Poste Italiane ha ufficializzato mercoledì il passaggio di PosteMobile dalla rete Vodafone alla rete TIM, quantificando il risparmio per il gruppo in 20 milioni di euro all’anno. L’annuncio è arrivato dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante durante la presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre 2025, nel contesto delle prime sinergie operative derivanti dall’acquisizione del 24,81% delle azioni di TIM da parte di Poste Italiane, completata lo scorso settembre con il via libera dell’Antitrust.
La migrazione rappresenta uno dei tre risultati concreti dell’accordo strategico tra i due colossi italiani, insieme al lancio dell’offerta energetica nei punti vendita TIM e alla costituzione di una joint venture tecnologica su cloud e intelligenza artificiale.
Le dichiarazioni di Del Fante: tre sinergie concrete
“Abbiamo ufficialmente comunicato al mercato tre risultati concreti, che sono stati apprezzati dal mercato”, ha dichiarato Del Fante al TG Poste. “Il primo: passeremo il nostro contratto di utilizzo delle antenne della nostra PosteMobile da un fornitore terzo a TIM, con un risparmio per Poste importante, che abbiamo quantificato in 20 milioni di euro annui”.
L’AD ha sottolineato che l’operazione genera benefici reciproci: mentre Poste Italiane riduce significativamente i costi operativi dell’operatore virtuale PosteMobile, TIM acquisisce un contratto wholesale di valore che contribuirà a compensare la perdita delle entrate derivanti dal contratto con Fastweb Mobile, in scadenza nel 2026. Fastweb sta infatti migrando i propri clienti mobili sulla rete proprietaria acquisita da Vodafone Italia.
Il contesto strategico: Poste primo azionista di TIM
Il passaggio alla rete TIM si inserisce in un disegno strategico più ampio. Il 29 marzo 2025, Poste Italiane aveva annunciato l’acquisizione di un’ulteriore quota del 15% di azioni TIM da Vivendi, che si aggiungeva al 9,81% già in portafoglio. L’operazione, autorizzata dall’Antitrust il 3 settembre 2025, ha portato Poste Italiane a detenere complessivamente il 24,81% delle azioni ordinarie e il 17,81% del capitale sociale di TIM, diventando il maggiore azionista del gruppo telefonico.
Questa posizione dominante ha sbloccato rapidamente opportunità di collaborazione operativa che stanno già producendo risultati misurabili sul piano economico e commerciale.
Le altre due sinergie: energia e tecnologia
La seconda sinergia riguarda il settore energetico. Dal 29 settembre 2025 è operativa l’offerta “TIM Energia powered by Poste Italiane” in oltre 750 punti vendita TIM sul territorio nazionale. Del Fante ha definito “promettenti” i dati iniziali di questa distribuzione, che permette a TIM di ampliare il proprio portafoglio prodotti e a Poste di raggiungere nuovi segmenti di clientela attraverso canali complementari.
La terza area di collaborazione coinvolge tecnologia e innovazione. Le due società hanno firmato una lettera di intenti per costituire una joint venture tra TIM Enterprise e Poste Italiane dedicata a servizi cloud basati su intelligenza artificiale generativa e tecnologie open source.
“Tim già vende servizi di connettività, servizi di cloud, intelligenza artificiale, cyber security, Internet of Things”, ha spiegato Del Fante. “Potrà avere a disposizione anche la nostra spinta, il nostro supporto tecnologico tramite questa iniziativa comune che diverrà nei prossimi mesi una società in cui si andranno a concentrare gli investimenti nel digitale”.
Cosa cambia per i clienti PosteMobile
Dal punto di vista degli utenti finali, la migrazione dalla rete Vodafone alla rete TIM dovrebbe avvenire in modo trasparente, senza interruzioni di servizio. PosteMobile continuerà a operare come operatore virtuale (MVNO), ma appoggindosi all’infrastruttura di rete mobile di TIM invece che a quella di Vodafone.
La copertura geografica rimarrà capillare, considerando che TIM dispone di una delle reti mobili più estese d’Italia. I clienti potrebbero beneficiare di eventuali miglioramenti nella qualità del segnale in determinate aree, a seconda della densità e della tipologia di installazioni TIM rispetto a quelle Vodafone precedentemente utilizzate.
Le offerte commerciali e i piani tariffari di PosteMobile non subiranno modifiche dirette legate alla migrazione di rete, anche se il risparmio strutturale sui costi potrebbe permettere al brand di mantenere prezzi competitivi sul mercato degli operatori virtuali.
I risultati finanziari di Poste Italiane
L’annuncio delle sinergie con TIM è arrivato nel contesto di una presentazione finanziaria estremamente positiva. Poste Italiane ha registrato nei primi nove mesi del 2025 ricavi pari a 9,6 miliardi di euro, in crescita del 4% su base annua, con un risultato operativo (Ebit) adjusted di 2,5 miliardi di euro, segnando un incremento del 10%.
La redditività si attesta a livelli record, con un utile netto di 1,8 miliardi di euro. In base a questi risultati, il consiglio di amministrazione ha deliberato un acconto sul dividendo pari a 0,40 euro per azione (518 milioni di euro totali), in pagamento il 26 novembre, registrando una crescita del 21% rispetto all’anno precedente.
Del Fante ha sottolineato le performance positive di tutte le divisioni: logistica con crescita dei volumi del 14% nel terzo trimestre, assicurazioni (sia danni che vita), risparmio postale e prodotti PostePay inclusa l’energia.
La Super App raggiunge 15 milioni di utenti
Parallelamente alle sinergie con TIM, Poste Italiane ha completato la migrazione dei clienti alla nuova Super App, che ha sostituito definitivamente l’app PostePay anche per la gestione delle SIM PosteMobile e della fibra PosteCasa Ultraveloce.
“Questa settimana abbiamo tagliato per la prima volta il traguardo dei 15 milioni di App scaricate e attive”, ha annunciato Del Fante, precisando che circa due terzi degli utenti utilizzano sia l’app che i servizi fisici negli uffici postali, confermando il modello omnicanale del gruppo.
Conclusione
Il passaggio di PosteMobile alla rete TIM rappresenta la prima materializzazione concreta delle sinergie attese dall’investimento strategico di Poste Italiane nel capitale dell’operatore telefonico. I 20 milioni di euro di risparmio annuo costituiscono un risultato immediato e quantificabile, mentre le collaborazioni su energia e tecnologia promettono sviluppi di più lungo periodo. Per gli utenti PosteMobile, la transizione dovrebbe avvenire senza impatti negativi, garantendo continuità di servizio su un’infrastruttura di rete altrettanto capillare.
Fonti: