Dieci, quindici, venti chiamate al giorno. Sempre le stesse voci registrate, sempre le stesse promesse di risparmio su bollette e contratti telefonici. Il telefono che squilla durante il pranzo, al lavoro, di sabato mattina. Chi non ha vissuto l’inferno del telemarketing selvaggio, negli ultimi anni, probabilmente non ha un cellulare.
C’è una buona notizia: il Registro Pubblico delle Opposizioni esiste, è gratuito, e quando funziona davvero taglia la quantità di chiamate moleste. Ma c’è anche una realtà più sfumata: iscriversi al RPO non significa azzerare completamente il problema. Vediamo come funziona davvero, cosa protegge e — soprattutto — quali sono i buchi che ancora oggi lasciano passare chiamate che non vorreste mai ricevere.
Cos’è il Registro Pubblico delle Opposizioni
Il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO) è un servizio pubblico gratuito gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto operativo della Fondazione Ugo Bordoni. Il suo scopo è semplice: permettere a chiunque di opporsi all’utilizzo del proprio numero di telefono — fisso o cellulare — e del proprio indirizzo postale per finalità di telemarketing.
Fino al 2022, il servizio copriva solo i numeri fissi presenti negli elenchi telefonici pubblici. Dal 27 luglio 2022, la riforma del sistema ha esteso la protezione a tutti i numeri nazionali, inclusi i cellulari e i numeri riservati (quelli non pubblicati sugli elenchi). Questo ha rappresentato un cambio radicale: per la prima volta, milioni di persone hanno potuto dire “no” alle chiamate commerciali sul dispositivo che portano sempre con sé.
L’iscrizione al RPO non è solo un “mi tolgo dalla lista”. Ha un effetto giuridico preciso: annulla retroattivamente tutti i consensi al telemarketing che avete rilasciato in passato, ad eccezione di quelli che darete volontariamente dopo l’iscrizione e delle aziende con cui avete contratti attivi o cessati da meno di 30 giorni.
Come iscriversi al Registro: le tre modalità
Iscriversi è semplice e completamente gratuito. Potete farlo attraverso tre canali diversi, scegliendo quello che preferite in base alla vostra dimestichezza con la tecnologia.
Modalità Web — la più veloce
Andate su registrodelleopposizioni.it e cliccate sulla sezione “Iscriviti”. Potete autenticarvi con SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) oppure procedere senza autenticazione inserendo manualmente i dati richiesti.
Il modulo online vi permette di iscrivere fino a cinque numeri di telefono contemporaneamente. Dopo aver compilato il form, dovrete dimostrare di essere effettivamente intestatari di quei numeri: il sistema vi fornirà un numero da chiamare da ciascuna delle utenze che state iscrivendo, per confermare il possesso.
Modalità Telefonica — per chi preferisce la voce
Chiamate direttamente dal numero che volete iscrivere:
- 800 957 766 (numero verde gratuito) per i telefoni fissi
- 06 42986411 per i cellulari
Una voce guida vi accompagnerà passo dopo passo nella procedura. Se incontrate difficoltà, potete chiedere di essere trasferiti a un operatore umano.
Modalità Email — per chi vuole lasciare traccia scritta
Scaricate il modulo RPO di iscrizione dal sito ufficiale, compilatelo con i vostri dati, e inviatelo via email all’indirizzo iscrizione@registrodelleopposizioni.it. Anche in questo caso, dovrete poi confermare il possesso delle utenze chiamando un numero che vi verrà comunicato via email.
Le quattro funzioni del Registro
Una volta iscritti, il RPO offre quattro funzionalità principali. È importante capire bene la differenza tra queste opzioni, perché ciascuna ha uno scopo specifico.
Iscrizione
È il primo passo, quello che annulla tutti i consensi precedenti e blocca le chiamate di telemarketing. L’iscrizione è a tempo indeterminato: una volta fatto, non scade e non dovete rinnovarla, a meno che non abbiate rilasciato nuovi consensi nel frattempo.
Rinnovo
Se dopo l’iscrizione al RPO avete dato il consenso a qualche azienda per ricevere chiamate pubblicitarie — magari compilando un modulo online per richiedere un preventivo o partecipando a un concorso — e ora volete revocare anche quei consensi, dovete usare la funzione “Rinnovo”. Attenzione: se non avete mai rilasciato nuovi consensi dopo l’iscrizione, non serve rinnovare nulla. L’iscrizione resta valida a tempo indeterminato.
Revoca selettiva
Avete bloccato tutto, ma c’è un’azienda specifica da cui vorreste ricevere offerte? Con la revoca selettiva potete “sbloccare” singoli operatori registrati al RPO, permettendo loro di contattarvi pur mantenendo attiva l’opposizione per tutti gli altri.
Cancellazione
Se cambiate idea e volete uscire completamente dal Registro, eliminando la vostra opposizione al telemarketing, potete cancellarvi in qualsiasi momento. A quel punto tornerete contattabili liberamente.
Cosa blocca effettivamente il Registro
Il Registro Pubblico delle Opposizioni blocca:
- Chiamate con operatore umano: i classici call center con venditori in carne e ossa che vi propongono contratti luce, gas, telefonia.
- Robocall: le telefonate automatizzate con voci registrate che vi invitano a “premere 1 per parlare con un operatore”.
- Chiamate da operatori regolari: aziende italiane ed estere che rispettano le normative e consultano mensilmente il Registro prima di avviare campagne promozionali.
- Pubblicità cartacea: se il vostro indirizzo postale è associato al vostro numero negli elenchi pubblici, l’iscrizione blocca anche l’invio di materiale pubblicitario per posta.
L’effetto diventa operativo entro 15 giorni per le chiamate telefoniche e 30 giorni per la posta cartacea. Questo perché gli operatori di telemarketing sono obbligati per legge a consultare il RPO mensilmente e comunque prima di ogni campagna, e hanno questo margine di tempo per recepire le nuove iscrizioni.
I limiti del Registro: cosa NON blocca
Qui arriva la parte che molti scoprono solo dopo essersi iscritti, restando delusi. Il RPO non è una bacchetta magica. Ci sono categorie di chiamate che continueranno ad arrivare, legalmente o meno.
Aziende con cui avete contratti attivi
Se siete clienti di un operatore telefonico, di un fornitore di luce e gas, o di qualsiasi altra azienda con cui avete un contratto in corso, quella società può continuare a chiamarvi per proporvi offerte. Il RPO blocca il telemarketing “a freddo”, non le comunicazioni commerciali da parte di chi è già vostro fornitore.
Lo stesso vale per contratti cessati da meno di 30 giorni: se avete chiuso un’utenza tre settimane fa, l’ex gestore può ancora tentare di riconquistarvi con una telefonata promozionale.
Consensi dati dopo l’iscrizione al RPO
Se dopo esservi iscritti al Registro avete compilato un form online per richiedere un preventivo, partecipare a un concorso, scaricare un ebook gratuito, e in quel modulo c’era una casella (magari già spuntata) che autorizzava il contatto telefonico, avete dato un nuovo consenso. Quel consenso è valido, e l’azienda può chiamarvi. Se volete revocare anche questi consensi successivi, dovete usare la funzione “Rinnovo” del RPO.
SMS, email, WhatsApp e messaggistica
Il Registro blocca solo le chiamate vocali (umane o automatizzate) e la pubblicità cartacea. Gli SMS promozionali, le email di marketing, i messaggi su WhatsApp, Telegram o altre app non rientrano nell’ambito del RPO. Per questi canali vale sempre la normativa GDPR: serve il consenso esplicito dell’utente, ma il Registro non li copre.
Call center illegali e truffatori
Questo è il buco più grande. Gli operatori che agiscono nell’illegalità — quelli che non si registrano al RPO, che operano da Paesi esteri senza rispettare le normative italiane, che usano tecniche di “spoofing” per mascherare il numero chiamante — se ne infischiano del Registro. Per loro, il vostro numero iscritto al RPO è come se non lo fosse.
Secondo dati dell’Unione Nazionale Consumatori, oltre il 60% degli iscritti al Registro continuava a ricevere chiamate indesiderate fino a metà 2025. Non perché il sistema non funzioni, ma perché una fetta consistente del telemarketing aggressivo proviene da soggetti che non consultano il Registro semplicemente perché non gliene importa nulla delle regole.
Chiamate dall’estero e spoofing: il problema del 2025-2026
I call center esteri rappresentano oggi il principale canale di chiamate moleste. Operano da Albania, Tunisia, Regno Unito, Francia, usando numerazioni VoIP che mascherano la vera origine della chiamata. Spesso sul vostro display appare un numero italiano — un fisso con prefisso 02 (Milano) o 06 (Roma), o addirittura un cellulare con prefisso 3xx — ma quando richiamate trovate “numero inesistente” o “utenza non raggiungibile”.
Questo fenomeno si chiama CLI spoofing (falsificazione dell’ID chiamante), ed è la tecnica più diffusa per aggirare i filtri. Il call center modifica i dati che vengono trasmessi alla rete telefonica, facendo credere che la chiamata provenga da un numero italiano quando in realtà arriva dall’estero.
Il Registro Pubblico delle Opposizioni non può fare nulla contro lo spoofing. Chi falsifica il numero non consulta il RPO, non rispetta le leggi italiane, spesso lavora per committenti esteri. La buona notizia è che AGCOM ha messo in campo dal 2025 un sistema di blocco anti-spoofing che ha già tagliato milioni di chiamate fraudolente al giorno. Dal 19 agosto 2025 sono bloccate le chiamate dall’estero con numerazioni fisse italiane falsificate, e dal 19 novembre 2025 anche quelle con finti numeri mobili italiani.
Non è una soluzione definitiva — i truffatori si stanno già spostando su prefissi esteri reali — ma è un primo passo concreto.
Cosa fare se le chiamate continuano
Siete iscritti al RPO, sono passati i 15 giorni, eppure continuate a ricevere chiamate. Cosa potete fare?
Verificate la fonte della chiamata
Chiedete sempre all’operatore nome e cognome, nome dell’azienda per cui lavora, e per conto di chi state chiamando. Annotate il numero da cui state ricevendo la chiamata e l’ora. Questi dati vi serviranno se deciderete di segnalare la violazione.
Contattate direttamente le aziende con cui avete contratti
Se le chiamate provengono dal vostro operatore telefonico, dal fornitore di luce o gas, o da altre aziende di cui siete clienti, contattatele direttamente e chiedete esplicitamente di essere rimossi dalle liste per le comunicazioni commerciali. Non basta l’iscrizione al RPO: con i fornitori attivi dovete manifestare l’opposizione direttamente a loro.
Segnalate le violazioni al Garante Privacy
Se sospettate che un operatore stia violando il RPO — cioè vi sta chiamando nonostante siate iscritti, non siete loro clienti, e non avete dato consensi successivi — potete segnalare l’accaduto al Garante per la Protezione dei Dati Personali. Sul sito garanteprivacy.it trovate il modulo elettronico per presentare reclamo.
Le sanzioni per chi viola il RPO sono pesanti: fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale annuo, se superiore. Le multe ci sono, ma spesso colpiscono solo gli operatori regolari — quelli che già rispettano le regole. I call center illegali, per loro natura, sono difficili da raggiungere.
Usate strumenti complementari
Il RPO è uno strumento, non l’unico. Combinate l’iscrizione al Registro con:
- Blocco delle chiamate internazionali: molti operatori telefonici offrono gratuitamente il servizio di blocco delle chiamate provenienti dall’estero. Attivatelo se non avete contatti frequenti con l’estero.
- App di blocco chiamate: Truecaller, Whoscall, Should I Answer e altre app usano database condivisi da milioni di utenti per riconoscere e bloccare numeri segnalati come spam.
- Filtri nativi dello smartphone: sia iPhone che Android offrono funzioni native per bloccare chiamate da numeri sconosciuti o per silenziare tutto tranne i contatti salvati in rubrica.
Quanto costa iscriversi
Zero. L’iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni è completamente gratuita per i cittadini. Nessun costo iniziale, nessun abbonamento annuale, nessuna tariffa nascosta. I costi esistono solo per gli operatori di telemarketing, che devono pagare per consultare il Registro e verificare le liste di contatti.
Le sanzioni per chi viola il Registro
Gli operatori che non rispettano il RPO rischiano sanzioni amministrative pesanti, disciplinate dal GDPR e dal Codice in materia di protezione dei dati personali. Le multe possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo dell’azienda, se superiore.
Esempi concreti: nel 2019 il Garante Privacy ha sanzionato Eni Gas e Luce con 11,5 milioni di euro per telemarketing aggressivo e violazioni multiple. Altri operatori energetici e di telefonia sono stati colpiti con sanzioni da centinaia di migliaia di euro.
Il problema è che le multe funzionano solo con chi si fa identificare. I call center abusivi, quelli che operano dall’estero con tecniche di spoofing, non vengono mai raggiunti dalle sanzioni.
Iscrizione al RPO postale: anche la pubblicità cartacea
Se il vostro numero di telefono fisso è presente negli elenchi telefonici pubblici, e a quel numero è associato un indirizzo postale, potete iscrivere anche l’indirizzo al RPO per bloccare la ricezione di pubblicità cartacea nominativa. La procedura è identica a quella per i numeri telefonici, e l’efficacia scatta entro 30 giorni (non 15, come per le chiamate).
Attenzione: il RPO postale funziona solo per la pubblicità che gli operatori inviano usando come fonte gli elenchi telefonici pubblici. Se avete dato il consenso direttamente a un’azienda per ricevere cataloghi cartacei, quell’azienda continuerà a inviarvi materiale finché non revocherete il consenso direttamente con loro.
Vale la pena iscriversi
Sì. Con tutti i suoi limiti, il Registro Pubblico delle Opposizioni resta lo strumento più efficace contro il telemarketing legale. Non risolverà il problema al 100%, ma taglia drasticamente le chiamate provenienti da operatori seri che rispettano le regole.
Le recensioni degli utenti sono divise: c’è chi è passato da 20 chiamate al giorno a zero, e chi continua a riceverne 10 nonostante l’iscrizione. La differenza dipende molto da quanto il vostro numero è finito in database puliti (usati da aziende regolari) o sporchi (liste vendute nel dark web e usate da call center illegali).
L’iscrizione richiede cinque minuti. Non costa nulla. Nel peggiore dei casi, non cambierà nulla. Nel migliore, vi restituirà la pace.
Fonti:
- registrodelleopposizioni.it — portale ufficiale del servizio gestito da MISE e Fondazione Ugo Bordoni
- cittadinanzattiva.it — guida RPO funzionamento e iscrizione