iOS 26.4: nuovo Siri con Gemini, tutte le novità

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Dopo quasi due anni di promesse, ritardi e aspettative crescenti, Apple è finalmente pronta a mostrare la versione di Siri che avrebbe dovuto arrivare già con iOS 18. La seconda metà di febbraio 2026 segnerà l’annuncio ufficiale di un assistente vocale profondamente diverso, costruito non solo sul codice di Cupertino, ma anche sulla potenza di calcolo di Google Gemini. Una partnership che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrata impensabile, ma che oggi rappresenta la via più rapida per Apple per colmare un gap che si è fatto pericolosamente ampio.

iOS 26.4 non sarà solo l’aggiornamento che porta il nuovo Siri. Sarà il momento in cui Apple dovrà dimostrare che affidarsi a un concorrente storico come Google non è stata una resa, ma una mossa strategica. E che le promesse fatte alla WWDC 2024 — un assistente che capisce il contesto, accede ai dati personali, agisce dentro le app — non erano solo render grafici e demo pilotate, ma funzioni reali, pronte all’uso quotidiano.

Quando arriva iOS 26.4?

Le tempistiche sono ormai chiare. Apple presenterà ufficialmente il nuovo Siri nella seconda metà di febbraio 2026, probabilmente attraverso briefing privati con i media piuttosto che con un evento pubblico in grande stile. La prima beta di iOS 26.4 dovrebbe seguire immediatamente dopo l’annuncio — verosimilmente nella terza o quarta settimana di febbraio — per poi arrivare al pubblico generale tra marzo e i primi di aprile.

È uno schema che Apple ha seguito anche per iOS 18.4 e iOS 17.4, entrambi rilasciati a marzo degli anni precedenti. La differenza, questa volta, è il peso delle aspettative. iOS 26.4 non è un aggiornamento di routine: è la risposta di Apple a chi, per mesi, ha segnalato i limiti di un assistente vocale rimasto tecnologicamente indietro rispetto a ChatGPT, Gemini, e persino Alexa nelle conversazioni più articolate.

Apple Foundation Models v10: i numeri che contano

Dietro la nuova versione di Siri si nasconde un’architettura completamente ripensata. Internamente, Apple la chiama Apple Foundation Models v10 — un sistema da 1,2 trilioni di parametri, eseguito su Private Cloud Compute, che segna un salto quantico rispetto ai 150 miliardi di parametri dei modelli precedenti sviluppati interamente in casa.

Quel “v10” non è casuale: indica che siamo alla decima iterazione di una tecnologia che Apple sta affinando da tempo, ma che solo ora raggiunge una maturità sufficiente per competere con i modelli di linguaggio di terza generazione. La scelta di appoggiarsi a Gemini per accelerare lo sviluppo non significa che Apple abbia abbandonato il proprio percorso: i modelli fondazionali restano marchiati Apple, ma sfruttano il know-how e l’infrastruttura di Google per colmare i ritardi accumulati.

Il tutto gira sui server di Private Cloud Compute, l’infrastruttura cloud progettata da Apple per gestire richieste complesse senza compromettere la privacy. A differenza di altri assistenti che inviano dati su server generalisti, Private Cloud Compute è costruito su hardware dedicato, con chip Apple Silicon e un sistema operativo progettato per processare query AI mantenendo la crittografia end-to-end. È la risposta di Apple a chi teme che affidarsi a Gemini significhi esporre i propri dati personali a Google: i modelli girano su infrastruttura Apple, anche se la tecnologia di base porta il DNA di Mountain View.

Cosa fa di diverso questo Siri

Le differenze rispetto al Siri che conosciamo non sono incrementali — sono strutturali. La vecchia architettura, costruita su comandi vocali rigidi e risposte standardizzate, lascia spazio a un sistema che ragiona in linguaggio naturale, mantiene il contesto tra interazioni successive, e — soprattutto — accede ai dati personali per comprendere davvero cosa vuole l’utente.

Comprensione del contesto personale

Il nuovo Siri potrà finalmente fare ciò che Apple aveva mostrato nel 2024: attingere alle informazioni contenute in Mail, Messaggi, Note, Calendario e altre app native per rispondere a domande che richiedono memoria personale.

Vuoi sapere dove hai messo il numero di tracciamento del pacco? Siri lo troverà nelle email. Ti serve il nome del ristorante che ti ha suggerito un collega in una chat di gruppo? Siri lo estrarrà dai messaggi. Vuoi riassumere tutte le email ricevute da un certo mittente questa settimana? Siri lo farà senza che tu debba aprire manualmente l’app Mail e cercare.

Non è magia: è l’applicazione concreta di modelli linguistici che capiscono le relazioni tra dati distribuiti su app diverse. È lo stesso principio che rende ChatGPT capace di mantenere conversazioni coerenti su più turni, ma applicato all’ecosistema Apple con accesso privilegiato ai tuoi contenuti.

Consapevolezza dello schermo

Il Siri di iOS 26.4 sarà anche in grado di “vedere” cosa c’è sullo schermo dell’iPhone. Significa che potrai chiedergli di agire su informazioni visibili al momento, senza doverle ricopiare o spiegare a parole.

Stai guardando la pagina di un ristorante su Safari? Puoi dire “Prenota un tavolo per stasera” e Siri saprà di quale locale stai parlando. Hai appena ricevuto un messaggio con un indirizzo? Puoi chiedere “Portami lì” e Siri aprirà Mappe con la destinazione già impostata.

Questa funzione — chiamata internamente “screen awareness” — era già stata anticipata nelle demo del 2024, ma la versione finale in iOS 26.4 dovrebbe essere significativamente più reattiva e meno soggetta a errori. L’integrazione con Gemini ha permesso di migliorare la velocità di riconoscimento visuale e la precisione nell’identificazione degli elementi presenti sullo schermo.

Azioni profonde dentro le app

Il terzo pilastro del nuovo Siri è la capacità di eseguire azioni complesse all’interno delle applicazioni, ben oltre i comandi base che già conosciamo. Apple chiama questa tecnologia App Intents, e rappresenta il modo in cui le app di terze parti (e quelle di sistema) espongono funzionalità avanzate all’assistente vocale.

In pratica, invece di limitarsi ad aprire un’app o eseguire un’azione predefinita, Siri potrà navigare tra le schermate, selezionare opzioni, compilare campi, e portare a termine task articolati. Vuoi inviare una foto specifica a un contatto particolare attraverso un’app di messaggistica? Siri potrà farlo. Vuoi modificare un documento condiviso aggiungendo una nota? Siri potrà farlo.

Tutto questo richiede che gli sviluppatori implementino App Intents nelle loro applicazioni — un processo che Apple sta incentivando da iOS 26.1 — ma con iOS 26.4 il sistema raggiungerà la maturità necessaria per funzionare in modo fluido anche con app complesse.

Dispositivi compatibili: chi resta fuori

Il nuovo Siri di iOS 26.4 non sarà per tutti. Apple ha tracciato una linea netta: solo iPhone 15 Pro, iPhone 15 Pro Max e l’intera gamma iPhone 16 (incluso iPhone 16e) potranno sfruttare le nuove funzionalità. Il requisito tecnico è il chip A17 Pro o superiore, necessario per gestire i modelli di Apple Intelligence on-device che lavorano in tandem con Private Cloud Compute.

Per chi possiede iPhone 15 base, iPhone 14, o modelli precedenti, iOS 26.4 porterà altre novità (nuove emoji, miglioramenti alle app, correzioni di bug), ma il Siri potenziato resterà off-limits. È una scelta che Apple giustifica con i requisiti computazionali delle nuove funzioni AI, ma che inevitabilmente taglierà fuori milioni di utenti. La buona notizia è che tutti i dispositivi compatibili con iOS 26 riceveranno l’aggiornamento — nessun modello verrà escluso dal sistema operativo base.

Anche per chi ha un iPhone compatibile, c’è un’altra condizione: Apple Intelligence deve essere abilitata, e Siri e la lingua del dispositivo devono essere impostati su una delle lingue supportate. Al momento del lancio di iOS 26.4, le lingue disponibili dovrebbero includere italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese brasiliano, giapponese, coreano e cinese semplificato. Una copertura linguistica ampia, ma non universale.

Oltre Siri: le altre novità di iOS 26.4

iOS 26.4 non si limita all’assistente vocale. L’aggiornamento includerà una serie di funzionalità che, pur non facendo rumore come il nuovo Siri, miglioreranno l’esperienza quotidiana su iPhone.

Nuove emoji

Apple introdurrà un nuovo set di emoji, tra cui trombone, tesoro, volto distorto, Bigfoot, nuvola di combattimento, torsolo di mela, orca, ballerini e frane. Può sembrare un dettaglio secondario, ma le emoji sono diventate parte integrante della comunicazione digitale — e ogni aggiornamento porta con sé richieste accumulatesi nel corso dell’anno da parte di utenti e gruppi di lavoro Unicode.

Compilazione automatica carte di credito

Se avete salvato i dati delle carte di credito nell’app Password di Apple, iOS 26.4 permetterà di compilare automaticamente questi dettagli anche nelle app di terze parti. Fino ad ora, l’autofill delle carte funzionava principalmente su Safari e in alcune app selezionate — con iOS 26.4, la funzione diventa universale, rendendo più rapidi gli acquisti su qualsiasi applicazione che richieda dati di pagamento.

Cartelle in Freeform

L’app Freeform, introdotta con iOS 16 come spazio di collaborazione visuale, riceverà finalmente il supporto per le cartelle. Chi usa Freeform per progetti complessi o lavagne condivise potrà organizzare meglio i contenuti, raggruppando board tematiche e facilitando la navigazione.

Nuovo livello sportivo per Apple TV

Secondo le indiscrezioni, Apple sta lavorando a un nuovo livello sportivo per l’app Apple TV, anche se i dettagli restano vaghi. Potrebbe trattarsi di una nuova sezione dedicata agli eventi live, di un sistema di notifiche più avanzato, o di un’integrazione più profonda con Apple Sports — l’app standalone dedicata ai risultati sportivi in tempo reale.

Sistema di validazione integrità dispositivo

iOS 26.4 introdurrà anche un nuovo sistema di validazione che controllerà l’integrità del dispositivo prima di permettere l’accesso ad Apple ID e iCloud. È una misura di sicurezza aggiuntiva pensata per proteggere gli account da accessi non autorizzati su dispositivi compromessi o modificati. La funzione dovrebbe essere trasparente per la maggior parte degli utenti, ma potrebbe creare problemi a chi usa dispositivi con jailbreak o modifiche software non ufficiali.

Posizione esterna precisa per AirPods

Infine, l’app Dov’è riceverà una nuova funzione chiamata “Posizione esterna precisa” per AirPods. Già oggi è possibile localizzare gli AirPods smarriti attraverso Dov’è, ma iOS 26.4 dovrebbe migliorare la precisione quando si cercano auricolari all’aperto, sfruttando tecnologie di localizzazione Ultra Wideband simili a quelle degli AirTag.

E dopo iOS 26.4? Il Siri chatbot di iOS 27

Ma iOS 26.4, per quanto significativo, è solo il primo passo. Apple sta già lavorando a una versione ancora più avanzata di Siri, prevista per iOS 27 nell’autunno 2026. Il nome in codice interno è Campos, e rappresenta una ricostruzione da zero dell’assistente vocale.

Il Siri di iOS 27 sarà alimentato da Apple Foundation Models v11 — modelli ancora più potenti, descritti come competitivi con Gemini 3 e significativamente più capaci rispetto alla versione di iOS 26.4. Ma la differenza principale sarà nell’interfaccia e nell’esperienza utente: invece dell’assistente “a richiesta” che conosciamo, Campos sarà un chatbot vero e proprio, capace di sostenere conversazioni lunghe, mantenendo contesto e memoria tra interazioni multiple.

Immaginate di poter avere con Siri lo stesso tipo di dialogo che avete con ChatGPT — domande di follow-up, chiarimenti, richieste articolate che si sviluppano nel corso di minuti anziché in pochi secondi. Campos dovrebbe portare Siri esattamente in quella direzione, eliminando la necessità di riformulare ogni volta il contesto completo e permettendo conversazioni naturali che si evolvono organicamente.

L’annuncio ufficiale di Campos è atteso alla WWDC 2026 di giugno, con rilascio pubblico in autunno insieme a iOS 27. È probabile che questa versione richieda infrastruttura ancora più avanzata — forse appoggian dosi direttamente ai server Google per i modelli più pesanti — e potrebbe essere riservata agli iPhone più recenti, almeno inizialmente.

La partnership con Google: pragmatismo o resa?

La scelta di affidarsi a Gemini ha sollevato più di qualche sopracciglio. Apple e Google sono concorrenti su più fronti — smartphone, sistemi operativi, servizi cloud, intelligenza artificiale. Eppure, eccoli qui, seduti allo stesso tavolo, con Google che paga circa un miliardo di dollari all’anno ad Apple per il privilegio di alimentare Siri con i propri modelli.

Apple definisce questa mossa come “pragmatica”: invece di inseguire sviluppi interni che avrebbero richiesto altri due o tre anni, ha scelto di accelerare usando tecnologia esterna già matura. La narrativa ufficiale è che i modelli restano sotto controllo Apple, girano su infrastruttura Apple, e non espongono dati a Google. Private Cloud Compute garantisce che le query degli utenti vengano elaborate in un ambiente protetto, con crittografia end-to-end e senza che Google possa accedere ai contenuti.

Ma è anche vero che Apple ha accumulato ritardi significativi nel campo dell’AI generativa, e che progetti ambiziosi come “World Knowledge Answers” (un concorrente diretto di ChatGPT) sono stati ridimensionati o messi in pausa. La partnership con Google è arrivata dopo trattative fallite con Anthropic (richieste economiche troppo alte) e OpenAI (conflitti su hardware e talenti). Gemini era, forse, l’unica opzione rimasta per mantenere le promesse fatte agli utenti senza ulteriori rinvii.

Apple ha perso anche diversi talenti chiave del team AI negli ultimi mesi, tra cui Stuart Bowers (dirigente senior su Siri, passato a Google DeepMind) e almeno quattro ricercatori migrati verso Meta e Google. Segnali di un ecosistema interno sotto pressione, dove la competizione per i migliori cervelli nel campo dell’intelligenza artificiale si è fatta feroce.

Vale la pena aspettare iOS 26.4?

Se avete un iPhone 15 Pro o un modello della gamma iPhone 16, iOS 26.4 rappresenterà il cambiamento più grande nell’esperienza Siri degli ultimi anni. Non sarà perfetto — le prime versioni di tecnologie complesse raramente lo sono — ma sarà finalmente un assistente che va oltre i comandi vocali rigidi e comincia a ragionare in modo più simile a come ragionano gli umani.

Per chi ha modelli precedenti, iOS 26.4 resterà un aggiornamento minore, con qualche emoji nuova e miglioramenti sparsi. La vera rivoluzione sarà riservata a chi ha l’hardware giusto. E per chi sta valutando un upgrade, il nuovo Siri potrebbe essere l’argomento che fa pendere la bilancia.

La dimostrazione ufficiale di febbraio ci dirà quanto di tutto questo è pronto davvero, e quanto è ancora work in progress. Ma dopo due anni di attese, Apple non può più permettersi passi falsi. iOS 26.4 deve funzionare, e funzionare bene. Perché stavolta, le scuse sono finite.


Fonti:

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