichiarata del management: prima si cresce in distribuzione, poi si ottimizza la monetizzazione.
Cosa cambia concretamente per chi condivide l’account
Al momento non esiste ancora una data precisa per l’applicazione delle restrizioni in Italia. L’annuncio di WBD parla di un’espansione globale progressiva nel 2026, senza indicare trimestri o mercati specifici per il rollout internazionale.
Quello che si può già ipotizzare, basandosi sul modello statunitense, è l’approccio che HBO Max utilizzerà anche in Europa. Prima arrivano le notifiche — inizialmente blande, poi sempre più esplicite — che invitano gli utenti fuori dal nucleo familiare a registrarsi con un proprio account. Poi si passa all’applicazione vera e propria: chi tenta di accedere da una rete domestica diversa da quella “primaria” viene bloccato o reindirizzato verso l’opzione a pagamento.
Il prezzo dell’account extra in Italia non è ancora stato comunicato. Negli USA il supplemento è fissato a 7,99 dollari al mese — una cifra che, convertita e adattata al mercato europeo, potrebbe attestarsi attorno agli 8-9 euro mensili, in linea con quanto fanno già Netflix e Disney+.
Un settore che cambia le regole del gioco
C’è un dettaglio che merita attenzione, al di là della notizia in sé. Nella stessa conference call, WBD ha annunciato che non comunicherà più il numero di abbonati nelle trimestrali future — esattamente come ha smesso di farlo Netflix nel primo trimestre 2025. Il passaggio simbolico è significativo: il settore streaming sta abbandonando la corsa agli abbonati come metrica principale a favore della redditività per utente.
Detto in modo più diretto: non interessa più quanti siete, ma quanto pagate ciascuno. Lo stop alle password condivise è parte di questa strategia.
Sullo sfondo, intanto, aleggia la questione dell’eventuale acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix — un’operazione che, se si concretizzasse, ridisegnerebbe completamente il panorama dello streaming globale e renderebbe più complicato ogni ragionamento sul futuro di HBO Max come piattaforma indipendente.
Fonti:
The Wrap — HBO Max’s Password-Sharing Crackdown Will Expand Globally in 2026
Android Authority — HBO Max’s password-sharing crackdown is about to get worse