Nintendo sta valutando un aumento di prezzo per Switch 2 nel corso del 2026, nonostante le vendite eccellenti della console. Il responsabile non è un calo della domanda — la console ha superato i 17 milioni di unità vendute, con un ritmo più veloce rispetto al lancio della Switch originale — ma l’impennata globale dei costi della memoria DRAM, un fenomeno che gli analisti hanno ribattezzato “RAMmageddon”.
Secondo un report di Bloomberg, l’azienda giapponese sta considerando un primo ritocco al prezzo di listino entro la fine dell’anno. La console, lanciata il 5 giugno 2025 a 469,99 euro in Europa (449,99 dollari negli Stati Uniti, 395,99 sterline nel Regno Unito), potrebbe non rimanere a lungo a quel prezzo. E la causa è una risorsa che normalmente non finisce al centro dell’attenzione pubblica: la RAM.
RAMmageddon: quando l’AI divora le memorie
Il problema è strutturale e riguarda l’intera industria tecnologica. I giganti del tech — Meta, Microsoft, Alphabet (Google) e Amazon — stanno investendo centinaia di miliardi di dollari nella costruzione di data center dedicati all’intelligenza artificiale. Questi impianti richiedono acceleratori Nvidia equipaggiati con quantità enormi di memoria DRAM ad alta larghezza di banda. Un singolo rack di server AI può consumare tanta RAM quanta ne servirebbe per migliaia di smartphone.
Questa domanda senza precedenti ha fatto schizzare i prezzi. Secondo Bloomberg, il costo di un tipo di DRAM è aumentato del 75% in un solo mese tra dicembre 2025 e gennaio 2026. I fornitori principali — Samsung, SK Hynix e Micron — stanno dando priorità alla produzione di memoria HBM (High Bandwidth Memory) per i chip AI, lasciando i produttori di elettronica di consumo a contendersi una capacità di DRAM sempre più ridotta.
Nintendo, come tutti i produttori di console, smartphone e PC, si trova ora a competere per componenti che diventano ogni giorno più scarsi e costosi. E lo squilibrio tra domanda e offerta sta generando pressioni che si traducono in una scelta: assorbire i costi maggiori — riducendo i margini di profitto — oppure trasferirli sui consumatori.
Le vendite vanno bene, ma i margini soffrono
Switch 2 è un successo commerciale. I dati mostrano che ha venduto oltre 17 milioni di unità nei primi mesi dopo il lancio, superando le performance della Switch originale nello stesso periodo. Nintendo ha rivisto al rialzo le proiezioni di vendita annuali, puntando a 19 milioni di unità entro la fine dell’anno fiscale nel marzo 2026.
Eppure, durante la conferenza finanziaria del terzo trimestre fiscale (ottobre-dicembre 2025), il presidente Shuntaro Furukawa ha dichiarato agli azionisti che “l’azienda sta lavorando intensamente con i fornitori per assicurarsi forniture stabili a lungo termine”. Ha escluso piani immediati per un aumento di prezzo, ma ha ammesso che “la redditività dipenderà dalla capacità di assorbire gli aumenti delle DRAM nel medio periodo”. In altre parole: per ora reggono, ma se i prezzi restano alti la situazione diventa insostenibile.
Secondo fonti citate da Bloomberg, Nintendo avrebbe contribuito all’aumento della domanda di memorie nel 2025 proprio a causa del lancio di Switch 2, che ha generato un incremento degli acquisti di componenti. Ora l’azienda si trova nella posizione paradossale di dover affrontare costi crescenti generati, in parte, dal proprio stesso successo.
Strategia di attesa: software prima dell’hardware
La filosofia aziendale di Nintendo è chiara da sempre: evitare di vendere hardware in perdita. A differenza di Sony e Microsoft, che storicamente hanno lanciato console vendute sotto costo per poi recuperare con i giochi, Nintendo preferisce mantenere margini positivi sull’hardware fin dal primo giorno.
Furukawa ha precisato che l’azienda non intende lasciarsi influenzare eccessivamente da trend potenzialmente temporanei. La strategia attuale punta a mantenere il prezzo invariato per favorire una maggiore penetrazione del mercato: più console vendute significano più giocatori, e più giocatori significano più vendite di software — dove i margini sono più alti.
Ma questa strategia ha dei limiti temporali. Se i costi della DRAM continueranno a salire per tutto il 2026, come prevedono gli analisti di TrendForce (che stimano una carenza almeno fino al 2027), Nintendo potrebbe trovarsi costretta a scegliere tra proteggere i margini o perdere competitività sul prezzo.
Non solo Nintendo: tutta l’industria gaming è sotto pressione
Il “RAMmageddon” non risparmia nessuno. Secondo le indiscrezioni riportate da Bloomberg, Sony starebbe considerando di posticipare il lancio di PlayStation 6 al 2028 o addirittura al 2029 — quello che sarebbe il ciclo generazionale più lungo della storia PlayStation. Il motivo è identico: per garantire un salto tecnologico degno di nota rispetto a PS5 Pro, la console necessiterebbe di memorie di prossima generazione. Ma le linee produttive sono saturate dalla produzione di chip per l’AI.
Microsoft ha già aumentato i prezzi delle Xbox. Sony ha ritoccato il prezzo di PS5 lo scorso anno. Persino Apple e Tesla hanno avvertito gli investitori di pressioni sui margini legate alla carenza di memorie. L’intera industria dell’elettronica di consumo sta subendo un riassetto imposto dalla domanda dei data center AI.
Per i consumatori, questo si traduce in un panorama completamente diverso rispetto a pochi anni fa. L’era delle console a prezzi contenuti — quella in cui una generazione durava 6-7 anni con prezzi stabili o in calo — potrebbe essere finita. E aspettare uno sconto su Switch 2 potrebbe non essere una strategia vincente, se l’alternativa è un prezzo ancora più alto tra qualche mese.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nintendo mantiene una posizione di attesa strategica, bilanciando la necessità di preservare i margini con l’obiettivo di conquistare rapidamente una base installata ampia. Il messaggio ufficiale ai giocatori è chiaro: per ora nessun aumento è all’orizzonte. Ma la porta resta aperta.
Se i costi delle memorie resteranno elevati — e tutte le previsioni degli analisti vanno in questa direzione — è probabile che Nintendo annunci un ritocco entro la fine del 2026. L’entità dell’aumento dipenderà da quanto il mercato delle DRAM si stabilizzerà nei prossimi trimestri. Ma la domanda di fondo resta: quanto sono disposti a pagare i giocatori per continuare a giocare sulla console più venduta del momento?
La risposta arriverà presto. Fino ad allora, chi sta valutando l’acquisto di Switch 2 farebbe bene a monitorare attentamente l’evoluzione dei prezzi — e a non dare per scontato che il prezzo attuale resterà tale ancora a lungo.
Fonti:
Bloomberg — Report su Nintendo Switch 2 e aumento prezzo RAM
Batista70 — Switch 2 prezzo: l’AI rischia di far lievitare il costo della console Nintendo nel 2026