Apple starebbe lavorando alla revisione più profonda di Siri dalla sua introduzione nel 2011. Secondo le indiscrezioni di Mark Gurman di Bloomberg — la fonte più affidabile sul calendario interno di Cupertino — iOS 27 porterà un assistente completamente ridisegnato, con un’app dedicata, conversazioni in stile chatbot e una nuova presenza nella Dynamic Island. La presentazione ufficiale è attesa per l’8 giugno al WWDC 2026, con rilascio pubblico previsto a settembre.
Un’app Siri standalone: cronologia, tastiera e chat
La novità strutturale più rilevante è l’arrivo di una vera applicazione Siri, preinstallata su iOS 27. Non si tratta di un restyling dell’interfaccia esistente, ma di un punto di accesso completamente nuovo all’assistente, con funzionalità che fino ad oggi erano assenti.
All’interno dell’app sarà possibile consultare la cronologia completa delle conversazioni passate, digitare le richieste da tastiera invece di usare solo la voce e intrattenere scambi botta e risposta in linguaggio naturale, con una struttura a thread che ricorda l’interfaccia di iMessage. Le risposte includeranno schede dinamiche per meteo, appuntamenti e note, oltre a contenuti estratti dal web con immagini e punti elenco — un comportamento molto più vicino a ChatGPT o Gemini che al Siri attuale.
Gurman ha anche anticipato la possibilità di impostare assistenti di terze parti — ChatGPT, Gemini — come predefiniti per alcune funzioni di Apple Intelligence, come Writing Tools e Image Playground. Una concessione significativa per un’azienda che ha sempre tenuto il proprio ecosistema chiuso.
La Dynamic Island diventa il centro di attivazione
Sul fronte visivo, Siri abbandonerà la sfera fluttuante nella parte bassa dello schermo per spostarsi nella Dynamic Island. Quando l’assistente viene richiamato, la pillola nella parte superiore si espanderà mostrando il prompt “Search or Ask” con un cursore luminoso animato. Un sottile bagliore correrà lungo il bordo della Dynamic Island per tutta la durata dell’interazione. Scorrendo verso il basso comparirà il pannello conversazionale completo.
Gurman ha osservato che lo stesso effetto luminoso è già visibile nel poster ufficiale della WWDC 2026 — il numero “26” evidenziato da un bagliore — confermando che Apple ha già inserito un riferimento visibile al nuovo design di Siri nell’immagine dell’evento. Un dettaglio non casuale: Apple usa regolarmente le grafiche degli annunci per nascondere anticipazioni sui prodotti che presenterà.
Siri e Spotlight verranno unificati in un’unica interfaccia di ricerca. La distinzione attuale — Spotlight per la ricerca locale, Siri per i comandi vocali — sarebbe destinata a scomparire, con un’unica barra “Search or Ask” che gestisce entrambi i contesti.
Il nodo della compatibilità: non tutti gli iPhone potranno usarle
Le funzioni conversazionali avanzate e il nuovo design nella Dynamic Island richiederanno Apple Intelligence, e Apple Intelligence richiede hardware recente. Secondo le indiscrezioni, le funzionalità complete saranno disponibili su iPhone 15 Pro, iPhone 15 Pro Max, tutta la serie iPhone 16 — incluso il modello 16e — e tutta la serie iPhone 17. Gli iPhone precedenti al 15 Pro riceveranno iOS 27, ma con un sottoinsieme ridotto delle novità AI.
Un dettaglio non trascurabile per chi ha ancora un iPhone 14 o un modello della serie 15 standard: l’aggiornamento arriverà, ma il Siri che vedranno sarà diverso da quello mostrato nel keynote di giugno.
Perché questa revisione è diversa dalle promesse del passato
Il punto più delicato è la credibilità dell’annuncio. Apple aveva già presentato una Siri “radicalmente nuova” alla WWDC 2024, promettendo consapevolezza del contesto, azioni nelle app e memoria delle conversazioni. Due anni dopo, gran parte di quelle funzioni non è mai arrivata agli utenti, o è arrivata parzialmente e con mesi di ritardo.
Questa volta la situazione è diversa sotto almeno un aspetto: le fondamenta tecniche sembrano più concrete. L’infrastruttura cloud che supporta la nuova Siri si appoggerebbe in parte ai server di Google — un accordo che Apple non enfatizzerà durante la WWDC, ma che garantirebbe una capacità computazionale che i server Apple da soli non riuscirebbero a offrire nelle prime fasi di lancio. Gurman ha anche anticipato che alcune funzioni potrebbero ancora portare l’etichetta “beta” al momento del rilascio, segnale che Apple vuole gestire le aspettative in modo più prudente rispetto al 2024.
Sul fronte privacy, Apple permetterà agli utenti di scegliere la finestra di conservazione delle conversazioni: eliminazione automatica dopo 30 giorni, dopo un anno, oppure nessun limite. Una soluzione di compromesso tra utilizzo dell’AI e controllo dei propri dati — il tipo di bilanciamento che Apple usa per distinguersi da Google e OpenAI sul mercato europeo.
La WWDC 2026 è fissata per l’8 giugno. Mancano meno di tre settimane alla conferma ufficiale di tutto quello che le indiscrezioni hanno anticipato.
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