La nuova Siri è ancora un miraggio: Apple rinvia (di nuovo) le funzioni AI alle prossime versioni di iOS

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Ci risiamo. A quasi due anni dall’annuncio alla WWDC 2024, la nuova Siri intelligente di Apple non è ancora pronta. Secondo un report esclusivo di Mark Gurman per Bloomberg pubblicato ieri sera, i test interni hanno rilevato problemi tecnici abbastanza seri da costringere l’azienda di Cupertino a rimandare ancora una volta il lancio delle funzionalità più attese, originariamente pianificate per iOS 26.4 di marzo.

Le funzioni avanzate slitteranno su versioni successive: alcune probabilmente con iOS 26.5 previsto per maggio, altre direttamente con iOS 27 che uscirà in autunno insieme alla linea iPhone 18.

Cosa non funziona nella nuova Siri

I problemi emersi durante i test interni sono concreti e difficili da ignorare. Secondo le fonti di Gurman — che hanno chiesto l’anonimato —, la nuova Siri non elabora sempre correttamente le richieste e in diversi casi impiega troppo tempo per fornire una risposta. È stato segnalato anche un bug fastidioso: l’assistente interrompe l’utente se parla troppo velocemente. I tester hanno inoltre riscontrato problemi di accuratezza nelle risposte.

Non sono difetti marginali. Parliamo del cuore dell’esperienza che Apple ha promesso per quasi due anni.

La funzione più a rischio di slittamento è quella che permetterebbe a Siri di accedere ai dati personali dell’utente in modo contestuale. L’esempio classico, mostrato anche negli spot pubblicitari poi rimossi: chiedere a Siri di cercare un vecchio messaggio in cui un amico ha condiviso un podcast, e farlo riprodurre immediatamente. Oppure domandare “a che ora atterra il volo della mamma?” aspettandosi che l’assistente recuperi l’informazione da Mail o Messaggi senza dover aprire nessuna app. Nei test interni non funziona in modo affidabile.

La nuova architettura “Linwood” e il ruolo di Google Gemini

Vale la pena capire su cosa sta lavorando Apple, perché la posta in gioco è alta. La nuova Siri è costruita su un’architettura interna chiamata “Linwood”, che combina i modelli linguistici di Apple con la tecnologia di Google Gemini — frutto di un accordo da circa un miliardo di dollari l’anno. Non è una integrazione banale, e forse è proprio questa complessità a rallentare i tempi.

Per iOS 27 è invece in sviluppo qualcosa di ancora più ambizioso: un vero e proprio chatbot conversazionale alimentato da Gemini, il cui nome in codice è “Campo”. L’obiettivo dichiarato è permettere a Siri di competere direttamente con ChatGPT, Gemini e Claude, non solo come assistente vocale ma come interlocutore capace di ragionare, sintetizzare e agire.

Cosa potrebbe arrivare comunque a marzo con iOS 26.4

Non tutto è perduto per l’aggiornamento di marzo. Gurman indica che due funzioni potrebbero ancora essere incluse in iOS 26.4: un generatore di immagini tramite comandi vocali basato su Image Playground, e uno strumento di ricerca web che sintetizza risultati come fa Perplexity. Non sono le funzioni che attendono gli utenti con il fiato sospeso, ma sarebbero comunque novità concrete.

Sul controllo vocale delle app tramite App Intents — la possibilità di dare a Siri istruzioni concatenate tipo “cerca questa foto, modificala e mandala a Marco” — il ritardo appare invece quasi certo.

Un déjà vu che inizia a pesare

Gurman stesso descrive questa situazione come storia che si ripete per il secondo anno consecutivo. iDrop News Un anno fa, quasi alla stessa data, fu lui a rivelare che le funzioni di Siri attese con iOS 18.4 non erano pronte. Poi c’è stato il rinvio ufficiale al 2026. Poi l’obiettivo interno di iOS 26.4 per marzo. Ora, un nuovo ostacolo.

L’obiettivo di marzo “era ancora confermato fino al mese scorso” secondo le fonti di Gurman, ma i test hanno fatto emergere problemi freschi che hanno rimesso tutto in discussione. Gizmodo

La situazione, come tiene a precisare Bloomberg, è “fluida” — i piani potrebbero ancora cambiare. I dirigenti Apple sarebbero riluttanti a ritardare ulteriormente oltre la primavera 2026. Ma la credibilità di questa promessa, a questo punto, dipenderà interamente da ciò che iOS 26.5 sarà in grado di consegnare a maggio.

C’è un dettaglio rivelatore: negli ambienti di test interni di iOS 26.5 esiste già un interruttore per attivare un’anteprima della funzione di accesso ai dati personali, con tanto di avvertenza sulla possibile instabilità. Se Apple decidesse di rilasciare la funzione in questo stato — come una sorta di beta pubblica — sarebbe un’ammissione implicita che il prodotto non è ancora all’altezza delle aspettative.

Per un’azienda che ha costruito la propria reputazione sul concetto di “it just works”, sarebbe una scelta scomoda. Ma forse meno scomoda dell’alternativa: aspettare settembre e consegnare la nuova Siri direttamente con iOS 27 — due anni e mezzo dopo averla annunciata.


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