Le chat con restrizioni di WhatsApp smettono di essere un’indiscrezione e cominciano ad apparire sugli smartphone dei beta tester Android. Nella versione 2.26.39.11 del programma beta, distribuita tramite Google Play, un gruppo ancora ristretto di utenti può blindare una singola conversazione: i messaggi restano sul telefono principale e non raggiungono più WhatsApp Web, i computer o gli altri dispositivi collegati all’account.
La novità, segnalata da WABetaInfo il 2 ottobre, è il seguito della Privacy avanzata della chat, che Meta aveva lanciato lo scorso anno. Il rilascio è graduale e proseguirà nelle prossime settimane. Per la versione stabile, e per iPhone, non esiste ancora alcuna data.
Cosa sono le chat con restrizioni di WhatsApp
Le chat con restrizioni di WhatsApp sono una modalità facoltativa, attivabile conversazione per conversazione, che tiene i messaggi esclusivamente sul telefono principale dell’account. Niente sincronizzazione con WhatsApp Web, computer, tablet o altri telefoni collegati. In più blocca esportazione, salvataggio automatico dei media in galleria e funzioni di Meta AI. Per ora è in test su Android.
Il cambio di nome non è un vezzo da ufficio marketing. La vecchia etichetta aveva lasciato in qualcuno l’impressione che le chat senza quella protezione fossero meno sicure, quando invece messaggi e chiamate su WhatsApp viaggiano sempre con la cifratura end-to-end. Qui parliamo di un livello in più, non di una condizione per stare tranquilli. L’interruttore è spento di default e la scelta spetta a voi.
Le quattro limitazioni che valgono per tutti i partecipanti
Quando attivate la modalità, WhatsApp applica quattro regole alla conversazione, e non soltanto a voi: valgono per chiunque sia nella chat. Foto e video ricevuti non finiscono più in automatico nella galleria. L’esportazione dell’intera conversazione viene bloccata. Le funzioni di Meta AI restano spente lì dentro. E poi c’è la novità vera rispetto al passato: i messaggi si inviano e si ricevono solo dal dispositivo principale.
Un dettaglio che merita attenzione. Poiché il blocco coinvolge tutti, se restringete una chat con un collega anche il suo computer smette di mostrarla. Chi vive di WhatsApp Web se ne accorgerebbe in fretta, e probabilmente chiederebbe spiegazioni. A questo serve il messaggio di sistema che compare nella conversazione: rende visibile a tutti il cambio di regole.
Come attivare le chat con restrizioni sulla beta Android
Per il momento la funzione riguarda solo le conversazioni individuali, mentre i gruppi restano fuori. La procedura, per chi ha già ricevuto l’aggiornamento, è breve.
- Installate la beta 2.26.39.11 dal Google Play Store, se siete iscritti al programma di test di WhatsApp.
- Aprite una chat individuale e toccate il nome del contatto in alto per entrare nella schermata delle informazioni.
- Cercate l’opzione dedicata alle chat con restrizioni e attivate l’interruttore.
- Controllate che nella conversazione sia comparso il messaggio di sistema che conferma l’invio e la ricezione solo dal dispositivo principale.
Se nelle informazioni della chat vedete ancora la dicitura Privacy avanzata della chat, l’opzione nuova non è ancora arrivata sul vostro account. Il rollout procede a scaglioni, quindi aver installato la versione giusta non garantisce di trovarla subito.
Perché WhatsApp stringe sui dispositivi collegati
I dispositivi collegati sono la porta d’ingresso preferita da client non ufficiali e strumenti non autorizzati. Alcuni utenti agganciano al proprio account versioni modificate di WhatsApp Web capaci di leggere le conversazioni e, in certi casi, di girarle ad agenti di intelligenza artificiale senza che gli altri partecipanti lo sappiano. Una chat confinata al telefono principale taglia il problema alla radice: non c’è nulla da sincronizzare, quindi nulla da intercettare lungo quella strada.
Francamente la mossa ha senso, e arriva mentre gli agenti AI collegati alle app di messaggistica diventano un tema sempre più concreto. Ma un limite va detto con chiarezza: tenere una chat su un solo dispositivo riduce l’esposizione, non azzera il rischio. Chi sta dall’altra parte può sempre fare uno screenshot o fotografare lo schermo con un altro telefono.
Quando arriva per tutti e cosa resta da chiarire
WhatsApp non ha indicato quando la funzione approderà nella versione stabile, né se e quando toccherà agli iPhone. La beta lascia aperte anche alcune questioni pratiche: come si comporta il backup di una chat con restrizioni, se le notifiche mostrino il contenuto sui dispositivi collegati, che cosa accadrà nei gruppi, dove il problema di chi legge cosa è ancora più intricato.
Le chat con restrizioni raccontano bene dove sta andando WhatsApp: la riservatezza non si gioca più soltanto sulla cifratura, ma su quanti schermi e quanti software possono affacciarsi sulla stessa conversazione. Se Meta la porterà anche sui gruppi e su iOS, per molti di noi il telefono tornerà a essere l’unico posto in cui certe cose si dicono davvero.
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