Plenitude Fibra sbarca su rete FiberCop: FTTC e FTTH ora attivabili anche dove Open Fiber non arriva

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Plenitude Fibra fa un salto importante: da oggi il servizio di connettività domestica del gruppo Eni è attivabile anche sulla rete FiberCop, sia in tecnologia FTTC che in Fibra FTTH. Un’espansione che cambia radicalmente la portata dell’offerta sul territorio italiano.

Fino a ieri, Plenitude Fibra era disponibile esclusivamente negli indirizzi coperti da Open Fiber in tecnologia FTTH GPON. Una copertura significativa, ma geograficamente limitata: Open Fiber è presente in aree nere, grigie e bianche, ma non copre la totalità del Paese. FiberCop, invece, eredita l’infrastruttura capillare dell’ex rete TIM e raggiunge oltre 28 milioni di unità immobiliari in circa 6.000 comuni italiani, coprendo più del 90% del territorio nazionale. Aggiungere FiberCop al proprio parco reti equivale, per Plenitude, a diventare un operatore di massa a tutti gli effetti.

Cosa sono FTTC e FTTH su rete FiberCop

La distinzione tra le due tecnologie non è secondaria, perché cambia concretamente l’esperienza di connessione.

La FTTC — Fiber To The Cabinet — porta la fibra ottica fino all’armadio stradale del quartiere. L’ultimo tratto, dalla strada all’abitazione, viaggia ancora sul vecchio doppino in rame. Il risultato sono velocità variabili in base alla distanza dall’armadio: tipicamente tra 30 e 200 Mbps in download, con upload sensibilmente inferiori. Chi abita lontano dall’armadio può ritrovarsi con prestazioni notevolmente ridotte. Non è una connessione di nuova generazione nel senso pieno del termine, ma resta una soluzione utilizzabile e adeguata per la navigazione quotidiana, lo streaming, lo smart working leggero.

La FTTH FiberCop — Fiber To The Home — è un’altra categoria: la fibra arriva direttamente nell’appartamento, senza rame nell’ultimo miglio. Le velocità sono stabili, la latenza bassa, le prestazioni non dipendono dalla posizione rispetto all’armadio. Su rete FiberCop, il profilo standard in FTTH raggiunge fino a 1 Gbps in download. Meno dei 2,5 Gbps garantiti dalla rete Open Fiber, ma più che sufficiente per famiglie numerose, gaming, videoconferenze 4K e smart home evoluta.

Perché questa espansione era attesa

Quando Plenitude Fibra debuttò nell’ottobre del 2025, la scelta di appoggiarsi esclusivamente a Open Fiber era comprensibile: massimizzare le prestazioni e posizionarsi subito come offerta di qualità. Il prezzo competitivo — 19,90 euro al mese per chi è già cliente energia — aveva fatto breccia, ma migliaia di potenziali clienti si erano trovati esclusi semplicemente perché il loro indirizzo non rientrava nella copertura Open Fiber.

Il problema non è marginale. In Italia la transizione alla FTTH è ancora in corso: secondo i dati AGCOM aggiornati, la FTTH rappresenta circa il 32% delle linee fisse totali. Significa che la maggior parte delle abitazioni italiane è ancora servita da tecnologie miste, FTTC in testa, su infrastruttura che oggi fa capo a FiberCop.

Aggiungere FiberCop al proprio portfolio di accesso wholesale significa per Plenitude aprire il servizio a decine di milioni di abitazioni che prima restavano fuori. È la mossa che trasforma Plenitude da operatore di nicchia — ottimo per chi aveva già la fibra Open Fiber — a concorrente credibile per i grandi player del mercato fisso italiano come TIM, Fastweb e WindTre.

Il contesto wholesale: FiberCop è operatore neutrale

C’è un dettaglio regolatorio che rende questa espansione ancora più interessante. L’11 marzo 2026, AGCOM ha riconosciuto formalmente a FiberCop lo status di operatore wholesale only, ovvero una società che vende esclusivamente accesso all’ingrosso ad altri operatori, senza competere direttamente con loro sul mercato retail. La delibera 58/26/CONS ha sancito un’apertura strutturale: FiberCop è tenuta a garantire condizioni di accesso eque, non discriminatorie e a prezzi ragionevoli a tutti gli operatori che ne fanno richiesta.

Questo framework rende più semplice e meno onerosa per un operatore come Plenitude la scelta di appoggiarsi alla rete FiberCop. Non ci sono accordi di esclusiva, non ci sono asimmetrie competitive da gestire: FiberCop è, per definizione, un’infrastruttura aperta. La stessa logica che ha spinto TIM, Fastweb, WindTre, Vodafone e decine di altri operatori a usarne la rete negli anni passati.

Chi beneficia davvero di questa novità

Per chi vive in un’area coperta da Open Fiber con tecnologia FTTH, la situazione non cambia: Plenitude Fibra era già disponibile e le condizioni restano le stesse. La novità riguarda tutti gli altri.

Chi è coperto solo da rete FiberCop in FTTC — la maggioranza degli italiani — può ora valutare Plenitude come alternativa ai provider tradizionali. Non otterrà i 2,5 Gbps del profilo GPON su Open Fiber, ma potrà accedere a un operatore che propone tariffe competitive con il vantaggio del bundle energia-fibra.

Chi è coperto da FiberCop in FTTH può invece attivare la fibra pura di Plenitude con prestazioni fino a 1 Gbps, livello sufficiente per la stragrande maggioranza degli usi domestici.

Resta un punto da chiarire prima dell’attivazione: la perdita del numero di telefono fisso. Plenitude Fibra non include il servizio voce, e in caso di migrazione da altro operatore il numero telefonico fisso non può essere mantenuto. Per chi dipende ancora dalla linea telefonica tradizionale — spesso le fasce più anziane della popolazione — è un limite non trascurabile.

Come si inserisce questa mossa nel quadro competitivo

Il mercato delle telco italiane sta attraversando una fase di consolidamento accelerato. La fusione tra Vodafone Italia e Fastweb, diventata operativa a gennaio 2026, ha ridisegnato gli equilibri. TIM è alle prese con rimodulazioni tariffarie e switch-off progressivo della rete in rame. WindTre mantiene una posizione solida ma non dominante sul fisso. In questo contesto, un operatore energetico come Plenitude che si espande seriamente sulla rete fissa porta una variabile nuova: clienti già fidelizzati su luce e gas che possono aggiungere la fibra con un incentivo di prezzo concreto.

L’integrazione multi-servizio — energia, fibra, ricarica elettrica, fotovoltaico — è esattamente il terreno su cui Eni ha dichiarato di voler costruire la propria crescita retail. L’espansione su FiberCop è, in questo senso, un passo tattico in una strategia più lunga: aumentare i punti di contatto con il cliente domestico, ridurre il tasso di abbandono, alzare il valore medio per utente.

La convergenza tra mondo energetico e telecomunicazioni non è una novità assoluta — Enel Fibra si muove sulla stessa traiettoria — ma Plenitude arriva con una base clienti significativa e un brand già radicato sul mercato. Ora che la copertura non è più un alibi, la competizione si sposta sui contenuti: qualità del servizio, gestione dei guasti, assistenza clienti. Sono questi i fattori che decideranno se l’espansione su FiberCop si tradurrà in acquisizione reale di clienti o resterà una potenzialità sulla carta.


Fonti:

  1. MondoMobileWeb — Plenitude Fibra ora attivabile anche su rete FiberCop sia in FTTC che in Fibra FTTH — 18 maggio 2026
  2. Eni Plenitude — Plenitude entra nel mercato della Fibra ottica in Italia
  3. MondoMobileWeb — Eni Plenitude Fibra, FTTH fino a 2,5 Gbps: nuovi prezzi più alti per le nuove attivazioni
  4. Il Sole 24 Ore — Fibercop, nuovi listini 

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