VoLTE, VoWiFi e 5G SA: come funzionano le chiamate sullo smartphone nel 2026

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Ogni volta che si fa una telefonata da uno smartphone, il segnale voce percorre un percorso che la maggior parte degli utenti non ha mai visto e probabilmente non ha mai considerato. Per anni quel percorso è passato da reti 2G e 3G, anche su dispositivi modernissimi e con connessioni dati in 4G o 5G. Oggi quella situazione sta cambiando rapidamente, spinta da tre tecnologie — VoLTE, VoWiFi e 5G SA — che riscrivono il modo in cui le chiamate funzionano. E da uno spegnimento infrastrutturale che non aspetta nessuno.

Perché il 3G non è più un’opzione neutrale

Prima di capire cosa fa il VoLTE, bisogna capire cosa succede senza. Uno smartphone connesso al 4G, quando riceve o effettua una telefonata classica, esegue un’operazione chiamata circuit switch fallback: abbandona temporaneamente la rete 4G e si aggancia al 3G (o al 2G) per gestire la voce. Questo comporta due conseguenze visibili: l’audio della chiamata non sfrutta i codec ad alta fedeltà disponibili sulla rete LTE, e la connessione dati rallenta o si interrompe per tutta la durata della telefonata.

Il problema, oggi, non è solo di qualità. WindTre ha avviato lo spegnimento progressivo del 3G sulla frequenza 2100 MHz dal giugno 2024, passando quella banda al 4G. La frequenza 900 MHz — ancora attiva — seguirà lo stesso percorso. In uno scenario in cui il 3G non c’è più, uno smartphone senza VoLTE in un’area senza 2G residuo non riesce letteralmente a fare telefonate. Non è un’ipotesi di scuola: è il motivo per cui Iliad sta abilitando il VoLTE in automatico anche sui piani da €5,99, senza comunicarlo agli utenti.

Cos’è il VoLTE e perché migliora davvero la qualità audio

VoLTE — Voice over LTE — è lo standard che consente di instradare le chiamate vocali direttamente sulla rete 4G, usando lo stesso canale IP che trasporta i dati. L’infrastruttura necessaria è chiamata IMS (IP Multimedia Subsystem): senza di essa, l’operatore non può offrire il servizio indipendentemente da quanto sia moderna la sua rete radio.

I vantaggi pratici rispetto a una chiamata 3G sono misurabili. La qualità audio migliora in modo sostanziale grazie all’utilizzo di codec ad alta risoluzione come EVS (Enhanced Voice Services), che portano una nitidezza paragonabile a una chiamata VoIP di qualità. Il tempo di attesa dal momento in cui si compone il numero a quando il telefono dell’altro squilla scende da 6-7 secondi tipici del 2G a circa 2 secondi con VoLTE. Il tasso di caduta delle chiamate si avvicina a zero. E la connessione dati resta attiva in 4G per tutta la durata della telefonata — chi usa la navigazione mentre parla nota la differenza immediatamente.

Chi lo ha attivato in Italia e chi no

TIM e Vodafone hanno abilitato il VoLTE tra i primi operatori italiani. WindTre lo ha introdotto progressivamente. Iliad ha avviato il servizio nel maggio 2024, inizialmente riservato alle offerte da €9,99 al mese o superiori, con un’estensione silenziosa in corso nel 2026 verso i piani storici più economici. Fastweb lo supporta sulle proprie SIM.

Il VoLTE richiede tre condizioni simultanee: un’offerta che lo includa, uno smartphone certificato dall’operatore e una copertura 4G o 5G attiva. La compatibilità hardware non è garantita universalmente — un dispositivo può supportare il VoLTE di un operatore e non quello di un suo MVNO che usa la stessa rete fisica, perché la certificazione richiede una collaborazione specifica tra produttore e operatore che va oltre il semplice supporto tecnico.

Cos’è il VoWiFi e quando diventa indispensabile

Il Wi-Fi Calling — tecnicamente VoWiFi, Voice over WiFi — è la risposta al problema opposto rispetto al VoLTE: non la qualità, ma la copertura. Funziona su un principio semplice: quando il segnale mobile è assente o insufficiente, la chiamata viene instradata attraverso la rete Wi-Fi a cui lo smartphone è connesso. Qualsiasi rete funziona — domestica, aziendale, pubblica — purché il dispositivo sia compatibile e l’operatore lo supporti.

Per chi vive o lavora in zone con copertura mobile scarsa, in edifici con muri spessi, nei seminterrati o nelle aree rurali mal servite, il Wi-Fi Calling risolve un problema che la semplice presenza del 4G o del 5G non tocca: la copertura indoor dipende da variabili fisiche che nessun operatore può eliminare completamente con la rete radio.

Il servizio non genera costi aggiuntivi: le chiamate vengono tariffate esattamente come quelle effettuate su rete mobile. La voce rimane stabile anche se durante la telefonata lo smartphone passa dal Wi-Fi alla rete mobile o viceversa — il sistema gestisce il passaggio in modo trasparente.

La situazione in Italia operatore per operatore

WindTre e TIM hanno introdotto il VoWiFi a dicembre 2022, i primi in Italia. Fastweb lo ha abilitato nel luglio 2024. Vodafone — ora operante sotto il brand Fastweb+Vodafone dopo la fusione del gennaio 2026 — ha lanciato ufficialmente il servizio il 4 febbraio 2026, con una lista di dispositivi compatibili in costante espansione: iPhone inclusi dal marzo 2026 grazie all’aggiornamento iOS 26.4, nuovi modelli Samsung aggiunti a maggio 2026.

Iliad non ha ancora abilitato il VoWiFi sulle proprie SIM consumer. Per i clienti dell’operatore francese in aree con copertura debole, questa rimane una lacuna concreta rispetto alla concorrenza.

Un dettaglio operativo da conoscere: durante una chiamata in Wi-Fi Calling non è possibile inviare o ricevere SMS tradizionali. La funzionalità torna disponibile non appena si ristabilisce la connessione alla rete mobile.

Il 5G SA e il futuro delle chiamate vocali

Il 5G che la maggior parte degli utenti italiani usa oggi non è il 5G nel senso pieno del termine. È 5G Non-Standalone (NSA): la rete radio di quinta generazione è presente, ma il core network — la parte che gestisce l’autenticazione, la segnalazione, la gestione delle sessioni — si appoggia ancora all’infrastruttura 4G. Questo crea inefficienze: lo smartphone deve mantenere due connessioni in parallelo, con un impatto misurabile sui consumi della batteria.

Il 5G Standalone (SA) rompe questa dipendenza. La rete è completamente nativa 5G, senza nessun elemento 4G nel percorso. I vantaggi sono reali: latenza scende sotto i 5 millisecondi contro i 30-50 del 4G, gestione intelligente della rete tramite network slicing, consumi della batteria inferiori perché lo smartphone mantiene una sola connessione invece di due.

Chi ha già attivato il 5G SA in Italia

WindTre è stato il primo operatore italiano a lanciare una rete 5G SA commerciale: il rollout è partito nell’ottobre 2025 per clienti business e pubbliche amministrazioni, con un’infrastruttura che copre circa l’80% della popolazione su 21.500 antenne. A gennaio 2026, in collaborazione con Ericsson, il servizio è stato esteso come pietra miliare commerciale. Iliad ha presentato la propria tecnologia Standalone al Fuorisalone di Milano nell’aprile 2026. TIM e Fastweb+Vodafone sono in una fase avanzata di transizione.

Le chiamate vocali sul 5G SA: VoNR

Le chiamate vocali su rete 5G SA si chiamano VoNR — Voice over New Radio. L’esperienza percepita dall’utente è simile al VoLTE: qualità audio alta, tempi di aggancio rapidi, navigazione dati attiva durante la chiamata. Il vantaggio strutturale rispetto al VoLTE è che l’intera catena — voce, dati, segnalazione — viaggia su infrastruttura 5G nativa, senza passaggi su reti precedenti.

Per ora il VoNR rimane una tecnologia in fase di dispiegamento: la rete 5G SA è attiva principalmente per uso business. Il consumer seguirà man mano che la copertura SA si espande e i dispositivi aggiornano i propri profili di rete. Chi possiede uno smartphone compatibile con il 5G SA — la maggior parte dei flagship degli ultimi due anni — potrà usufruirne senza interventi, non appena l’operatore completerà il rollout.

Come verificare cosa è attivo sul proprio smartphone

Sulla maggior parte degli Android, VoLTE e Wi-Fi Calling si trovano in Impostazioni > Rete e Internet (o Connessioni) > SIM > Preferenze di chiamata. Se le voci compaiono e sono attivabili, il dispositivo è certificato e l’operatore supporta il servizio. Se le voci non compaiono, le cause possono essere due: il dispositivo non è nella lista di compatibilità dell’operatore, oppure l’offerta attiva non include il servizio.

Su iPhone, il VoLTE si attiva da Impostazioni > Cellulare > Opzioni cellulare > Voce e dati. Il Wi-Fi Calling per gli operatori italiani che lo supportano richiede iOS aggiornato: per Vodafone serve iOS 26.4 o superiore.

Il segnale che tutto funziona è visibile in due modi: la barra di stato mostra 4G o 5G durante una chiamata attiva (con VoLTE), oppure compare l’icona Wi-Fi o la dicitura “Chiamata Wi-Fi” accanto al segnale (con VoWiFi).

Il momento per verificare è adesso, prima che lo spegnimento del 3G raggiunga la propria area. Aggiornare il sistema operativo, controllare le impostazioni e confermare che l’operatore supporti il servizio sull’offerta attiva sono tre operazioni che richiedono meno di cinque minuti e che eliminano il rischio di restare senza telefonate in un pomeriggio qualunque.


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