“Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici CUP Centro Unico Primario al numero 893…” — un messaggio apparentemente innocuo, ma dietro si nasconde una trappola perfetta. Gennaio 2026 si apre con una campagna massiccia di smishing che sta colpendo tutta Italia, con migliaia di SMS fraudolenti che fingono di provenire dai centri sanitari regionali. Le segnalazioni arrivano da Umbria, Toscana, Liguria, Lombardia e Brescia, dove le autorità sanitarie hanno dovuto diramare allerte ufficiali per mettere in guardia i cittadini.
Il meccanismo è semplice ma devastante: basta una telefonata al numero indicato per vedersi svuotare il credito telefonico o ritrovarsi con addebiti salatissimi in bolletta. E il bersaglio preferito? Le persone anziane e chi ha effettivamente avuto contatti recenti con strutture ospedaliere — proprio quelle più vulnerabili a un messaggio che parla di “comunicazioni importanti” sulla salute.
La truffa nel dettaglio: come funziona lo smishing del CUP
Il termine “smishing” nasce dalla fusione di SMS e phishing, ed è esattamente quello che suggerisce: una truffa via messaggio di testo progettata per estorcere denaro o dati personali. Nel caso specifico del falso CUP, i truffatori hanno perfezionato una strategia che fa leva su due elementi psicologici potenti — l’urgenza e la paura.
Il messaggio arriva da numeri di cellulare sconosciuti, con un testo che suona formale e credibile: “Si prega di ricontattare con urgenza i nostri uffici CUP Centro Unico Primario al numero 89342282 per importanti comunicazioni che la riguardano”. Varianti includono numeri come 89342258, 89342259 e altri simili, tutti con prefissi che iniziano per 893, 892, 894, 895 o 899.
Il primo indizio della truffa? La dicitura stessa. Il CUP reale è il “Centro Unico di Prenotazione”, non “Centro Unico Primario”. Un errore studiato per sembrare innocuo, ma che tradisce l’origine fraudolenta del messaggio.
Quando la vittima chiama il numero indicato, risponde un operatore — o più spesso un sistema automatizzato — che trasferisce la chiamata mettendo in attesa. Ed è proprio lì che scatta il raggiro: il tempo di attesa corrisponde al tempo necessario per prosciugare tutto il credito telefonico dell’utente. La linea cade improvvisamente, lasciando la persona con pochi centesimi residui e la consapevolezza di essere stata truffata.
Numeri a pagamento: la chiave del raggiro
I prefissi utilizzati dai truffatori non sono casuali. Appartengono tutti alla categoria delle numerazioni a tariffa speciale o con sovrapprezzo, quelle in cui il costo della chiamata non è incluso in nessun piano tariffario standard. Ogni secondo al telefono viene addebitato separatamente, con costi che possono raggiungere 1 euro al minuto o più.
Regione Lombardia, nel suo comunicato ufficiale, ha chiarito senza giri di parole: “Il prefisso 893 indica servizi a pagamento e può causare gravi addebiti. Ignorate il messaggio”. Il vero CUP non usa mai numerazioni di questo tipo per contattare i cittadini. Gli sportelli di prenotazione regionali operano attraverso numeri verdi gratuiti o numeri standard facilmente verificabili sui siti istituzionali.
La Regione Umbria ha specificato che “chiamando tali numeri si rischia la perdita di credito telefonico e l’esposizione a ulteriori frodi”. Una volta identificato un numero attivo, infatti, i truffatori possono intensificare gli attacchi con chiamate vocali dirette (vishing) o nuovi tentativi di smishing.
Come riconoscere un SMS falso: i segnali d’allarme
Distinguere un messaggio fraudolento da uno autentico richiede attenzione, ma i truffatori lasciano sempre tracce. Ecco i segnali che devono far scattare l’allarme:
Tono di urgenza eccessiva. Frasi come “si prega di contattare con urgenza” sono progettate per impedire alla vittima di fermarsi a riflettere. Le comunicazioni sanitarie ufficiali non usano mai toni allarmistici via SMS.
Numeri a pagamento. Qualsiasi richiesta di chiamare un numero che inizia con 893, 892, 894, 895 o 899 è automaticamente sospetta. Le amministrazioni pubbliche non chiedono mai di richiamare numerazioni a tariffa speciale.
Mittente sconosciuto o generico. Gli SMS ufficiali del sistema sanitario arrivano da numeri riconoscibili o alias testuali registrati ufficialmente. Un numero di cellulare casuale che si firma “CUP” non ha alcuna legittimità.
Errori o ambiguità nel testo. “Centro Unico Primario” invece di “Centro Unico di Prenotazione” è un chiaro indizio di contraffazione. I messaggi istituzionali sono redatti con cura e non contengono imprecisioni.
Presenza di link o richieste di dati. Il sistema CUP non invia mai link da cliccare o richieste di fornire informazioni personali via SMS.
Cosa fare se ricevete un SMS sospetto
Le autorità sanitarie e la Polizia Postale hanno fornito indicazioni chiare su come comportarsi:
Non richiamate il numero indicato. Nemmeno per verificare se sia autentico. Qualsiasi interazione con questi numeri costa denaro e conferma ai truffatori che il vostro numero è attivo.
Non rispondete al messaggio. Anche un semplice “Chi siete?” può innescare ulteriori tentativi di frode.
Non fornite dati personali. Nessun operatore sanitario chiederà mai informazioni sensibili via SMS o telefono senza una procedura verificabile.
Bloccate il mittente. Impedite a quel numero di contattarvi nuovamente. Su Android e iPhone, tenete premuto sul messaggio e selezionate “Blocca mittente”.
Segnalate alla Polizia Postale. Potete farlo attraverso il sito ufficiale commissariatodips.it o recandovi di persona presso un commissariato. Ogni segnalazione aiuta a identificare e smantellare le reti criminali.
Contattate il CUP attraverso canali ufficiali. Se avete davvero prenotazioni in sospeso o preoccupazioni sanitarie, verificate direttamente attraverso:
- I numeri verdi regionali (in Umbria: 800 636363 da rete fissa, 075 5402963 da cellulare)
- Le app regionali ufficiali (come UmbriaFacile, Salute Simplex in Liguria)
- Gli sportelli CUP fisici presso le ASL
- I siti web istituzionali delle regioni
Se avete già chiamato: cosa fare immediatamente
Scoprire di essere caduti nella trappola genera panico, ma è fondamentale agire rapidamente.
Controllate il credito residuo o la bolletta. Verificate immediatamente quanto credito è stato sottratto o quali addebiti sono stati registrati.
Contattate il vostro operatore telefonico. Segnalate la truffa e chiedete se sia possibile bloccare ulteriori addebiti o ottenere un rimborso. Alcuni gestori hanno procedure specifiche per vittime di smishing.
Cambiate le password se avete fornito dati. Se nella telefonata avete comunicato informazioni personali, codici o password, modificateli immediatamente.
Segnalate l’accaduto alle autorità. Presentate denuncia formale alla Polizia Postale. Anche se il recupero del denaro è difficile, le denunce permettono di tracciare le reti criminali.
Un fenomeno in crescita: non solo CUP
La truffa del falso CUP è solo una delle tante varianti di smishing che circolano in Italia. Nei mesi scorsi sono stati segnalati SMS fraudolenti che fingevano di provenire da:
- Banche (notifiche di accessi anomali o bonifici sospetti)
- INPS (falsi bonus o comunicazioni su prestazioni)
- Poste Italiane (pacchi da ritirare)
- Agenzie delle Entrate (rimborsi fiscali inesistenti)
- Fornitori di energia (bollette non pagate)
Il meccanismo è sempre lo stesso: creare urgenza, fingere autorevolezza, spingere la vittima a compiere azioni affrettate senza verificare. A gennaio 2026, le forze dell’ordine hanno smantellato una centrale di smishing in Toscana che per mesi aveva truffato utenti in tutta Italia, con danni stimati in oltre 90.000 euro solo per le vittime identificate.
Il consiglio finale è semplice ma efficace: davanti a qualsiasi messaggio che richiede azioni urgenti, fermatevi. Verificate sempre attraverso canali ufficiali. Nessuna comunicazione importante arriva solo via SMS, e nessun ente serio vi chiederà mai di chiamare numeri a pagamento per risolvere urgenze.
Fonti: