C’è una domanda che rimbalza da ieri sera in ogni gruppo Telegram dedicato a Samsung, in ogni forum Android e in ogni conversazione tra appassionati: chi ha comprato l’S25 Ultra l’anno scorso deve già rimpiangere la scelta? E chi sta valutando l’acquisto oggi deve puntare direttamente all’S26 Ultra o aspettare che l’S25 scenda di prezzo?
La risposta onesta non è semplice. Dipende da chi siete, da come usate lo smartphone e da quanto pesano alcune novità specifiche nella vostra vita quotidiana. Proviamo a smontare il confronto pezzo per pezzo.
Design: più sottile, più rotondo, ma non in titanio
Sul piano estetico, Samsung ha continuato il percorso di arrotondamento già intrapreso con l’S25 Ultra. L’S26 Ultra è leggermente più curvo agli angoli, 0,3 mm più sottile (7,9 mm contro 8,2 mm) e 4 grammi più leggero (214 g contro 218 g). Non sono numeri che fanno notizia su un foglio di carta. In mano, però, chi ha potuto toccare entrambi in anteprima riferisce che la differenza è percepibile — si smette di avere la sensazione di stringere una lastra rettangolare.
C’è però un dettaglio che vale la pena segnalare: Samsung ha scelto l’alluminio per la scocca dell’S26 Ultra, mentre l’S25 Ultra usava il titanio. Non è necessariamente un downgrade pratico — l’alluminio moderno è resistente — ma chi aveva comprato l’anno scorso anche per la costruzione premium in titanio potrebbe storcere il naso. Le dimensioni sono lievemente diverse: l’S26 Ultra è appena più alto e largo (163,6 × 78,1 mm) rispetto all’S25 Ultra (162,8 × 77,6 mm), per via dell’arrotondamento degli angoli.
L’S Pen è confermata in entrambi i modelli, senza funzionalità Bluetooth in nessuno dei due. La certificazione IP68 è invariata.
Display: stesso pannello, ma con una novità che cambia tutto per qualcuno
Sei pollici e nove di Dynamic AMOLED 2X, risoluzione QHD+ 3.120 × 1.440 pixel, refresh rate adattivo 1-120 Hz, picco di luminosità intorno ai 2.600 nits. Su carta, i due display sembrano identici. E in gran parte lo sono.
La differenza che conta si chiama Privacy Display, ed è una novità assoluta nel panorama degli smartphone. Non parliamo di una pellicola applicabile in un secondo momento: è tecnologia hardware integrata nel pannello stesso, che agisce a livello di pixel per rendere lo schermo illeggibile da angolazioni laterali. Voi vedete tutto normalmente; chi vi guarda di fianco vede nero. La funzione è personalizzabile: si può attivare manualmente, impostarla per app specifiche (il classico banking o l’inserimento del PIN), o configurarla per bloccare solo porzioni dello schermo.
Per chi viaggia frequentemente, lavora in open space o usa il telefono in spazi pubblici, si tratta di una funzione che risolve un problema reale. Per chi usa lo smartphone principalmente a casa, è quasi irrilevante. Questa valutazione personale è il primo snodo decisionale di questo confronto.
L’S26 Ultra adotta anche un pannello 10-bit capace di una gamma cromatica più ampia rispetto all’anno scorso. L’impatto nella fruizione quotidiana è limitato, ma per chi guarda video in streaming ad alta qualità è un aggiornamento apprezzabile.
Processore: Snapdragon 8 Elite Gen 5 e il divario sull’intelligenza artificiale
L’S25 Ultra montava lo Snapdragon 8 Elite for Galaxy — già un chip di riferimento assoluto nel 2025. L’S26 Ultra sale allo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, versione customizzata da Samsung con i core principali spinti da 4,6 a 4,74 GHz.
I miglioramenti dichiarati: +19% sulla CPU, +24% sulla GPU, +39% sulla NPU. Quest’ultimo dato è quello che merita attenzione. La NPU è il motore che gestisce le funzionalità Galaxy AI — editing fotografico, trascrizioni, suggerimenti contestuali, Cerchia e Cerca multi-oggetto. Un divario del 39% non si traduce in benchmark impressionanti per chi gioca: si traduce nella differenza tra funzioni AI che sembrano istantanee e funzioni AI che fanno aspettare mezzo secondo in più.
Per l’utilizzo quotidiano generico — app, social, navigazione, fotografie — entrambi i telefoni sono veloci oltre qualsiasi soglia percepibile. Il gap emerge nell’uso intensivo dell’intelligenza artificiale, nei task multischermo complessi e nel gaming più esigente.
Samsung ha anche riprogettato la camera di vapore multicanale per una migliore dissipazione termica, un dettaglio che in sessioni di lavoro prolungate può fare la differenza sulla stabilità delle prestazioni nel tempo.
Fotocamere: stessa risoluzione, aperture più ampie e video 4K a 120fps
I quattro sensori posteriori dell’S26 Ultra hanno le stesse risoluzioni dell’S25 Ultra: 200 MP principale, 50 MP ultra-grandangolare, 50 MP tele 5x, 10 MP tele 3x. La frontale è da 12 MP in entrambi. Sulla carta sembrerebbero identici. Non lo sono.
L’S26 Ultra apre di più. La principale passa da f/1.7 a f/1.4 — un valore che non è solo un numero: significa che il sensore cattura significativamente più luce in condizioni difficili prima ancora che l’elaborazione software intervenga. Il tele 5x migliora da f/3.4 a f/2.9. Samsung dichiara un +47% di luce sulla principale e +37% sul tele 5x rispetto all’S25 Ultra. In fotografia notturna e in ambienti chiusi, questi dati si traducono in scatti più puliti con meno rumore digitale.
Sul fronte video, il salto è più netto. L’S25 Ultra registra fino a 4K a 60 fps. L’S26 Ultra arriva a 4K a 120 fps — slow-motion di qualità cinematografica senza rinunciare alla definizione. Si aggiunge il supporto al codec APV, formato professionale che preserva la qualità nelle fasi di editing e riesportazione. Per chi usa lo smartphone solo per i video delle vacanze, è irrilevante. Per chi crea contenuti, è un aggiornamento concreto.
Nightography Video è migliorata sull’S26 Ultra, con risultati migliori nelle riprese in bassa luminosità. La funzione Audio Eraser è stata potenziata e può ora isolare e amplificare le voci nei video provenienti da qualunque app — non solo dall’app fotocamera.
Ricarica: il salto più tangibile per l’utilizzo quotidiano
Questo è il capitolo dove il divario tra i due telefoni è più evidente nel vissuto di tutti i giorni. L’S25 Ultra ricaricava a 45W via cavo e 15W wireless. L’S26 Ultra sale a 60W via cavo — con una ricarica del 75% in circa 30 minuti — e a 25W wireless, più del doppio dell’anno scorso. Chi costruisce la propria routine attorno a un pad di ricarica sulla scrivania sentirà la differenza concretamente.
C’è però una nota stonata: l’adattatore da 60W non è incluso nella confezione. A 1.499 euro, è una scelta difficile da giustificare. Samsung non è l’unica a farlo — Apple non include il caricabatterie, Google segue la stessa logica — ma resta una di quelle scelte che fanno alzare le sopracciglia.
Una funzione che l’S26 Ultra non ha, e che qualcuno si aspettava: la ricarica magnetica Qi2. Google l’ha aggiunta al Pixel 10 l’anno scorso. Samsung ha deciso di non seguire quella strada.
Galaxy AI e software: One UI 8.5 e i nuovi assistenti
L’S26 Ultra debutta con Android 16 e One UI 8.5 di fabbrica. L’S25 Ultra riceverà questi aggiornamenti nel corso del tempo, quindi non è un vantaggio permanente — ma chi acquista l’S26 Ultra oggi parte con il software più recente e ottimizzato.
Il sistema Galaxy AI introduce un approccio multi-agente: Gemini e Perplexity come assistenti principali a scelta dell’utente, Bixby dedicato alle scorciatoie di sistema. Bixby ha ricevuto un aggiornamento conversazionale significativo — è ora possibile attivare impostazioni e trovare contenuti semplicemente parlando, senza navigare tra menu. La funzione Cerchia e Cerca con Google supporta ora il riconoscimento multi-oggetto simultaneo.
Many di queste funzioni AI arriveranno probabilmente anche sull’S25 Ultra tramite aggiornamento software. Chi ha comprato l’anno scorso non rimarrà definitivamente indietro — almeno per la parte software.
Vale davvero la pena aggiornare da S25 Ultra?
La risposta varia in base al profilo d’uso.
Se avete l’S25 Ultra e funziona bene, non c’è urgenza di cambiare. I miglioramenti sono reali ma non rivoluzionari — migliorano un’esperienza già eccellente invece di correggere un prodotto difettoso. Con il trade-in e la promo doppia memoria attiva fino al 10 marzo, il costo dell’upgrade si riduce, ma rimane comunque una spesa significativa per aggiornamenti che nella vita quotidiana della maggior parte degli utenti si notano poco.
Fanno eccezione tre casi specifici. Il Privacy Display è una funzione che risolve un problema concreto per chi lavora in mobilità, usa il telefono in spazi pubblici o semplicemente tiene alla riservatezza: non è disponibile sull’S25 Ultra e non può essere aggiunta in un secondo momento. La ricarica a 60W con supporto wireless a 25W è un miglioramento percepibile ogni giorno per chi ricarica spesso. Il video 4K a 120fps con codec APV è rilevante per chi crea contenuti video con continuità.
Chi invece sta aggiornando da un Galaxy S24 Ultra o precedente troverà il salto molto più sostanzioso — e in quel caso l’S26 Ultra è la scelta giusta senza riserve.
L’S25 Ultra, nel frattempo, si avvia verso una fisiologica discesa di prezzo. Per chi vuole spendere meno e non ha bisogno del Privacy Display, nelle prossime settimane diventerà probabilmente l’affare migliore del mercato Android.
Fonti:
Phandroid — Galaxy S26 Ultra vs S25 Ultra: is it finally worth upgrading?
Pocket-lint — Samsung Galaxy S26 Ultra vs. S25 Ultra: what’s actually new?
Android Authority — The Galaxy S26 Ultra looks great, but not for S25 Ultra owners