iPhone 18e, la RAM sale, ma Siri AI resta a metà

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L’iPhone 18e dovrebbe arrivare con 9 GB di RAM, un gigabyte in più rispetto agli 8 GB dell’iPhone 17e. A riportarlo è l’analista Jeff Pu di GF Securities, in una nota diffusa il 31 luglio 2026 e ripresa da MacRumors, che conferma così un’indiscrezione già circolata un mese prima a firma di un altro analista di peso, Ming-Chi Kuo di TF International Securities. Il fatto che due fonti indipendenti convergano sullo stesso numero rende l’indiscrezione più solida del solito, anche se resta comunque un rumor: nessuna conferma ufficiale è arrivata da Apple.

L’aumento, per quanto contenuto, non è casuale. Kuo aveva spiegato in un post sui social che il gigabyte in più serve a garantire che le funzioni di Apple Intelligence continuino a girare senza intoppi sul modello entry level. Il problema, però, è che “senza intoppi” non equivale a “al completo”: due delle funzioni più attese legate a Siri AI resteranno comunque fuori portata.

Perché 9 GB non bastano per tutte le funzioni di Siri AI

Il nodo riguarda il modello di intelligenza artificiale più avanzato integrato in iOS 27, quello che Apple utilizza per due funzioni specifiche: la possibilità di personalizzare espressività e ritmo della voce di Siri, e un netto miglioramento nell’accuratezza della dettatura vocale in tutto il sistema. Entrambe girano interamente sul dispositivo, senza appoggiarsi al cloud, e proprio per questo richiedono almeno 12 GB di RAM per funzionare.

La RAM, va ricordato, è la memoria in cui un dispositivo carica temporaneamente i dati necessari per eseguire i processi in corso: più un modello di intelligenza artificiale è sofisticato, più spazio serve per tenerlo caricato ed eseguirlo in locale, senza inviare i dati a un server esterno. Con 9 GB totali, una parte consistente della memoria resta comunque impegnata dal sistema operativo e dalle app in background, lasciando a Siri AI meno margine di quanto ne servirebbe per il modello più pesante.

Il risultato è che l’iPhone 18e, pur guadagnando RAM rispetto al predecessore, replicherà la stessa segmentazione già annunciata per l’iPhone 17: personalizzazione avanzata della voce di Siri e dettatura potenziata resteranno appannaggio dei soli modelli con 12 GB di RAM. Un dettaglio che nella pratica quotidiana pesa meno di quanto sembri, dato che la maggior parte delle funzioni di Apple Intelligence e Siri AI resta comunque disponibile anche sui modelli con meno memoria, ma che segna comunque una frattura piuttosto netta all’interno della stessa gamma.

La mappa della RAM su tutta la gamma iPhone 18

Per inquadrare la scelta di Apple conviene guardare l’intera gamma. Sul fronte confermato, l’attuale iPhone 17e e l’iPhone 17 standard dispongono entrambi di 8 GB di RAM, mentre iPhone 17 Pro e iPhone 17 Pro Max sono già a 12 GB. Le indiscrezioni sulla generazione successiva, riferite sia da Kuo sia da Pu, indicano 9 GB per iPhone 18 e iPhone 18e, mentre iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e il pieghevole che circola sotto il nome provvisorio di iPhone Ultra manterrebbero i 12 GB già visti sui Pro attuali. Anche la seconda generazione di iPhone Air dovrebbe presumibilmente allinearsi ai 12 GB, coerentemente con il modello attuale che già oggi supporta la dettatura avanzata in beta su iOS 27 insieme a iPhone 17 Pro e iPhone 17 Pro Max.

La fotografia complessiva, per quanto ancora non ufficiale, disegna quindi una gamma dove il taglio di RAM diventa un criterio di segmentazione quasi quanto il processore o il comparto fotografico, qualcosa che fino a poche generazioni fa gli acquirenti di un iPhone potevano tranquillamente ignorare.

Quando arriva l’iPhone 18e e quanto potrebbe costare

Sul fronte tempistiche, iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e iPhone Ultra sono attesi per settembre 2026, in linea con il consueto calendario di lancio autunnale di Apple. iPhone 18e, insieme a iPhone 18 standard e alla seconda generazione di iPhone Air, seguirà invece un percorso separato, con debutto atteso intorno a marzo 2027: una scelta di scaglionamento della gamma che Apple ha già lasciato intuire con indiscrezioni precedenti sul fronte supply chain.

Sul prezzo pesa la stessa dinamica che ha già spinto Apple ad aumentare i listini su oltre una dozzina di prodotti nel corso di giugno 2026: la scarsità di componenti RAM e NAND sul mercato globale, dovuta in parte alla domanda crescente legata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Gli iPhone, per ora, sono rimasti fuori da questi rincari, ma alcuni analisti stimano che iPhone 18 e iPhone 18e potrebbero costare tra 100 e 200 dollari in più rispetto ai rispettivi predecessori una volta lanciati.

Resta da capire come reagirà il mercato a una gamma in cui le funzioni più discusse di Siri AI diventano, di fatto, un argomento di vendita per convincere chi esita a scegliere il modello Pro. Difficile dire oggi se basterà la personalizzazione della voce dell’assistente a spostare davvero le preferenze d’acquisto, ma è certo che la RAM, da specifica tecnica ignorata dai più, si è trasformata in uno dei criteri più discussi dell’intera line-up.

Fonti:

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