Windows 11 richiede privilegi amministrativi per accedere alle impostazioni di Archiviazione con l’aggiornamento KB5074105. Ma la pulizia dei file temporanei non funziona più.

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L’aggiornamento KB5074105 di Windows 11, attualmente in fase di distribuzione opzionale come anteprima dell’aggiornamento di febbraio 2026, introduce una modifica che potrebbe passare inosservata ma che ha implicazioni pratiche significative: l’accesso alle impostazioni di Archiviazione e Sensore memoria ora richiede privilegi amministrativi. Niente più manutenzione del disco fai-da-te per gli utenti standard.

Chiunque tenti di aprire la sezione Impostazioni > Sistema > Archiviazione si troverà di fronte al classico prompt UAC (User Account Control), quello che chiede di confermare con la password dell’amministratore. Microsoft ha confermato che la modifica è intenzionale e mirata a rafforzare la sicurezza del sistema operativo, limitando l’accesso a operazioni che potrebbero compromettere file di sistema. Il problema? L’implementazione sembra incompleta, e ha portato con sé un bug fastidioso che rende la pulizia dei file temporanei meno efficace di prima.

Il bug: i file temporanei spariscono dalla vista

Il comportamento anomalo è stato segnalato da WindowsLatest e confermato da diversi utenti che hanno installato l’aggiornamento. Nonostante l’utente conceda i permessi di amministratore tramite UAC all’apertura delle Impostazioni, il modulo dedicato alla pulizia non sembra ereditare correttamente l’elevazione dei privilegi durante la scansione del disco.

Il risultato pratico: la sezione “File temporanei” nelle Impostazioni moderne fallisce nel rilevare alcune categorie cruciali di file di sistema cancellabili. In particolare, scompaiono dalla vista le vecchie installazioni di Windows (quelle che Windows conserva in Windows.old dopo un aggiornamento major) e i file di Windows Update Cleanup, che possono occupare diversi gigabyte.

Il confronto con lo storico strumento Pulizia disco (Disk Cleanup) è illuminante. Digitando “Pulizia disco” nella casella di ricerca di Windows 11, selezionando l’unità C: e quindi scegliendo “Pulisci file di sistema” — operazione che a sua volta richiede il superamento di UAC — tutte le categorie tornano magicamente visibili e cancellabili. Questo significa che i dati non sono stati rimossi ma semplicemente esclusi dal processo di scansione della nuova interfaccia.

Quando la sicurezza incontra l’usabilità

La decisione di Microsoft ha una logica comprensibile. Le impostazioni di archiviazione permettono di cancellare file che il sistema operativo potrebbe ancora utilizzare, di modificare le posizioni di salvataggio predefinite, di gestire Sensore memoria con regole automatiche che potrebbero eliminare dati importanti se configurate male. Richiedere privilegi elevati riduce il rischio che utenti inesperti — o software malevolo in esecuzione con permessi limitati — causino danni al sistema.

Ma c’è un rovescio della medaglia. Gli utenti standard che condividono un PC (pensiamo a contesti familiari o piccoli uffici) non potranno più effettuare operazioni di manutenzione ordinaria del disco in autonomia. Ogni volta che vorranno liberare spazio cancellando file temporanei o configurare Sensore memoria, dovranno chiedere l’intervento di chi conosce la password dell’amministratore. Per chi gestisce assistenza IT, questo significa più chiamate di supporto per operazioni banali.

Il workaround (che è anche la soluzione permanente)

Fino a quando Microsoft non correggerà il bug — ammesso che lo faccia — c’è un modo per aggirare il problema: usare il classico strumento “Pulizia disco” avviato con privilegi amministrativi. Ecco come:

  • Digitate “pulizia disco” nella casella di ricerca di Windows
  • Fate clic destro sull’applicazione e selezionate “Esegui come amministratore”
  • Confermate il prompt UAC
  • Selezionate l’unità da pulire
  • Fate clic su “Pulisci file di sistema”

A questo punto vedrete l’elenco completo dei file cancellabili, incluse le categorie che nelle nuove Impostazioni risultano invisibili. È uno strumento datato nell’interfaccia ma incredibilmente più potente e affidabile della controparte moderna quando si tratta di pulizie approfondite.

L’aggiornamento arriva per tutti a febbraio

L’aggiornamento KB5074105 è attualmente facoltativo e porta Windows 11 24H2 alla build 26100.7705 e Windows 11 25H2 alla build 26200.7705. Chi vuole installarlo subito deve attivare manualmente l’opzione “Ottieni gli ultimi aggiornamenti non appena disponibili” in Windows Update.

La modifica — bug incluso — non resterà però confinata a chi sceglie di testare le anteprime. Sarà inclusa nell’aggiornamento di sicurezza obbligatorio previsto per il 10 febbraio 2026, il classico Patch Tuesday del secondo martedì del mese. A quel punto, la richiesta UAC per accedere alle impostazioni di Archiviazione diventerà comportamento standard per tutti gli utenti di Windows 11.

Gli amministratori di sistema e chi gestisce supporto tecnico dovrebbero tenerne conto nelle procedure di assistenza. La pulizia automatica tramite Sensore memoria continuerà a funzionare senza richiedere intervento manuale una volta configurata, ma qualsiasi modifica alle sue impostazioni richiederà credenziali amministrative.


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