Finora Meta AI su WhatsApp era gratuito per tutti. Nelle ultime versioni beta dell’app per Android, però, sono comparse le prime tracce concrete di qualcosa che cambia questa equazione: piani di abbonamento premium legati specificamente alle funzionalità di intelligenza artificiale.
Non si tratta delle suonerie esclusive o dei temi grafici di WhatsApp Plus — quello è un discorso parallelo. Qui il tema è diverso e più sostanziale: l’accesso a capacità avanzate di Meta AI dentro WhatsApp potrebbe presto richiedere un abbonamento. I ricercatori di WABetaInfo hanno individuato nel codice delle build più recenti riferimenti espliciti a tier distinti per l’AI, con un livello base gratuito e uno o più livelli superiori accessibili a pagamento.
Cosa sta emergendo dalla beta: AI a livelli
La struttura che si delinea dal codice beta è quella classica del freemium applicato all’intelligenza artificiale: una versione base di Meta AI continua a funzionare senza costi, mentre le funzionalità più avanzate — quelle che richiedono maggiore potenza computazionale o capacità agentiche — sarebbero riservate agli abbonati.
Non è una sorpresa in senso assoluto. Il 27 gennaio 2026, Meta aveva confermato ufficialmente a TechCrunch l’intenzione di introdurre abbonamenti premium su Instagram, Facebook e WhatsApp con “capacità AI espanse”. Quello che la beta comincia a mostrare è come quella strategia prenderà forma concretamente sull’app di messaggistica.
La versione 2.26.9.4 per Android aveva già introdotto una nuova organizzazione delle conversazioni con Meta AI, con una cronologia più strutturata delle interazioni. Le build successive mostrano come questa interfaccia si stia predisponendo a ospitare distinzioni tra funzionalità gratuite e premium.
Manus: l’agente autonomo al centro del piano premium
Il vero motore di questa strategia ha un nome preciso: Manus.
Meta ha acquisito questa startup singaporiana — con radici nella cinese Butterfly Effect Technology — a dicembre 2025 per una cifra stimata in due miliardi di dollari. Manus non è un chatbot tradizionale. È un agente AI autonomo capace di pianificare ed eseguire operazioni multi-step senza che l’utente debba guidarlo continuamente: ricerche complesse, organizzazione di dati, pianificazione di attività, creazione di contenuti strutturati.
Meta ha dichiarato esplicitamente che Manus sarà integrato nei piani premium su tutte le sue app. Su Instagram, lo sviluppatore italiano Alessandro Paluzzi ha già individuato un collegamento diretto a Manus nelle impostazioni. Su WhatsApp, l’integrazione deve ancora emergere in modo visibile dalla beta, ma la direzione è tracciata.
La differenza pratica è quella che conta: il Meta AI attuale su WhatsApp risponde a domande, genera testi, sintetizza informazioni. Manus — nella sua versione premium — agisce in autonomia. Il salto è paragonabile a quello tra un motore di ricerca e un assistente che esegue.
Lista d’attesa attiva: Meta testa la domanda
Un segnale concreto di quanto sia avanzato lo sviluppo viene da un dettaglio comparso nella beta 2.26.9.6: una lista d’attesa per il piano premium, raggiungibile direttamente dalle impostazioni dell’app e dalla tastiera degli adesivi.
Gli utenti possono registrare il proprio interesse senza alcun impegno di acquisto immediato. Meta riceve così una misura in tempo reale della domanda prima del lancio, e gli iscritti vengono avvisati quando il piano sarà disponibile nel loro mercato.
È una tecnica collaudata — la stessa usata da decine di prodotti tech per calibrare il rollout — ma la sua comparsa nella beta di WhatsApp conferma che non siamo di fronte a un’ipotesi lontana. Il prodotto esiste, è in fase di definizione, e il lancio si avvicina.
Cosa resta gratuito: Meta è esplicita
Su questo punto Meta non lascia ambiguità. Messaggi, chiamate vocali e video, condivisione di file, gruppi, liste di trasmissione, crittografia end-to-end: tutto rimane gratuito e senza restrizioni. Il Meta AI base — quello che oggi risponde alle domande nelle chat — continuerà a funzionare senza costi.
I piani premium aggiungeranno un livello superiore, non toglieranno quello esistente. È la stessa logica con cui Telegram ha costruito Telegram Premium e Snapchat ha lanciato Snapchat+ — quest’ultimo arrivato a 16 milioni di abbonati raddoppiando la base dal 2024.
Prezzi e tempistiche: ancora nulla di ufficiale
Meta non ha comunicato né prezzi né date di lancio. L’azienda ha descritto l’approccio come una serie di test progressivi, con funzionalità che potrebbero variare per app, mercato e tipo di utente.
Gli analisti del settore stimano una fascia tra i 5 e i 15 euro mensili per i piani con funzionalità AI avanzate — significativamente più alta rispetto agli abbonamenti di personalizzazione estetica — giustificata dal valore reale di un agente autonomo operativo. Per i piani che includessero solo la rimozione della pubblicità dagli Aggiornamenti, le stime scendono intorno ai 3-5 euro mensili, in linea con i precedenti europei di Meta su Facebook e Instagram.
Quello che la beta di WhatsApp sta costruendo, versione dopo versione, è l’infrastruttura. I piani premium per Meta AI non sono un annuncio da aspettare — sono già qui, nel codice.
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