Samsung ha presentato ufficialmente il Galaxy S26 FE il 27 agosto 2026, il primo modello della gamma S26 a debuttare con One UI 9 stabile su base Android 17. Lo smartphone arriva in Italia dal 4 settembre in due tagli di memoria, a partire da 819 euro per la versione da 128 GB.
La sigla FE, Fan Edition, ha sempre indicato il modello più accessibile della serie S. Quest’anno il listino racconta una storia diversa: rispetto al Galaxy S25 FE il prezzo sale di 50 euro sul taglio base e di 90 euro su quello da 256 GB, mentre la variante da 512 GB, disponibile lo scorso anno, è sparita del tutto dal catalogo italiano.
Cosa cambia sotto la scocca: processore, display e batteria
Il cuore del Galaxy S26 FE è l’Exynos 2500, il chip a 3 nanometri con CPU a dieci core e GPU Xclipse 950 che Samsung aveva già portato sul pieghevole Z Flip7 dello scorso anno. Non è quindi un chip nuovo di zecca, ma un silicio già collaudato, abbinato a 8 GB di RAM e a 128 o 256 GB di memoria interna.
Il display è un Dynamic AMOLED 2X da 6,7 pollici, risoluzione Full HD+ e refresh rate variabile tra 60 e 120 Hz, con luminosità di picco dichiarata a 1.900 nit. Il pannello è protetto da Gorilla Glass Victus+ sia davanti che dietro, il telaio è in alluminio e la certificazione IP68 mette al riparo da acqua e polvere.
La batteria resta da 4.900 mAh, invariata rispetto alla generazione precedente. Cambia il modo in cui si ricarica: con l’alimentatore da 45 W, venduto separatamente, Samsung dichiara circa il 69% di carica in mezz’ora. Ci sono anche la ricarica wireless a 15 W e la condivisione energetica wireless verso altri dispositivi compatibili. Il corpo misura 161,6 x 76,9 x 7,4 millimetri per 193 grammi, praticamente identico al modello 2025.
Fotocamere e Galaxy AI, le vere novità di questa generazione
La tripla fotocamera posteriore combina un sensore principale da 50 megapixel con stabilizzazione ottica (f/1.8), un ultra-grandangolare da 12 megapixel (f/2.2) e un teleobiettivo da 8 megapixel con zoom ottico 3x, esteso fino a 30x in modalità digitale. Davanti c’è una selfie camera da 12 megapixel integrata in un piccolo foro nello schermo.
Lo zoom digitale a 30x fa sempre un certo effetto sulla scheda tecnica, ma è un numero che raramente si traduce in scatti utilizzabili. La differenza reale, quella che si nota aprendo la galleria, la fa il lavoro del ProVisual Engine sull’intervallo fra 1x e 2x, la fascia focale dove finisce la maggior parte delle foto scattate ogni giorno. A completare il comparto ci sono Nightography per gli scatti in scarsa illuminazione e uno stabilizzatore video con blocco dell’orizzonte pensato per chi riprende in movimento.
Sul fronte software, il Galaxy S26 FE eredita l’ultima generazione di Galaxy AI attraverso One UI 9. Debutta My FanCam, funzione già vista sui pieghevoli più recenti, che segue automaticamente un soggetto scelto dall’utente e ricalibra l’inquadratura in base al movimento. Now Brief guadagna schede informative configurabili, per esempio su meteo o benessere, con la possibilità di crearne di personalizzate tramite un prompt in linguaggio naturale. Now Nudge estende i suoi suggerimenti anche a un gruppo selezionato di app di terze parti, mentre Cerchia e Cerca supporta l’identificazione di più oggetti nella stessa foto senza passaggi ripetuti.
C’è anche un assistente foto che modifica uno scatto con comandi testuali, trasformando il giorno in notte o ricostruendo parti mancanti dell’immagine. Ogni modifica generata dall’intelligenza artificiale resta segnalata da una filigrana nei metadati, e Samsung stessa ammette nelle note legali del comunicato che l’accuratezza di questi strumenti non è garantita al 100%: un’onestà che altri produttori spesso evitano di mettere per iscritto.
Quanto costa in Italia e cosa è sparito rispetto al Galaxy S25 FE
Il Galaxy S26 FE costa 819 euro nella versione da 128 GB e 919 euro in quella da 256 GB, gli unici due tagli disponibili sul mercato italiano. Il confronto con l’anno scorso spiega perché la sigla FE, storicamente sinonimo di convenienza, oggi va presa con più cautela.
Il Galaxy S25 FE era partito da 769 euro per il taglio base e 829 euro per quello intermedio, cinquanta e novanta euro in meno rispetto alle cifre di oggi. Mancava poi, l’anno scorso, la variante da 512 GB, che chiudeva il listino a 949 euro: chi ha bisogno di più spazio quest’anno deve guardare al cloud o a un modello diverso della gamma S26, perché quella configurazione non esiste più.
L’aumento non è una scelta isolata di Samsung. L’intero mercato dei chip di memoria sta attraversando una fase di rincari che si riflette su smartphone, laptop e console, e che pesa in proporzione maggiore proprio sui tagli di storage più ampi. È un dettaglio che il comunicato ufficiale non racconta, ma che spiega buona parte della differenza di listino tra le due generazioni.
Quando esce e quanti anni di aggiornamenti riceve
Il Galaxy S26 FE sarà disponibile in Italia dal 4 settembre 2026 nelle colorazioni Blueberry, Graphite e Pistachio. Chi passa da un altro ecosistema, iOS o Android che sia, può contare su uno Smart Switch rinnovato: trasferisce password, passkey, cronologia chiamate ed eSIM tramite una scansione del codice QR, senza bisogno di app aggiuntive.
Samsung promette sette generazioni di aggiornamenti del sistema operativo e sette anni di patch di sicurezza a partire dal lancio globale. È una cifra che va oltre il minimo richiesto dal regolamento Ecodesign dell’Unione Europea, in vigore dal 20 giugno 2025, che si ferma a cinque anni di aggiornamenti di sicurezza dalla fine della commercializzazione del modello.
Per chi arriva da un Galaxy S24 FE o da un S25 FE, il salto pratico si sente più nella fotocamera e nelle funzioni Galaxy AI che nella potenza bruta: l’Exynos 2500 è lo stesso chip visto un anno fa sui pieghevoli, non una nuova generazione di silicio. Resta da capire quanto peserà, nella scelta d’acquisto, un prezzo che si avvicina sempre di più a quello dei modelli standard della serie S26.
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