ora c’è anche una data precisa. PosteMobile ha pubblicato nelle ultime ore sul proprio sito ufficiale la comunicazione che formalizza il passaggio alla rete TIM: la migrazione dei clienti esistenti partirà il 23 febbraio 2026 e avverrà in modo automatico, senza necessità di cambiare SIM né di sostenere costi aggiuntivi. L’operatore virtuale più grande d’Italia si prepara al suo quarto cambio di rete in meno di vent’anni, questa volta passando da Vodafone (ora Fastweb + Vodafone) alla rete mobile di TIM.
La notizia arriva dopo mesi di trattative, Memorandum of Understanding e comunicazioni finanziarie. Il 5 novembre 2025 TIM aveva ufficializzato che il contratto era stato firmato e che la migrazione sarebbe partita nel primo trimestre 2026. Ora PosteMobile ha specificato la data esatta: domenica 23 febbraio 2026.
La comunicazione ufficiale di PosteMobile
Nella sezione “Mobile” del menu Assistenza del sito PosteMobile è apparsa nelle ultime ore una nuova voce, “Modifica Rete Mobile”, che rimanda a una pagina dedicata con la comunicazione ufficiale. Non è escluso che l’operatore informi i propri clienti anche tramite SMS nelle prossime settimane.
Ecco il testo integrale della comunicazione:
“In un’ottica di continua evoluzione dei servizi offerti, PostePay S.p.A. ha pianificato la migrazione della propria utenza dalla rete mobile dell’attuale operatore al nuovo partner TIM S.p.A.. Questa scelta consentirà a PostePay di confermare la qualità del servizio offerto, grazie all’infrastruttura di uno degli operatori leader per copertura, performance e innovazione. Il passaggio delle SIM PosteMobile sulla nuova rete verrà avviato a partire dal 23/02/2026 e avverrà in modo automatico, semplice e rapido. Non sarà necessario sostituire la SIM in possesso degli utenti, né cambieranno le condizioni economiche delle offerte attive. Tuttavia, come in ogni processo di migrazione di pari complessità e rilevanza tecnologica, non si possono escludere singoli casi in cui i clienti possano necessitare di assistenza, ad esempio per modifiche riscontrate in fase di configurazione della rete.”
Cosa significa per i 4,9 milioni di clienti
Le parole chiave della comunicazione sono chiare: “automatico, semplice e rapido”. I clienti PosteMobile non dovranno fare assolutamente nulla. Le SIM attuali continueranno a funzionare perfettamente anche dopo il passaggio, sfruttando il fatto che PosteMobile è un operatore Full MVNO — gestisce cioè in autonomia la propria infrastruttura di rete pur appoggiandosi ad altri per le antenne fisiche.
La migrazione inizierà il 23 febbraio 2026, ma PosteMobile non specifica quanto tempo richiederà l’operazione complessiva. L’esperienza del 2021, quando l’operatore passò da WindTre a Vodafone, suggerisce un processo a scaglioni che si estenderà per diversi mesi. Gruppi di utenti verranno trasferiti progressivamente per evitare picchi di carico e garantire continuità di servizio.
Le condizioni economiche delle offerte attive non cambieranno. Chi paga 5,99 euro al mese per un’offerta con 50GB continuerà a pagare lo stesso importo. I numeri di telefono resteranno gli stessi. I servizi come “Ti cerco”, “Richiama ora” e il controllo del credito residuo al 401212 non subiranno modifiche.
L’unica nota di cautela nella comunicazione riguarda possibili “singoli casi in cui i clienti possano necessitare di assistenza, ad esempio per modifiche riscontrate in fase di configurazione della rete”. È la normale prudenza che accompagna operazioni di questa portata: 4,9 milioni di SIM da migrare non sono poca cosa, e qualche intoppo tecnico è fisiologico.
E le nuove attivazioni?
PosteMobile non ha ancora comunicato una data a partire dalla quale le nuove SIM verranno attivate direttamente su rete TIM anziché su rete Vodafone. È probabile che, almeno nelle settimane iniziali, le nuove attivazioni continuino su Vodafone mentre il processo di migrazione dei clienti esistenti prende piede.
Nei mesi scorsi si era parlato del 1° gennaio 2026 come data di partenza per le nuove attivazioni, ma evidentemente i tempi tecnici hanno richiesto qualche settimana aggiuntiva. Con la migrazione dei clienti esistenti fissata al 23 febbraio, è ragionevole aspettarsi che anche le nuove SIM inizino a essere attivate su TIM in un periodo simile, se non leggermente precedente.
Il contesto: Poste Italiane primo azionista di TIM
Questo passaggio non è un semplice cambio di fornitore. È la conseguenza diretta di una strategia industriale molto più ampia che ha visto Poste Italiane scalare progressivamente TIM fino a diventarne il primo azionista con il 24,81% delle azioni ordinarie.
Il percorso è iniziato il 15 febbraio 2025, quando Poste ha acquisito il 9,81% di TIM da Cassa Depositi e Prestiti, cedendo in cambio la propria partecipazione del 3,78% in Nexi. Poche settimane dopo, il 29 marzo, è stato annunciato l’accordo con Vivendi per acquisire un ulteriore 15% di azioni. L’operazione si è conclusa il 23 maggio 2025, dopo il via libera dell’Antitrust.
Il 7 maggio 2025, nel mezzo di queste movimentazioni azionarie, TIM e PostePay (la controllata di Poste Italiane che gestisce il brand PosteMobile) hanno firmato un Memorandum of Understanding per il trasferimento dei servizi di telefonia mobile su rete TIM. Il contratto definitivo è stato poi siglato il 5 novembre 2025.
Il valore del contratto si aggira sugli 80 milioni di euro e per TIM rappresenta la compensazione perfetta per la fine del contratto wholesale con Fastweb, che dal 2026 migrerà su Vodafone dopo l’acquisizione dell’operatore da parte di Swisscom.
Cosa cambia davvero per gli utenti
Sulla carta, poco o nulla nel breve termine. Le condizioni economiche restano invariate, come specificato nella comunicazione ufficiale. PosteMobile continuerà a offrire le sue tariffe, i numeri di telefono resteranno gli stessi, i servizi accessori non subiranno modifiche.
Attualmente, i clienti PosteMobile navigano su rete Vodafone in 4G+ fino a 300 Mbps in download, con una copertura dichiarata del 99% della popolazione italiana. Il 5G è disponibile solo come opzione a pagamento: 3 euro al mese per navigare fino a 2 Gbps in download nelle principali città italiane.
Con il passaggio a TIM, la situazione 5G potrebbe cambiare — e questo è uno dei punti più interessanti. Kena Mobile, il brand low-cost di TIM, offre il 5G fino a 250 Mbps in download e 70 Mbps in upload senza costi aggiuntivi. Le tariffe 5G Ultra di TIM raggiungono invece i 2 Gbps in download e 200 Mbps in upload con accesso prioritario alla rete nelle principali città e località turistiche, al costo di 5 euro al mese.
È ragionevole ipotizzare che PosteMobile possa finalmente includere il 5G di base senza sovrapprezzo, allineandosi a quanto già fa Kena. Ma fino a quando non arriverà un annuncio ufficiale, resta una speculazione.
Un cambio di rete tra tanti (il quarto in 18 anni)
PosteMobile ha una storia travagliata di cambi di rete. Nata nel novembre 2007 come ESP MVNO su Vodafone, è poi diventata Full MVNO passando a Wind (ora WindTre) nel 2013. Nel 2020 è tornata su Vodafone, e ora — nel 2026 — approderà a TIM.
Ogni migrazione è stata gestita in modo relativamente indolore per gli utenti finali, senza necessità di sostituire SIM o cambiare numero. L’esperienza maturata suggerisce che anche questa volta l’operazione tecnica filerà liscia. Ma resta il fatto che PosteMobile cambia rete in media ogni 4-5 anni, e questo non trasmette esattamente un senso di stabilità.
Sinergie oltre la telefonia mobile: i 20 milioni di risparmio
L’accordo tra TIM e Poste Italiane va ben oltre il passaggio di rete. Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane, ha parlato esplicitamente al TG Poste di un “risparmio importante” quantificato in 20 milioni di euro annui grazie al passaggio del contratto di utilizzo delle antenne da un “fornitore terzo” (Vodafone) a TIM.
Del Fante ha illustrato tre risultati concreti comunicati al mercato:
“Il primo che passeremo il nostro contratto di utilizzo delle antenne della nostra PosteMobile da un fornitore terzo a TIM, con un risparmio per Poste importante, che abbiamo quantificato in 20 milioni di euro annui. Il secondo, che è partito il 29 Settembre 2025, riguarda la distribuzione in 750 negozi primari di TIM del nostro prodotto luce e del nostro prodotto gas, che hanno ricevuto dalla rete di TIM un ottimo riscontro. Il terzo, abbiamo annunciato un accordo per sviluppare insieme una joint venture, un’iniziativa comune con TIM sulla tecnologia.”
La joint venture menzionata si concentrerà su servizi di connettività, cloud, intelligenza artificiale, cybersecurity e Internet of Things, con l’obiettivo di creare una società che concentri gli investimenti nel digitale.
Un primo segnale concreto era già arrivato il 29 settembre 2025 con il lancio di TIM Energia powered by Poste Italiane, distribuito in oltre 750 punti vendita TIM con risultati definiti “promettenti” dall’AD di Poste.
Il passaggio di PosteMobile su rete TIM è solo il tassello più visibile di un processo di integrazione industriale molto più profondo tra due colossi controllati — direttamente o indirettamente — dallo Stato italiano.
Fonti: