Settembre 2026 si avvicina e i tanti rumors su Apple non accennano a fermarsi. Tra le indiscrezioni più consistenti degli ultimi mesi, una in particolare sta catalizzando l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori: l’iPhone 18 Pro (e probabilmente anche il Pro Max) sarà il primo smartphone della Mela a integrare una fotocamera con apertura variabile sul sensore principale. Una scelta tecnica ambiziosa, mai adottata in sedici anni di storia iPhone, e che promette di ridurre drasticamente il divario con le reflex e le mirrorless compatte.
Ma questa evoluzione ha un prezzo — e non solo per il portafogli dei consumatori.
Cos’è l’apertura variabile e perché è una rivoluzione per iPhone
Fino all’iPhone 17 Pro, tutti i modelli Apple hanno utilizzato un’apertura fissa (nell’ultimo caso ƒ/1.78). Il diaframma rimaneva immobile e l’elaborazione software — tramite algoritmi di computational photography — compensava luci, ombre e profondità di campo.
L’apertura variabile, invece, agisce meccanicamente: il diaframma si apre e si chiude fisicamente, regolando quanta luce colpisce il sensore in modo analogico, non digitale. In condizioni di scarsa illuminazione l’obiettivo si spalanca per catturare più fotoni; in pieno giorno si restringe per evitare sovraesposizione e ottenere dettagli più nitidi sui bordi. Il risultato? Un controllo reale sulla profondità di campo (l’effetto bokeh naturale, non simulato) e una resa cromatica superiore nelle scene ad alto contrasto.
Secondo le prime segnalazioni trapelate dalla supply chain e raccolte da MacRumors, Apple avrebbe iniziato i contatti con i fornitori già nell’autunno 2025. L’implementazione, però, non è banale: richiede componenti meccanici miniaturizzati, maggiore spessore del modulo ottico e un’ingegnerizzazione termica più complessa. Tradotto: costi di produzione più alti e una camera bump che potrebbe diventare ancora più pronunciata.
Un upgrade a quattro tappe
L’indiscrezione non si ferma all’apertura variabile. Il noto leaker cinese Digital Chat Station — che in passato ha azzeccato il design dell’iPhone Air e il sistema tri-camera da 48 MP dell’iPhone 17 Pro — ha delineato un piano di upgrade in quattro fasi per la fotografia mobile Apple. Oltre all’apertura variabile (prevista proprio per iPhone 18 Pro), il piano include:
- Un sensore principale da 1/1.12 pollici (diagonale effettiva circa 14,5 mm), significativamente più grande del sensore da 1/1.28″ dell’iPhone 17 Pro, con benefici evidenti in termini di rumore digitale e gamma dinamica.
- Una stabilizzazione ottica potenziata per l’ultra-grandangolare.
- Un teleobiettivo periscopico da 200 MP, al momento schedulato non prima del 2028.
Per il 2026, quindi, l’apertura variabile resta la novità di punta — e sembra destinata ad essere un’esclusiva della serie Pro, almeno in questa prima fase.
“I più grandi upgrade hardware della storia della lineup”
A rafforzare la credibilità della voce ci ha pensato Mark Gurman di Bloomberg, giornalista con track record pressoché impeccabile sulle mosse di Cupertino. In un recente report su iOS 27 e le nuove funzioni AI della fotocamera, Gurman ha chiuso l’articolo con una frase che non ammette equivoci: l’iPhone 18 Pro includerà “some of the biggest camera hardware upgrades in the lineup’s history” — alcuni dei più grandi aggiornamenti hardware mai visti nella storia della gamma Pro.
Un endorsement pesante, che fa presagire come Apple non intenda limitarsi a un singolo miglioramento ottico, ma stia orchestrando un rinnovamento complessivo del reparto imaging.
Altre novità attese su iPhone 18 Pro
La fotocamera non sarà l’unico reparto a ricevere attenzioni. Ecco un riepilogo delle principali indiscrezioni raccolte finora:
TableFeatureiPhone 18 ProiPhone 18 Pro MaxChipA20 Pro (2 nm, TSMC)A20 Pro (2 nm, TSMC)RAM12 GB12 GBFotocameraTeleobiettivo migliorato, apertura fissaApertura variabileBatteriaMaggiorata vs 17 Pro5.100–5.200 mAhFront camera24 MP24 MPDynamic IslandPiù piccolo (~25% in meno)Più piccolo (~25% in meno)Colore esclusivoDark CherryDark CherryModemApple C2 (5G proprietario)Apple C2 (5G proprietario)
Il Dynamic Island si restringerà grazie allo spostamento sotto il display del flood illuminator di Face ID, anche se la fotocamera IR resterà visibile — niente full under-display, almeno per questa generazione. Il design esterno, invece, manterrà la finitura in alluminio anodizzato e il telaio in titanio introdotti con iPhone 17 Pro, con il nuovo colore Dark Cherry (un rosso-bordeaux intenso) che sostituirà l’attuale Cosmic Orange.
Sotto il cofano, il passaggio al processo produttivo 2 nm per il chip A20 Pro dovrebbe garantire un balzo del 15% in performance CPU e un miglioramento dell’efficienza energetica fino al 30%, secondo le proiezioni degli analisti sui roadmap TSMC.
Quanto costerà? E quando esce?
Apple non ha comunicato listini ufficiali, ma gli analisti concordano nel prevedere una conferma della fascia prezzo attuale per i modelli Pro, con l’eventuale aumento dei costi di produzione assorbiti — almeno in parte — dall’efficienza del processo 2 nm e dai volumi di scala. Il vero salto di prezzo, si vocifera, potrebbe riguardare il foldable iPhone (o “iPhone Ultra”) che dovrebbe debuttare alla stessa keynote di settembre, con un prezzo di partenza stimato oltre i 2.000 dollari.
L’evento di presentazione è atteso per l’inizio di settembre 2026, con preordini e spedizioni a distanza di pochi giorni. A differenza degli anni passati, però, la lineup sarà sdoppiata: i modelli standard iPhone 18 e iPhone 18e arriveranno solo nella primavera 2027, lasciando Pro e Pro Max (insieme al pieghevole) a monopolizzare l’attenzione autunnale.
Perché questa novità è “molto costosa”
Il costo dell’apertura variabile non si misura solo in euro sul listino. Si traduce in:
- Maggiore complessità meccanica all’interno di un modulo già densissimo.
- Spessore aumentato della camera bump, con possibili problemi di compatibilità con le custodie esistenti.
- Prezzo di ricambio più elevato in caso di riparazione.
- Esclusività temporanea: se Apple seguirà la strategia già vista con l’iPhone 12 Pro Max (sensor-shift stabilizzazione), l’apertura variabile potrebbe restare un’esclusiva del Pro Max per un anno, per poi estendersi al Pro standard con iPhone 19.
In altre parole, Apple sta spendendo capitale tecnologico — e chiederà agli utenti di fare altrettanto, sia in fase d’acquisto che nell’uso quotidiano.
Domande frequenti
Quando esce l’iPhone 18 Pro? Apple dovrebbe annunciare i modelli Pro all’inizio di settembre 2026, con disponibilità immediata nelle principali market (Italia inclusa) entro la stessa settimana.
L’apertura variabile sarà su entrambi i modelli Pro? Le indiscrezioni più recenti indicano che entrambi iPhone 18 Pro e Pro Max riceveranno l’apertura variabile sul sensore principale da 48 MP, a differenza di quanto ipotizzato inizialmente.
Cambierà il design rispetto all’iPhone 17 Pro? No, si tratta di un “anno delle interne”. Il telaio in titanio, il layout a tripla camera e la finitura in alluminio anodizzato restano. Cambiano i colori (arriva il Dark Cherry) e le dimensioni del Dynamic Island.