Anche una semplice app può contribuire a far sentire più sicure. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Apple ha selezionato sull’App Store una raccolta di strumenti e applicazioni pensate per spostarsi, viaggiare e comunicare con maggiore tranquillità.
Le funzioni di sicurezza già integrate in iPhone
Spesso le opzioni utili sono già presenti nel vostro iPhone, senza bisogno di scaricare nulla o configurare nuove app. Funzioni essenziali ma molto efficaci includono:
- Avviso contenuti sensibili: offusca automaticamente immagini e video espliciti ricevuti nei messaggi.
- Controllo di sicurezza: consente di interrompere immediatamente la condivisione di posizione, password e dati con altre persone.
- Dov’è: oltre a permettere la condivisione della posizione con contatti fidati, su iPhone 15 e modelli successivi aiuta a ritrovare qualcuno anche in luoghi affollati.
- Tutto bene in Messaggi: se state rientrando a casa e vi fermate improvvisamente senza avvisare, un vostro contatto riceverà posizione e informazioni utili. Per attivarla basta toccare il “+” accanto al campo di testo nella chat con la persona che desidera ricevere l’avviso in caso di emergenza.
Esistono anche alcune funzioni da configurare una sola volta, ma che possono rivelarsi preziose in caso di necessità. Ad esempio, la Cartella clinica nell’app Salute consente ai soccorritori di accedere a informazioni su allergie, farmaci e contatti d’emergenza anche quando il telefono è bloccato. Le mappe offline, introdotte con iOS 17, aiutano a evitare situazioni di panico da “nessun servizio” quando ci si trova in aree senza rete.
App dedicate alla sicurezza personale
Per chi cerca strumenti più avanzati per gestire emergenze o situazioni a rischio, esistono diverse app specializzate:
- 112 Where ARE U: invia automaticamente la posizione ai soccorsi e permette chiamate silenziose in caso di pericolo.
- bSafe: consente di attivare un SOS con registrazione audio/video e streaming per i contatti fidati.
- VIOLAWALKHOME: mette in contatto con volontarie che possono rimanere al telefono o in video fino a quando non ci si sente al sicuro.
- Guardian: offre strumenti come la Fake Call e invia notifiche immediate ai “Guardiani” designati quando ci si sente in pericolo.
App già conosciute che ora offrono maggiore sicurezza
Infine, vediamo alcuni servizi molto diffusi che hanno iniziato a includere funzioni specifiche per migliorare la sicurezza digitale delle donne, particolarmente utili durante viaggi o incontri con persone nuove.
Per esempio, Uber consente di condividere la propria posizione in tempo reale e include un pulsante di emergenza che mette in contatto con i servizi locali. Airbnb collabora con associazioni che possono offrire alloggi sicuri a chi si trova in situazioni di vulnerabilità. Tinder ha reso più chiari i sistemi di segnalazione e ha introdotto la funzione Does This Bother You?, che intercetta messaggi offensivi prima che la situazione peggiori. Bumble incrementa la sicurezza con filtri contro contenuti indesiderati e verifica dell’identità tramite video.
Esistono poi app e piattaforme pensate per formazione e sensibilizzazione su abusi e prevenzione:
- Su TED, l’intervento di Esta Soler mostra come strumenti digitali e analogici abbiano contribuito a far emergere casi di abuso.
- Su YouTube, Lauren Taylor propone un TEDx diretto e accessibile su prevenzione e autodifesa.
- Su Audible, “Activate” raccoglie testimonianze e analisi sui vari tipi di abuso, anche quelli meno evidenti.
- THE SORORITY è una community globale di oltre 200.000 persone che offre supporto immediato e aiuta a trovare spazi sicuri.
La tecnologia da sola non risolve la radice del problema, che richiede un cambiamento culturale profondo. Tuttavia, può fornire strumenti concreti per aiutare le donne a sentirsi più sicure e a chiedere aiuto quando necessario. Funzioni integrate negli smartphone, app dedicate e piattaforme più attente possono fare la differenza ogni giorno, non solo il 25 novembre.
fonte: techprincess.it