A due giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di verifica dell’età per 48 siti per adulti in Italia, gli utenti si stanno mobilitando per comprendere come funzionerà il nuovo sistema. Le ricerche online relative a Yoti, l’applicazione di age verification già adottata da OnlyFans, stanno crescendo rapidamente mentre le piattaforme si preparano al 12 novembre, data in cui scatta la delibera AGCOM 96/25/CONS che introduce il controllo obbligatorio della maggiore età per impedire l’accesso ai minori.
OnlyFans anticipa i tempi
OnlyFans ha deciso di muoversi in anticipo rispetto alla scadenza normativa. Da alcuni giorni, gli utenti italiani che tentano di accedere alla piattaforma si trovano di fronte a un codice QR che rimanda a tre diverse modalità di verifica dell’età, tutte gestite attraverso Yoti. La mossa anticipa di qualche giorno l’obbligo normativo e conferma Yoti come soluzione privilegiata per il mercato italiano dei contenuti per adulti.
Provando ad accedere al sito, compare immediatamente la richiesta di verifica con tre opzioni alternative: app di identità digitale per il doppio anonimato, scansione del documento con selfie per il riconoscimento facciale, o AgeKey, una sorta di wallet digitale che conserva la certificazione di età già ottenuta in precedenza. Tutte le modalità passano attraverso l’infrastruttura Yoti.
Come funziona Yoti
Fondata nel 2014, Yoti è un’applicazione britannica progettata per custodire l’identità digitale degli utenti nel massimo rispetto della privacy. Secondo i dati ufficiali, l’app conta oltre 19 milioni di download e ha sviluppato algoritmi di intelligenza artificiale in grado di stimare l’età di una persona con una precisione di uno o due anni analizzando un selfie.
Il funzionamento varia a seconda del metodo scelto. Con la stima dell’età tramite selfie, la tecnologia acquisisce più immagini del volto attraverso la fotocamera del dispositivo, analizza la più nitida e calcola se l’utente supera la soglia minima richiesta. La tecnologia include anche un sistema anti-spoofing per verificare che dietro la fotocamera ci sia una persona reale e non un’immagine bidimensionale o una maschera.
L’alternativa più sicura prevede la scansione di un documento d’identità valido attraverso un sistema OCR che estrae automaticamente data di nascita e altre informazioni chiave. In alcuni casi viene richiesto anche un selfie contemporaneo per verificare che il documento corrisponda effettivamente all’utente. Yoti garantisce che tutti i dati biometrici, le scansioni dei documenti e i selfie vengono cancellati immediatamente dopo il completamento della sessione di autenticazione, o comunque entro 25 ore se la sessione resta incompleta.
Il sistema del doppio anonimato
La delibera AGCOM impone criteri stringenti per la verifica dell’età, basati sul principio del doppio anonimato. Questo significa che il fornitore del servizio di age verification non può sapere per quale sito l’utente sta chiedendo l’accesso, mentre il sito per adulti non riceve alcun dato identificativo personale dell’utente, ma solo la conferma binaria “maggiorenne” o “minorenne”.
I dati personali utilizzati per la verifica non possono essere trattati né conservati dal fornitore del servizio, e i sistemi devono essere gestiti da soggetti terzi certificati, giuridicamente e tecnicamente separati dai gestori delle piattaforme. La tecnologia deve inoltre essere accessibile, non discriminatoria e dotata di sistemi crittografici per prevenire frodi ed elusioni.
Yoti immagazzina tutti i dati nel proprio data center nel Regno Unito e dichiara di cancellarli completamente una volta terminata la sessione. L’applicazione genera un token di età crittografato che contiene solo il risultato del controllo e le informazioni su come e quando è stato effettuato, senza alcuna informazione personale identificativa.
Le alternative e l’app di Stato
Yoti non è l’unico sistema ammesso per la verifica dell’età. Le regole AGCOM definiscono i requisiti tecnici che i sistemi devono rispettare, ma non impongono una soluzione specifica. Tuttavia, Yoti si è affermato come scelta principale grazie all’esperienza maturata in altri Paesi dove già opera da diverso tempo per OnlyFans e altre piattaforme.
Il commissario AGCOM Massimiliano Capitanio ha confermato che lo SPID non sarà utilizzato per l’accesso ai siti per adulti, in quanto ritenuto non conforme agli standard di anonimato richiesti. Nel frattempo, AGCOM sta lavorando insieme a PagoPA, al Dipartimento per la trasformazione digitale e alla Zecca dello Stato per sviluppare un’applicazione nazionale certificata, che ha già ottenuto il via libera del Garante Privacy.
Questa app statale, tuttavia, non sarà pronta prima della fine del 2025, quindi non potrà essere operativa già dal 12 novembre. Secondo le indiscrezioni raccolte da Fanpage, tra le ipotesi al vaglio c’è quella di integrare nei prossimi mesi un sistema di verifica dell’età nell’IT Wallet, il portafoglio digitale gestito dallo Stato italiano. Dalla primavera 2026, questa funzionalità potrebbe essere disponibile direttamente nell’app IO.
La Commissione Europea ha pubblicato lo scorso 14 luglio un modello di verifica dell’età da testare con gli Stati membri, includendo Italia, Danimarca, Francia, Grecia e Spagna. Si tratta di un’app embrionale con software open source che dovrà essere adattata ai singoli contesti nazionali.
I 48 siti coinvolti
La lista AGCOM include 48 piattaforme, tra cui nomi noti come PornHub, YouPorn, Xvideos e OnlyFans. La delibera è stata approvata in attuazione del decreto Caivano, introdotto nel 2023 per contrastare la criminalità minorile, e recepisce anche l’articolo 28 del Digital Services Act europeo che impone alle piattaforme digitali di adottare misure per la protezione dei minori.
I gestori dei siti dovranno comunicare entro il 12 novembre il nome dell’azienda incaricata della verifica, allegando una relazione tecnica dettagliata sulle modalità di controllo adottate. Chi non si adeguerà rischia sanzioni economiche significative e, nei casi più gravi, il blocco totale dell’accesso dall’Italia da parte dell’autorità.
Le preoccupazioni degli utenti
La crescita delle ricerche su Yoti riflette anche le preoccupazioni di molti utenti rispetto alle implicazioni pratiche del nuovo sistema. Alcuni temono che avere l’app di verifica dell’età installata sul telefono possa rappresentare una “prova” della propria attività online, creando potenziali imbarazzi in ambito familiare o di coppia.
Altri utenti, soprattutto quelli meno avvezzi alla tecnologia, potrebbero trovare complesso il processo di verifica attraverso app di terze parti, codici QR e scansioni di documenti. Questo fattore potrebbe ridurre il traffico sulle piattaforme per adulti, con conseguenze economiche per i creator che su questi siti basano il proprio reddito.
Restano inoltre aperti i nodi tecnici legati all’elusione del sistema. L’utilizzo di VPN, che nascono per garantire sicurezza nella navigazione, potrebbe consentire ai minori di aggirare i controlli connettendosi da Paesi dove la verifica non è richiesta. AGCOM ha vietato esplicitamente alle piattaforme di promuovere o fare riferimento a meccanismi di elusione, ma la possibilità tecnica resta concreta.
Nei prossimi giorni sarà possibile valutare l’effettiva efficacia del sistema e il livello di adozione da parte degli utenti. L’AGCOM ha inoltre istituito un gruppo tecnico permanente per monitorare l’evoluzione delle tecnologie di verifica e garantire l’adeguamento alle normative italiane ed europee nel tempo.
Fonti: