Il primo iPhone pieghevole sarebbe in difficoltà sul fronte produttivo a poche settimane dal lancio di ottobre, con volumi iniziali che dovrebbero restare contenuti. Lo riporta MacRumors, che rilancia le indiscrezioni emerse dalla filiera asiatica. Si tratta di rumor non confermati da Apple, ma i numeri circolati oggi meritano attenzione, soprattutto per chi ha già in mente di prenotare il dispositivo.
Cosa dice il report sulle rese produttive
L’indiscrezione parte da una fonte vicina alla catena di fornitura di Foxconn, che ha parlato con il portale cinese Jiemian News. Secondo quanto riferito, la resa dell’assemblaggio finale del primo iPhone pieghevole è poco superiore al 60%: circa quattro unità su dieci non supererebbero gli standard richiesti. Il dato è stato ripreso anche da iPhoneItalia e da TuttoHackintosh.
Apple World Today, che cita lo stesso report, aggiunge che con gli attuali standard qualitativi di Cupertino potrebbero servire da sei mesi a un anno per raggiungere una resa matura. La filiera sarebbe ora in attesa di capire se Apple deciderà di allentare i requisiti di qualità, scelta che permetterebbe di accelerare la produzione di massa. Secondo Nokiamob, almeno un produttore a contratto avrebbe chiesto all’azienda di scegliere tra soglie di difetto più tolleranti e controlli rigidi a scapito dei volumi.
Cerniera, display e una prima volta per Apple
Sempre secondo Apple World Today, il problema non sarebbe una tecnologia irrisolta. Il calo di resa dipenderebbe dal fatto che Apple produce in serie uno smartphone pieghevole per la prima volta, e le linee devono ancora essere calibrate su macchinari, processi e parametri.
Restano però alcuni nodi tecnici. Gadget Review, richiamando MacRumors, parla di una cerniera con oltre 100 componenti e di una copertura stampata in 3D, oltre a ritardi nelle forniture dei display di Samsung Display. Il liquid metal, testato da Apple per alcune parti della cerniera e poi abbandonato in vista della produzione di massa, è un dettaglio che iPhoneItalia riporta come indiscrezione e che non trova conferme ufficiali. TuttoHackintosh, dal canto suo, parla di colli di bottiglia legati a cerniera e pannelli.
Quanti iPhone Duo arriveranno nel 2026
Le stime dalla filiera indicano per il 2026 un obiettivo globale di Apple tra i 6 e gli 8 milioni di unità, come riportano iPhoneItalia e Gadget Review. Everyeye ricorda che l’analista Jeff Pu di GF Securities avrebbe già ridotto le stime produttive, e TuttoHackintosh precisa che il taglio sarebbe da 7 a circa 6 milioni di pezzi. Per avere un termine di paragone, Nokiamob osserva che un tipico ciclo di vita di un iPhone Pro porta a spedizioni tra i 20 e i 30 milioni di unità.
Everyeye sottolinea un aspetto importante: il taglio non sarebbe legato a una domanda inferiore alle attese, ma alla capacità produttiva. Il rischio, quindi, è di scorte scarse e tempi di consegna lunghi, non di un prodotto che fatica a vendere.
Cosa cambia per chi vuole comprarlo in Italia
Il calendario per ora non cambia. In Italia iPhone Duo parte da 2.369 euro, si potrà preordinare dal 16 ottobre e arriverà nei negozi il 23 ottobre 2026, come indicato dal listino italiano riportato da iSpazio. I preordini apriranno alle 14 e il prezzo sale fino a 3.869 euro per la versione da 2 TB.
Chi punta al lancio farebbe bene a essere pronto all’apertura dei preordini: se le indiscrezioni fossero confermate, le prime consegne potrebbero scivolare oltre la data del 23 ottobre.
Cosa non è confermato
Apple non ha confermato né i tagli produttivi né la resa del 60%, come ricordano Everyeye e TuttoHackintosh. Apple World Today, pur rilanciando il report, si dice a sua volta scettica, considerato che si basa su fonti anonime. Per capire come stanno davvero le cose bisognerà aspettare le prime settimane di vendita e gli eventuali aggiornamenti dalla catena di fornitura.