iPhone 18 Pro costerà di più: i rumor insistono e ora arriva anche la stima di Gurman

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Secondo le ultime indicazioni di Mark Gurman di Bloomberg, iPhone 18 Pro partirà con ogni probabilità da 1.199 dollari negli Stati Uniti, 100 dollari in più rispetto agli 1.099 dollari di iPhone 17 Pro. L’aumento, se confermato, sarebbe in linea con le mosse già compiute da Samsung e Google sui rispettivi flagship e rifletterebbe la pressione ancora forte sui costi di memoria e storage.

Gurman, nella newsletter Power On, ha scritto che Apple sta osservando con attenzione come i concorrenti abbiano già applicato rincari di circa 100 dollari. Un incremento analogo per la linea Pro, spiega, rappresenterebbe un rialzo contenuto rispetto alla gravità della crisi delle memorie e indicherebbe che Cupertino sta assorbendo almeno una parte dei costi aggiuntivi. La stessa newsletter ricorda che l’azienda ha già segnalato pressioni sui margini lordi nel trimestre in corso.

Perché i prezzi di iPhone 18 Pro dovrebbero salire

La causa principale resta la stessa emersa nelle scorse settimane: la forte domanda di DRAM e NAND proveniente dai data center destinati all’intelligenza artificiale. Tim Cook aveva già dichiarato che gli aumenti di prezzo sono «inevitabili», definendo la situazione una «alluvione secolare» sui costi della memoria. Apple ha alzato i listini di Mac, iPad e altri prodotti a giugno, ma ha lasciato invariati quelli degli iPhone attuali. Con il lancio della nuova generazione, previsto per settembre, quella tregua finisce.

I modelli Pro dovrebbero montare 12 GB di RAM, una quantità ormai necessaria per gestire le funzioni di Apple Intelligence in modo fluido. Secondo diverse analisi di filiera, il costo di quella memoria è salito in modo significativo rispetto all’anno scorso. Anche lo storage NAND e il nuovo processore A20 Pro contribuiscono a far crescere il bill of materials. Mantenere invariato il margine storico richiederebbe, secondo alcune stime, un rialzo più marcato.

Le stime a confronto: da 50 a 300 dollari

Non tutte le previsioni convergono sullo stesso numero. IDC, dopo i rincari di Mac e iPad, ha rivisto al rialzo la propria stima e indica un possibile aumento fino a 200 dollari per i modelli Pro e Pro Max. L’analista Jeff Pu di GF Securities ha parlato di un range compreso tra 250 e 300 dollari, che porterebbe iPhone 18 Pro a partire da 1.349-1.399 dollari e Pro Max da 1.449-1.499 dollari. Il Wall Street Journal, in collaborazione con TechInsights, aveva già calcolato a giugno un possibile listino di partenza vicino ai 1.399 dollari per proteggere i margini.

Di contro, un report di J.P. Morgan citato nei mesi scorsi ipotizzava un rialzo più contenuto, nell’ordine dei 50 dollari, grazie a risparmi derivanti dal modem interno di Apple e da altre ottimizzazioni di produzione. La stima di Gurman, più recente e più moderata, si colloca quindi a metà strada tra le ipotesi più ottimistiche e quelle più aggressive.

Cosa significa per il mercato italiano

In Italia iPhone 17 Pro parte oggi da una cifra vicina ai 1.299-1.339 euro, a seconda del listino ufficiale e delle variazioni di cambio. Un aumento di 100 dollari negli Stati Uniti, se tradotto con le stesse proporzioni, porterebbe il modello base di iPhone 18 Pro verso i 1.400-1.450 euro. Un rincaro più vicino alle stime di Jeff Pu o di IDC potrebbe spingere la stessa configurazione oltre i 1.500-1.600 euro. I tagli di memoria superiori e iPhone 18 Pro Max assorbirebbero una quota ancora maggiore dell’aumento, perché su di essi il peso di RAM e storage è più rilevante.

Apple non ha ancora comunicato alcun prezzo ufficiale. L’evento di presentazione è atteso nella tradizionale finestra di settembre, con date possibili intorno all’8 o al 9 del mese secondo le indicazioni di Gurman. Solo allora i numeri diventeranno definitivi.

Il contesto più ampio: margini, pieghevole e domanda

Apple ha già dimostrato di voler proteggere i margini quando i costi dei componenti salgono troppo. Al tempo stesso, il prossimo iPhone Ultra pieghevole, previsto nello stesso evento, dovrebbe posizionarsi sopra i 2.000 dollari e potrebbe contribuire a sostenere la redditività complessiva della gamma. Molti utenti con iPhone 15 o precedenti sono ancora in attesa di aggiornare per le nuove funzioni di Apple Intelligence: un rincaro contenuto rischia di frenare meno la domanda di quanto temuto a inizio estate, mentre un salto di 250-300 dollari potrebbe far riflettere una parte della base installata.

Resta da vedere se Cupertino sceglierà di assorbire una quota maggiore dei costi per non allontanare chi sta valutando il passaggio alla nuova generazione Pro. Le fonti più recenti, a partire da Gurman, indicano che un aumento è ormai dato per scontato: la domanda non è più “se”, ma “di quanto”.


Fonti

  • Mark Gurman, newsletter Power On di Bloomberg, agosto 2026
  • Dichiarazioni di Tim Cook al Wall Street Journal (giugno 2026)
  • Stime IDC (Nabila Popal), citate da MacRumors e altri, giugno 2026
  • Analisi Jeff Pu / GF Securities, luglio-agosto 2026

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