Quando Samsung ha presentato Galaxy AI all’inizio del 2024, molti l’hanno accolta con lo stesso scetticismo che si riserva a qualunque cosa porti la parola “intelligenza artificiale” nel nome. Troppo spesso quel termine è servito a vendere funzioni di dubbia utilità, impacchettate in marketing aggressivo e poi lentamente dimenticate tra le impostazioni del telefono. Questa volta, però, la storia è andata diversamente.
A distanza di oltre un anno dal lancio, le funzioni Samsung Galaxy AI disponibili in Italia non solo sono rimaste: si sono moltiplicate, raffinate, e con l’arrivo di One UI 8.5 a maggio 2026 hanno fatto un salto qualitativo che vale la pena raccontare per intero. Dalla traduzione delle telefonate in tempo reale all’editing fotografico guidato dalla voce, Galaxy AI è diventata una piattaforma vera — non una collezione di trucchetti.
Questa guida fa chiarezza su cosa funziona davvero in Italia, su quali dispositivi, e su cosa cambia con gli aggiornamenti più recenti.
Cos’è Samsung Galaxy AI e come funziona
Samsung Galaxy AI è un sistema integrato di funzioni basate sull’intelligenza artificiale, distribuito direttamente nell’interfaccia One UI degli smartphone e tablet Galaxy. Non si tratta di un’app separata da scaricare, né di un chatbot isolato: le funzionalità AI sono disseminate nelle app native — fotocamera, telefono, note, registratore vocale, browser — e si attivano nel momento in cui servono davvero.
Il modello tecnico su cui si regge è ibrido. Alcune elaborazioni avvengono direttamente sul dispositivo, senza inviare dati a server remoti — è quello che nel settore si chiama elaborazione on-device. Altre funzioni, invece, richiedono una connessione cloud per girare sui server di Samsung o di partner come Google. Samsung ha fatto di questa distinzione un elemento centrale della propria comunicazione sulla privacy: gli utenti possono scegliere di limitare alcune funzioni alla sola elaborazione locale, rinunciando magari a qualcosa in termini di prestazioni ma guadagnando in controllo sui propri dati.
Questa stessa linea di confine tra on-device e cloud è diventata, come vedremo più avanti, anche la linea che separa ciò che resterà gratuito da ciò che potrebbe richiedere un abbonamento in futuro.
Quali funzioni Galaxy AI sono disponibili in Italia nel 2026
Live Translate: la traduzione delle chiamate in tempo reale
È probabilmente la funzione più spettacolare del pacchetto, e quella che più frequentemente lascia di stucco chi la vede per la prima volta. Live Translate traduce in tempo reale le telefonate, con i sottotitoli che scorrono sullo schermo mentre l’interlocutore parla. Funziona anche in senso inverso: la vostra risposta viene tradotta e trasmessa all’altra persona nella sua lingua, senza che nessuno dei due debba fare nulla di speciale.
L’italiano è pienamente supportato — e questo in Italia non era scontato all’inizio, visto che molte funzioni AI debuttano prima in inglese e poi arrivano alle altre lingue con settimane o mesi di ritardo. Live Translate supporta 20 lingue totali, coprendo la grande maggioranza degli scenari in cui un italiano potrebbe trovarsi a comunicare con un interlocutore straniero, dal tedesco al giapponese, dall’arabo al portoghese.
Un dettaglio tecnico non banale: la funzione richiede una connessione di rete attiva e l’accesso a un Samsung Account, ed è disponibile esclusivamente sull’applicazione Samsung Phone preinstallata. Chi usa un dialer alternativo dovrà quindi tornare all’app nativa per sfruttarla.
Assistente Foto e Creative Studio: l’editing che prima richiedeva Photoshop
L’Assistente Foto è la funzione che ha subito la trasformazione più radicale con One UI 8.5. Nella versione precedente era già capace di operazioni interessanti — rimozione di oggetti indesiderati, slow motion istantaneo su qualsiasi video, modifica generativa degli sfondi — ma il nuovo aggiornamento ha cambiato il paradigma d’interazione.
Con One UI 8.5, l’Assistente Foto accetta comandi testuali e vocali per applicare le modifiche. In pratica potete dire o scrivere “rimuovi la persona sullo sfondo” oppure “rendi il cielo più drammatico” e l’AI interpreta e applica la modifica. Non bisogna più cercare il pulsante giusto in un menu annidato: basta descrivere il risultato che si vuole. C’è anche un’altra novità concreta: è possibile procedere a modifiche successive senza dover salvare ogni singola operazione intermedia, il che rende il flusso di lavoro molto più fluido.
Creative Studio affianca l’Assistente Foto con un orientamento più creativo: permette di generare disegni, biglietti d’auguri, schede profilo, adesivi e sfondi sia partendo da schizzi a mano libera sia usando suggerimenti testuali. Per chi produce contenuti per i social o ha bisogno di materiali visuali semplici senza aprire app esterne, è uno strumento che può sorprendere per la qualità dei risultati.
Entrambe le funzioni — Assistente Foto e Creative Studio — sono disponibili in italiano tra le 41 lingue supportate a partire da marzo 2026.
Selezione AI: il coltellino svizzero delle interazioni con lo schermo
È quella funzione che, una volta capita, si usa in continuazione senza quasi rendersene conto. Selezione AI consente di selezionare qualsiasi area dello schermo — testo, immagini, porzioni di video — ed eseguire azioni intelligenti su ciò che è stato evidenziato.
Selezionate un’immagine in un articolo? Potete estrarre il testo al suo interno, tradurlo, copiarlo o condividerlo. Vedete un oggetto in una foto? Potete rimuoverlo con un gesto. Avete screenshot di ricette, fatture o presentazioni? Il testo diventa editabile in pochi tap, pronto per essere incollato altrove. La funzione è accessibile dal pannello Edge, tramite la S Pen sui modelli che la supportano, oppure dalla barra degli strumenti che compare dopo uno screenshot. Tre vie d’accesso per tre contesti diversi — non è una scelta casuale.
Cerchia e Cerca: la ricerca visuale potenziata da Google
Cerchia e Cerca è una delle funzioni Galaxy AI sviluppata in collaborazione con Google, e si vede nell’esperienza d’uso: è fluida, rapida, e cambia davvero il modo in cui si interagisce con i contenuti sullo schermo.
Il meccanismo è semplice quanto efficace: si disegna un cerchio con il dito (o con la S Pen) attorno a qualsiasi elemento visibile sullo schermo — un prodotto, un logo, un volto, un testo — e Google Search si apre immediatamente con i risultati pertinenti, senza abbandonare l’app che stava girando. State guardando un video su YouTube e notate un oggetto di design interessante sul tavolo? Cerchiatelo. State leggendo un articolo e volete sapere di più su un’azienda citata? Cerchiate il nome. Niente cambio di app, niente digitazione, niente attrito.
È uno di quei cambiamenti di abitudine che sembrano piccoli ma finiscono per ridisegnare il modo in cui si usa il telefono — e quando smettete di averlo, vi manca.
Now Brief e Now Bar: l’AI proattiva che anticipa le vostre esigenze
Now Brief e Now Bar rappresentano la componente più “agente” di Galaxy AI — quella che agisce prima che voi la chiamiate, anticipando ciò di cui potreste aver bisogno.
Now Bar vive sulla schermata di blocco e mostra aggiornamenti in tempo reale: messaggi in arrivo, eventi imminenti del calendario, stato di una navigazione attiva, aggiornamenti sportivi. Non è una semplice lista di notifiche: è un pannello contestuale che cambia in base a cosa sta succedendo nella vostra giornata.
Now Brief funziona in modo complementare e va più in profondità. Analizza le vostre abitudini e i vostri dati personali — elaborati localmente grazie al Personal Data Engine, il motore AI on-device di Samsung — per suggerire azioni contestuali senza che dobbiate chiedere nulla. La mattina vi riassume gli appuntamenti; prima di una riunione vi ricorda chi incontrerete; la sera vi mostra un riepilogo di ciò che è rimasto in sospeso. La qualità dell’esperienza dipende molto da quanto si è disposti a condividere con il sistema, ma per chi accetta il compromesso il risultato è genuinamente utile.
Call Screening: il filtro anti-spam con intelligenza artificiale
Una delle novità più apprezzate portate da One UI 8.5, debuttata con la serie Galaxy S26 e poi estesa ai modelli precedenti con l’aggiornamento, è Call Screening. Il concetto è semplice: se ricevete una chiamata da un numero sconosciuto, potete attivare il filtro e sarà l’AI a rispondere per voi, chiedendo all’interlocutore chi è e perché chiama. Vedete la trascrizione in tempo reale sullo schermo e decidete se rispondere, ignorare o bloccare.
Per chi è sommerso da telefonate di call center, tentativi di phishing o chiamate promozionali — un problema molto sentito anche in Italia — si tratta di una funzione concreta che risolve un fastidio reale. Non è fantascienza: è un filtro intelligente che lavora silenziosamente al posto vostro.
Note Assist e Transcript Assist: per chi lavora e studia
Transcript Assist è disponibile tramite l’app Registratore Voci di Samsung. Registra quello che viene detto — una riunione, una lezione, un’intervista — e produce automaticamente una trascrizione del parlato. Da quella trascrizione, sempre con un tap, si ottiene un riassunto. Per studenti, giornalisti, professionisti o chiunque abbia riunioni da verbalizzare, il risparmio di tempo è reale e misurabile.
Note Assist lavora invece sulle note scritte nell’app Samsung Notes: le riorganizza, le formatta in modo coerente, le riassume, le traduce. Non sostituisce il pensiero critico, ma elimina tutta la parte meccanica della gestione delle note — quella che nessuno vuole fare ma tutti devono fare.
Interprete: per chi parla con il mondo
L’app Interprete funziona come un traduttore simultaneo tascabile per le conversazioni faccia a faccia. Una persona parla nella propria lingua, l’altra sente la traduzione in tempo reale. Il punto di forza rispetto a Live Translate — che gestisce le telefonate — è che Interprete è pensato per le conversazioni dal vivo, in presenza. Sul Galaxy Z Fold, sfruttando il grande schermo, l’interfaccia si divide in due metà specchiate: una per ciascun interlocutore, rendendo la conversazione ancora più naturale e inclusiva.
Audio Eraser: il silenzio che non c’era
Audio Eraser è la funzione che più sorprende chi non se l’aspettava. Lavora sui video già registrati — e con One UI 8.5 anche all’interno di applicazioni di terze parti — per ridurre selettivamente i suoni indesiderati. Vento che copre le voci, rumore di traffico in un’intervista, musica di sottofondo in un video di viaggio: Audio Eraser non elimina tutto indiscriminatamente, ma lavora per frequenze e tipologie di rumore, cercando di preservare ciò che si vuole tenere. Non fa miracoli, ma fa molto di più di qualunque app di editing audio di base disponibile gratuitamente.
Su quali dispositivi è disponibile Galaxy AI in Italia
Galaxy AI non funziona su qualsiasi smartphone Samsung. I requisiti minimi contano, e vale la pena fare chiarezza per evitare delusioni post-acquisto.
Il punto di ingresso nella suite Galaxy AI sono i dispositivi con almeno One UI 6.1 e un SoC sufficientemente potente da gestire l’elaborazione on-device. In termini pratici, questo significa la serie Galaxy S24 in poi come punto di partenza sicuro per l’esperienza completa. I modelli precedenti — Galaxy S23, S23 FE, Z Fold 5, Z Flip 5, Tab S9 — ricevono un sottoinsieme delle funzioni tramite aggiornamenti software, ma non l’intero pacchetto.
Con One UI 8.5, il cui rollout globale è partito ufficialmente il 6 maggio 2026 e ha raggiunto l’Europa a partire dall’11 maggio, la lista dei dispositivi aggiornati è ampia: Galaxy S25 (tutte le varianti), Galaxy S24 (tutte le varianti incluso FE), Galaxy Z Fold 7 e Z Flip 7, Galaxy Z Fold 6 e Z Flip 6, Galaxy Tab S10 e Tab S11, e alcuni modelli della serie A. Un raggio d’azione notevole, che dimostra come Samsung stia puntando a rendere Galaxy AI una caratteristica trasversale dell’ecosistema, non un privilegio riservato ai soli top di gamma.
Le funzioni più avanzate — specialmente quelle che richiedono elaborazione generativa complessa — restano però legate ai chip più recenti: Snapdragon 8 Elite e Exynos di ultima generazione dispongono di NPU (Neural Processing Unit) sufficientemente potenti da gestire certi carichi di lavoro localmente, senza dipendere dal cloud per ogni operazione.
Galaxy AI è ancora gratuita nel 2026? La situazione attuale
Questa è la domanda che rimbalza più spesso tra gli utenti italiani, e merita una risposta precisa — non una risposta vaga.
Samsung aveva dichiarato che le funzioni Galaxy AI sarebbero state gratuite “fino al 31 dicembre 2025”. Quella data è passata, e la situazione si è chiarita, almeno parzialmente. Il colosso coreano ha aggiornato i propri termini di servizio con una formulazione significativa: “le funzionalità di base di Galaxy AI fornite da Samsung sono gratuite”. Due parole chiave in quella frase: “di base” e “fornite da Samsung”.
Il quadro che emerge è questo. Tutte le funzioni sviluppate internamente da Samsung e che elaborano i dati direttamente sul dispositivo — Selezione AI, Note Assist, Transcript Assist, Audio Eraser, Now Brief, Call Screening — resteranno gratuite a tempo indeterminato. Sono funzioni proprietarie, che non dipendono da servizi di terze parti e non comportano costi cloud variabili per Samsung.
Il capitolo diverso riguarda le funzioni basate su Google Gemini e su altri partner tecnologici. Questi strumenti sfruttano modelli AI sviluppati esternamente e richiedono calcolo in cloud, con relativi costi operativi che Samsung finora ha assorbito o gestito tramite accordi commerciali. Con la scadenza del periodo promozionale, la possibilità di un modello in abbonamento per le funzioni più avanzate di derivazione Google resta sul tavolo — anche se Samsung non ha ancora comunicato prezzi o modalità specifiche.
La distinzione pratica per l’utente è questa: l’AI di Samsung è gratuita. L’AI di Google su Samsung potrebbe non esserlo a lungo. È una considerazione importante da tenere a mente, soprattutto al momento dell’acquisto di un nuovo dispositivo.
One UI 8.5: le novità per Galaxy AI che cambiano l’esperienza quotidiana
One UI 8.5 non è un aggiornamento di manutenzione. È un salto software concreto, e la novità più ambiziosa si chiama AI Agent.
AI Agent è il passo successivo rispetto alle singole funzioni AI isolate: è un agente trasversale che può eseguire compiti concatenati attraverso più app con un’unica istruzione. Non si limita a rispondere a una domanda o a modificare una foto — può leggere un messaggio, cercare un’informazione nel calendario, abbozzare una risposta e salvarla come bozza, tutto in sequenza. È ancora in fase evolutiva, e sarebbe esagerato aspettarsi che funzioni perfettamente in ogni scenario, ma la direzione è chiara e ambiziosa.
Sul fronte della fotocamera, One UI 8.5 porta tre novità concrete: la scansione di documenti direttamente dall’app fotocamera senza bisogno di app terze, l’anteprima in tempo reale del video in formato Log per chi vuole più controllo in post-produzione, e la registrazione video duale — selfie camera e fotocamera posteriore in simultanea. Quest’ultima funzione sembrava un capriccio quando la offrivano i competitor, ma nella pratica si rivela utile in molte situazioni reali.
Bixby diventa più smart e l’integrazione con Perplexity AI si fa più profonda, portando capacità di ricerca conversazionale direttamente nell’assistente vocale. E Quick Share — finalmente — diventa compatibile con AirDrop di Apple: un ponte concreto tra ecosistemi che molti aspettavano da tempo.
Galaxy AI funziona davvero? Il giudizio dopo un anno e mezzo
La domanda onesta va fatta: Galaxy AI mantiene le promesse nel quotidiano?
La risposta, dopo oltre un anno di utilizzo concreto su diversi dispositivi, è sì — con le dovute distinzioni. Live Translate e Transcript Assist sono genuinamente utili e funzionano con una precisione che sorprende, soprattutto in italiano. Cerchia e Cerca è diventata un’abitudine difficile da abbandonare una volta acquisita. Call Screening risolve un fastidio reale in modo elegante. Now Brief, per chi gli dà fiducia, è sorprendentemente contestuale.
Le funzioni di editing fotografico presentano ancora un comportamento discontinuo: su soggetti semplici e sfondi netti i risultati sono ottimi, su situazioni complesse l’AI può produrre artefatti evidenti o risultati che richiedono un secondo tentativo. Non è un difetto esclusivo di Samsung — è il limite di tutta la generazione attuale di AI generative per immagini — ma vale la pena dirlo chiaramente.
Il vero punto di forza di Galaxy AI, però, non è la singola funzione killer: è l’integrazione profonda nel sistema operativo. L’AI non vive in un’app separata che si dimentica di aprire — è lì, nel momento in cui scattate una foto, ricevete una chiamata, registrate una riunione. Questa ubiquità silenziosa è, a conti fatti, la cosa che più distingue l’approccio Samsung da quello di chi ha semplicemente aggiunto un chatbot al proprio launcher.
Il cantiere è aperto. One UI 8.5 ne è la prova più recente: Samsung non ha smesso di aggiungere, e per chi ha uno smartphone compatibile l’aggiornamento è già disponibile o in arrivo nelle prossime settimane. Vale la pena controllare in Impostazioni > Aggiornamento software — e questa volta, l’aggiornamento merita davvero di essere installato.
Fonti:
- Samsung Italia — Galaxy AI — Pagina ufficiale con dettagli su funzioni, lingue supportate e compatibilità dispositivi
- Samsung Newsroom Italia — Galaxy S25 — Comunicato ufficiale di lancio con specifiche tecniche e funzionalità AI